giovedì 25 agosto 2011

Dalle stelle all'underground

Ve lo ricordate il mio post sulla fauna metropolitana? Si parlava ovviamente di Milano.
Beh, qui dopo un mese tondo tondo posso affermare con sicurezza che le cose vanno in maniera diversa.
A cominciare dagli autisti dell'autobus che qui, se non stendi il braccino a mo' di autostoppista, non si fermano e tirano dritti per la loro strada. Poi il rinculo ce l'hanno anche loro e su un double decker, credetemi, non è piacevole, visto che il rinculo te lo esprimono sempre mentre sei sulle scale... 
Sui treni poi è tutta un'altra storia. Per prima cosa: quanto pensate potrebbero sopravvivere delle poltroncine imbottite in quel di Milano? Un'ora credo. 
Detto questo, e sottolineando che con tredici linee (si, tredici!!!) un posto lo si trova quasi sempre, bisogna riconoscere che ciò non accade però tra le cinque e le sette. In questo magico orario accadono però due fatti inspiegabili per un milanese: la metropolitana è piena, non ci sono poltroncine vuote, bisogna stare in piedi. L'inglese medio, con il solito garbo che lo contraddistingue, non ama addentrarsi troppo nel vagone e si unisce alla massa vicino alle porte. TU hai dunque tre possibilità:
  • ti unisci a loro sperando di starci
  • chiedi gentilmente permesso e ti addentri nell'area poltroncine
  • aspetti il prossimo treno (e via da capo)
Io di solito opto per la seconda, ma devi essere molto piccolo per farlo. Detto questo,è esattamente qui che avviene il miracolo. Se ricordate, vi dissi che a Milano è molto frequente trovare persone come dire... spaesate, che nonostante siano giunte ad una fermata di scambio, mantengono gelosamente il loro posticino davanti alla porta, impedendoti di uscire (senza picchiarli). Qui invece tu, giovane piccolo esemplare di straniera appostata in mezzo al vagone, riuscirai sempre ad evadere dal treno. Gli inglesi sono svegli. E le porte sono larghe.
Tutto ciò in realtà ha ben poco di magico. L'ho scoperto ieri sera, in un pub a London Bridge, mentre io e Lucone, per la prima volta dopo otto anni, ci siamo incontrati qui a Londra.
Lo conobbi al mare, avevo diciassette anni, lui diciotto e in una sera (o in un pomeriggio) qualcosa scattò in lui e decise che, nonostante la mia incapacità nella pratica della giocoleria, doveva avermi. Così la sera stessa mi portò sul tetto del teatro e mi baciò sotto le stelle. Partii due giorni dopo ma da allora ci siamo sempre scritti. Dopo un mese ho deciso di mandargli un messaggio, l'avevo fatto prima di partire ma dice di non averlo ricevuto. Ieri sera comunque mi ha proposto una birra. Ero stanca morta ma cosa faccio, rifiuto? 
Dopo un bel po' di strada e una cena sulla northern line raggiungo London Bridge e finalmente lo rivedo. Otto anni dopo e dieci chili in meno riesco a riconoscerlo, da lontano per giunta! Mi conduce al pub, mi presenta i suoi amici e iniziamo a chiacchierare riguardo il suo lavoro. Lui testa i treni! In pillole, per almeno venti o trenta volte al giorno, fa salire e scendere dei finti passeggeri da un treno fermo su un binario posticcio, altri addetti calcolano il tempo e decidono la larghezza delle porte, la posizione dei sedili e il numero esatto dei posti per invalidi. Mi racconta che ogni linea ha i suoi treni specifici perchè qui un tempo ogni linea apparteneva a privati che costruendo le loro gallerie, le resero una diversa dall'altra.  un treno della district non potrà mai entrare in una galleria della central. E fin qui c'ero arrivata: la central line è talmente bassa che pure io prendo le capocciate... Aggiunge poi che questi nuovi treni andranno a completare la quattordicesima linea,Scusa, ne hanno già tredici, sono tantissime.
 - Si, ma non abbastanza!
 - Noi ne abbiamo tre...  e quando la costruiranno?
 - Nel 2017... ahahah tra tre secoli! Sono un po' lenti, sai...
 - *pensando al giorno in cui vidi sulla cartina la fermata ASSAGO FORUM, diventata realtà solo a marzo* Se lo dite voi...
Ora, sempre ce siate ancora svegli e vigili, una conclusione è d'obbligo: due anni trascorsi a Londra ti fan dimenticare quanto l'italia possa esser lent...
Otto anni senza vederci e si chiacchiera di treni?
Ammettiamo di esser vecchi su!

2 commenti:

  1. Bellissimo post, non sai quanto ti invidio per l'esperienza che stai facendo!! aggiorna spessooo :) Polpy

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  2. E tu torna quando vuoi che non mancherò di aggiornare. In effetti è una città maeravigliosa. Ovunque ti giri c'è qualcosa da fare o da raccontare !!

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