lunedì 4 novembre 2013

Ponte? Pranzo? Cosa?

Quella che segue è la triste storia di come il destino abbia deciso di ribaltare completamente la logica della mia vita, ovvero donarmi un impiego e trasformare i quattro giorni di ponte (tre? si tre...) in ore e ore di lavoro matto e disperatissimo, per poi lasciarmi a vacanzeggiare per il resto dell'anno. Con una piccola appendice dimostrativa di come, sempre il suddetto destino, dimostri continuamente affetto nei miei confronti.
Siamo a Lunedì, tardo pomeriggio: mentre probabilmente sono impegnata a scrivere post di nessunissimo interesse per il mondo, un vecchio compagno di scuola mi contatta per propormi un fantomatico lavoro: non importa di che si tratti, le due uniche parole a cogliere la mia attenzione sono "duecento euro". Si, mi interessa. Ma passiamo al lavoro in sé: trattasi di un contributo grafico in 3D per una ditta farmaceutica che deve promuovere degli assorbenti... bla bla bla... servirebbe per il 5. Che poi sarebbe domani.
Piccolo problema: io a lavorare in 3D sono una cagna di dimensioni cosmiche. Ma duecento euro, da queste parti sono una cifra ancora più cosmica e mi son detta che, nonostante la consegna così prossima, valeva la pena provare.
Così ho atteso istruzioni più dettagliate e ho iniziato a rispolverare quel poco che so di treddì.
Martedì pomeriggio nessuna di queste informazioni dettagliate era arrivata a destinazione, quindi ho iniziato a disegnare mele rosse e fantasticare sugli unicorni mentre scambiavo messaggi più o meno d'ammmore con l'uomo dell'europa occidentale. (Post precedente, in caso ve lo steste chiedendo...). Iniziamo a chiacchierare all'una e ci salutiamo alle due. Di notte. Concludendo il tutto con un invito a pranzo per il lunedì successivo, che poi sarebbe oggi.
Mercoledì finalmente, dopo un veloce scambio di mail con questi fantomatici clienti della ditta farmaceutica, ricevo una foto sgranata dell'assorbente e un meraviglioso logo, ugualmente sgranato. Alche, dopo aver finalmente riprodotto (in sole 5 o 6 ore!!! Record!!!) il suddetto assorbente in treddì, decido di chiamarli perché vorrei sapere qualcosa di più,, tipo se DAVVERO si aspettano di ricevere tutto il montato per il 5.... Mi rispondono che sono stati un po' incasinati, che stanno lavorando alle riprese, che vorrebbero questo, quest'altro e quest'altro ancora nell'animazione... e che si, serve per il 5. O quantomeno il prima possibile.
ll primo pensiero è rispondergli ciò che vogliono sentirsi dire, per poi fare quello che pare a me, ovvero consegnarglielo quando avrò finito, senza accumulare ritardi eclatanti, ma prendendomi tranquillamente la giornata di lunedì (che sarebbe sempre oggi) per svagarmi e ascoltare altre storielle sulla Spagna, il Portogallo e cose così.
Poi però mercoledì mi rendo conto di aver già finito il lavoro più tignoso e di averlo fatto anche relativamente bene. Stessa cosa vale per i giorni a seguire, escluso giovedì, quando ho passato sette o otto ore a modellare fiorellini che tutto sembravano meno che morbidi e sofficiosi (parevano più che altro mentine enormi e molto molto dure). Così, mentre io continuo a lavorare, trascorrendo giornate intere a barcamenarmi tra pc e mac, proiettare texture, animare fiori, creare batuffoli che dovrebbero sembrare tridimensionali e invece sono solo disegnati molto bene, mettere le ossa ad assorbenti e farli roteare come ballerine, la ditta farmaceutica (o chi per essa) scompare del tutto. E mi rendo conto che, essendo giornate festive, probabilmente non avrebbe nemmeno senso chiamare e chiedere maggiori informazioni. Ma domenica sera mi ritrovo con il lavoro praticamente finito, anche discretamente se si calcola che ho impiegato solo quattro giorni per farlo tutto (e se giovedì non avessi perso tempo per colpa delle mentine, probabilmente avrei finito anche prima). Così, del tutto alla cieca, decido di mandare i video sia all'amico che poi dovrà montarli, che alla responsabile con cui ho parlato. E con un discreto mal di testa, vado finalmente a letto felice e contenta, pensando che l'indomani mattina potrò finalmente svegliarmi all'ora che decido io!
L'indomani mattina, che poi sarebbe sempre oggi, mi sveglio alle 10, con estrema calma, aspettando una mail che confermi se il lavoro va bene o, al contrario, il fatto che in treddì sono davvero una cagna senza speranze. Nulla di tutto ciò. E per alleggerire la preoccupazione, continuo a ripetermi che se un cliente vuole un lavoro ben fatto non si affida a scatola chiusa ad una sconosciuta senza starle un minimo dietro, soprattutto non così a ridosso della consegna. Quindi decido di fregarmene altamente, perché io ho dato il massimo e sono soddisfatta così. Magari poi li sentirò domani, ma questo è irrilevante.
Nel frattempo, dopo una doccia veloce, decido di mettermi al pari con qualche serie lasciata un po' indietro. Finchè non mi cade l'occhio sull'orologio.
Le 12,50.
Ne deduco che probabilmente era troppo tardi per uscire a pranzo e di sicuro l'uomo dell'europa occidentale non mi avrebbe più scritto per accordarci. A posto così, come mandare in fumo un appuntamento.
Avrei potuto scrivergli io, visto che in questi giorni l'aveva fatto lui per primo, ma nonostante avessimo trascorso tanto tempo a chiacchierare, non ha più approfondito il discorso "vediamoci lunedì" e dato che non ho mai visto particolare interesse o ardore nello scrivermi (a parte il fatto che in effetti mi scriveva e continuava a farlo) ho preferito non essere io a ricordare la cosa. Anche perché lunedì scorso un'amica mi ha gentilmente consigliato di non farmi viva per prima, che secondo me è una cazzata immane, perché "in amore vince chi fugge" era vero finché le donne non si sono trasformate in gorgoni, generando così il terrore negli uomini. Però il solo fatto che lei abbia un fidanzato innamorato e devoto mentre io no, mi ha incoraggiata ad ascoltarla. E ora sono a casa. Yeah!
L'ennesima dimostrazione che il destino mi tende sempre una mano. La prossima volta evito di ascoltare un'amica e non mi ritroverò a mangiare risotto allo zafferano insipido! Uffa!

12 commenti:

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    1. Ci sto pensando, non sai quanto!! Però arriveranno a gennaio :(

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  2. hai fatto bene ad accettare e fare il lavoro, certo loro potevano starti un po' dietro...

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    1. Ora come ora mi son detta "affari loro". Però a posteriori sono contenta su tutti i fronti!

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  3. ...nella situazione di crisi in cui, volenti o nolenti, versiamo un po' tutti, rinunciare ad un lavoro sarebbe stata una follia... sebbene ti sia toccato lavorare pure in giorni in cui il riposo è un ordine!

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    1. Ma a posteriori ripeto, sono molto contenta! E alla fine anche i clienti sono stati contenti! Ne è valsa la pena su uri i fronti!

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  4. massì, per te il "verdetto" è assoluzione piena!

    ^_^

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  5. Ma poi, alla fine, il lavoro é andato bene, no?

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    1. Si! Per fortuna!! Primo cliente soddisfatto!!!

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  6. La prossima volta vengo io a condividere il risotto allo zafferano insipido!

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