domenica 22 maggio 2011

50 giorni insieme

Oggi ho voluto farmi male.
Oppure no.
Diciamo che, sotto consiglio di un mio compagno, detto "Il figaccio" (anche se secondo me assomiglia a Marty Feldman...), hmi son messa a guardare 500 giorni insieme.
E ho iniziato a farmi delle domande.
Non che il film sia brutto, assolutamente. Ben fatto, interessante, coinvolgente. Purtroppo però esistono momenti per guardare un film e altri in cui forse sarebbe meglio farsi una passeggiata, perchè altrimenti si finisce a pensarci troppo su.
Detto questo, l'avete visto? Se si, scrollate, se no leggete la parte in rosa.

Il narratore è eloquente: è la storia di un lui e una lei. Non è una storia d'amore. Tom e Summer si incontrano, si piacciono, decidono di frequentarsi. Uno dei due, visibilmente preso, inizia a farsi delle domande sul rapporto che sta nascendo, mentre l'altro la vive più "serenamente", senza voler dare alcuna etichetta ma ostinandosi ad affermare che NON SONO FIDANZATI. Dopo 290 giorni, la storia finisce. E non gridate allo spoiler perchè non è affatto così. Lo si capisce dall'inizio.


Ripeto, il film è davvero carino, piacevole, interessante da tutti i punti di vista. Però se mi facevo una passeggiata o continuavo a leggere la "Guida galattica per gli autostoppisti" (studiare no? naaah) era meglio.
E' da un po' infatti che ci penso:

Un bel giorno, il soggetto A e il soggetto B si conoscono. Il soggetto B (e questo è da specificare), più giovane del soggetto A, scruta quest ultimo e decide che farcisi un giro non sarebbe un'idea malvagia. Ogni occasione diventa perfetta per parlarci, anche la domenica mattina, presto, in chat. Iniziano a chiacchierare verso le dieci e si salutano solo all'ora di pranzo. Poi il soggetto B, forzando un po' gli eventi e, diciamolo, insistendo un po', invita l'altro a bere un caffè. Un caffè lungo due ore, fitte di chiacchiere e racconti. Poi, prendendo il coraggio a due mani B chiede ad A di uscire e ci scappa un mezzo bacio, sventato da A perchè, visto che si parlava di una birretta, arriverà a suo tempo, forse.
E quel bacio arriva, non prima delle solite chiacchiere, racconti e complimenti. 
I giorni passano. A e B continuano ad uscire insieme: vanno al cinema, passeggiano per musei, trascorrono interminabili pomeriggi al parco loro due da soli. Tuttavia, oltre a vedersi in queste occasioni, A e B s'incontrano tutti i giorni a lavoro/università dove i due riescono sempre a ritagliarsi una mezzìoretta da passare insieme. Però le cose cambiano un po': se parchi e musei vedono A e B sempre abbracciati, affettuosi l'uno con l'altra e ansiosi di sentirsi non appena tornati a casa, la presenza di colleghi/compagni rende B molto diverso. E' freddo, all'inizio sembra quasi che eviti accuratamente A e, anche durante quella mezz'oretta di intimità, continua a guardarsi in giro quasi preoccupato di non essere visto. Come se si vergognasse. All'inizio A pensa che sia normale. Non ha voglia di esporsi in questo modo. Col passare dei giorni però la cosa è più o meno palese a tutti, i quali tra l'altro apprezzano, tirano pacche sulle spalle e sembrano contenti della cosa. 
Ma, anche dopo un paio di settimane, nulla cambia: A e B continuano ad uscire insieme, parlano tanto, scorpono di stare davvero bene l'un con l'altro e, una volta distanti, si sentono spesso e continuano a scriversi cose tanto dolciose quanto probabilmente irritanti. Tra i due è B il vero poeta: trova che poter uscire con A sia un onore e lo definisce raggiante anche dopo una giornata da schifo, trascorsa in uno studio televisivo, coi fari puntati in faccia. Ora che c'è qualcosa di più, dice B, anche la routine sembra così bella.
Peccato che, una volta immersi nella routine, continuino a nascondersi come struzzi. O meglio, è B a farlo. Ma essendo tutti quanti ben al corrente della buona novella, iniziano a fare delle domande o a rivolgersi ai due come ad una coppia.
"Ma noi due NON SIAMO una coppia" tende sempre a precisare B, a gran voce.
 A non ama particolarmente questi atteggiamenti ma, non volendo dare un'etichetta alla cosa, preferisce viversela come viene, 
Inoltre, visto che fuori da quel postaccio immondo, senza colleghi tra i piedi (quindi non sempre soli, A e B continuano a vedersi e non crearsi il minimo problema davanti ad amici e conoscenti) tutto procede rosa e fiori, i due decidono di andare un po' oltre. Eddai che avete capito!
E niente sembra cambiare: A e B vanno avanti con le loro smielosità, cosacce, consigli e chiacchiere, addirittura davanti a qualche eletto collega. (magari le cosacce... quelle no dai!)
Per un po'.
Poi tutto cambia lentamente. I due si vedono sempre più di rado e sempre circondati da una folla esagerata di gente, il che raffredda nuovamente B e rende irritabile A, che inizia a lamentarsi della situazione. E non solo, nel senso che anche gli amici avanzano timide domande ad A, chiedendosi il perchè degli atteggiamenti dell'altro, ormai freddo come un tempo.
Finchè un giorno, al culmine della confusione e probabilmente anche della rabbia, A si sfoga.
 - Ma tu vorresti una storia seria? - domanda B
 - Come faccio a dirlo adesso? Sicuramente però, per come l'abbiamo vissuta, non mi dirai che son due botte e via...
 - No beh ovvio, però ora non voglio una storia, anzi, forse sarebbe meglio rallentare un po' le cose.

Ed ecco come si conclude la storia di A e di B, Non son stati 500 giorni, nemmeno 290. Facciamo 50. E facciamo anche che avete intuito di chi si parla, o meglio, avete capito benissimo chi è A, perchè di B non vi ho mai parlato. Se ve lo state chiedendo, B in questo caso è uomo. Fosse stata una donna, l'avrei compresa visto che certe cose al di fuori dell'IKEA non vengono accettate... Non ho specificato il gender semplicemente perchè A e B potrebbero tranquillamente essere uomo e donna e viceversa.
Ma ora passiamo a quel paio di domandine di cui sopra:
Perchè spararla così in alto, esagerando coi complimenti, rischiando addirittura di essere stucchevoli?
Perchè non viversi davvero le cose come vengono, senza dare etichette, nè in un senso, nè nell'altro? A volte le parole sono quanto di più inutile esista, è tutta questione di atteggiamento!
E poi allora, che cosa cazzo significa "rallentare un po' le cose? Perchè francamente io, anche dopo un po', non l'ho ancora capito.
Sarà forse una paraculata per non ammettere la realtà dei fatti?
E se così fosse, perchè non chiarirlo da subito? Mettiamo una situazione tipo:

Un bel giorno, il soggetto A e il soggetto B si conoscono. Il soggetto B (e questo è da specificare), più giovane del soggetto A, scruta quest ultimo e decide che farcisi un giro non sarebbe un'idea malvagia. Così, senza tanti preamboli, alla prima occasione infila la lingua in gola al soggetto A e i due finiscono a scosacciare selvaggiamente. Niente messaggi, niente complimenti, niente di niente. Amici come prima e se ricapita tanto meglio, altrimenti pace!

Non sarebbe stato molto più semplice?

6 commenti:

  1. No ma...poi son le donne a farsi mille problemi e ad essere incomprensibili eh. Proprio così.


    Senti, ma quel progetto di metterci insieme io e te? Non facciamo prima?

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  2. eh ma se tu vai ai picnic ALCOLICI con uomini sudaticci...

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  3. shshshshs fate come se io non ci fossi.... ho letto e ora vado via zitta zitta... voi continuate

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  5. ho interrotto la lettura quando hai scritto: guida intergalattica per gli autostoppisti

    è un errore da matita rossa
    galattica, non intergalattica

    per quanto riguarda 500 days of summer, spero che nel proseguio del post si dica che è stata una scorrettezza assegnare la parte della stronza a zooey deschanel (che fra l'altro ha fatto trillian nel film su hhgttg, per chiudere il cerchio)

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  6. Oddio grazie! correggo immediatammente e chiedo venia. E poi mi guardo il film che mi ero tenuta in caldo attendendo di finire il libro.
    no, purtroppo non l'ho scritto anzi, secondo me è perfetta, un'altra sarebbe stata troppo insignificante per ottenere l'effetto voluto!

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