Da ieri attendo con trepidazione il 5 settembre!
Non chiedetemi perchè e guardate qui!
Brave, il tredicesimo lungometraggio della Pixar che, dopo due anni di sequel mi tira fuori questa perla con tutte le premesse per dimostrarsi un capolavoro: ambientato nelle HIGHLANDS SCOZZESI del X SECOLO, narra le vicende di Merida, prima PROTAGONISTA FEMMINILE, figlia del re Fergus e della regina Elinor, una principessa sovversiva e determinata a ribaltare le tradizioni del regno. Poi questa figliola ribelle si rivela pure essere una provetta ARCERA...
Il film, annunciato nel 2008 col titolo The bear and the bow, negli anni ha cambiato titolo (e stendiamo un velo di pietà e disgusto per la versione italiana), nonchè cast: se la protagonista inizialmente doveva essere doppiata da Reese Witherspoon, ora è Kelly MacDonald a darle la voce, circondata da un folto gruppo di attori scozzesi, se escludiamo Emma Thompson. E se l'accento non s'inganna, guardarlo in lingua originale sarà dura...
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martedì 14 febbraio 2012
mercoledì 28 settembre 2011
La pelle che abito
Robert Ledgard è un chirurgo impegnato nella ricerca, ancora illegale, volta alla creazione di una pelle resistente e transgenetica. Vive nella sua casa/ clinica insieme alla governante Marilia e a Vera, una ragazza su cui sperimenta le sue ricerche. Per lei Robert sembra provare una vera e propria ossessione: la tiene segregata in una stanza e la spia attraverso alcuni schermi mentre lei, indossando sempre una tutina color carne, strappa i vestiti e riempie i muri di scritte e disegni, utilizzando cosmetici vari.
Un giorno Zeca (o "Il Tigre"), criminale in fuga e figlio di Marilia, cerca rifugio dalla madre e, scorgendo per svaglio Vera, riconosce il lei Gal, la defunta moglie di Robert con la quale era fuggito. Violenta così la ragazza e viene ucciso dal chirurgo giusto in tempo.
Marilia confessa a Vera di essere la madre di Robert, rimasto vedovo dopo che Gal, rimasta carbonizzata durante un incidente, vedendo la sua immagine riflessa nello specchio si getta dalla finestra. Tutto ciò accade davanti alla figlia Norma che, traumatizzata, seguirà lo stesso destino.
Il rapporto tra Vera e Robert è ambiguo: chi è lei, perchè Robert la tiene segregata in quella stanza e soprattutto, cosa prova Robert per la ragazza? Lei vorrebbe chiarezza mentre lui, dopo la violenza, decide di lasciarla libera, ritenendo di poter concludere gli esperimenti.
Quella notte, dopo aver fatto l'amore con Vera (o non fatto...), Robert torna con la mente a sei anni prima, la sera in cui la figlia Norma, ancora viva, venne violentata da Vicente.
Che poi... violentata... diciamolo, lei non è che stesse bene! E dopo aver visto morire la madre potrebbe andare ben peggio! La ragazza è confusa, getta via i sandali, getta via il golfino ed esprime il desiderio di correre nuda per il bosco... Vicente potrebbe aver frainteso le sue intenzioni, rendendo così labile il limite tra torto e ragione, vittima e aguzzino.
Il dubbio percorre tutto il film: una storia circolare dove, dopo aver scatenato la più grande confusione, ogni nodo viene sciolto.
Tematiche come l'omosessualità, la malattia e il ritorno sono abitudini per Almodovar che qui però si è spinto un po' oltre, stupendomi ed affascinandomi non poco.
Così a caldo direi NOVE!
Io ci sono arrivata dopo aver visto la maschera, voi?
Un giorno Zeca (o "Il Tigre"), criminale in fuga e figlio di Marilia, cerca rifugio dalla madre e, scorgendo per svaglio Vera, riconosce il lei Gal, la defunta moglie di Robert con la quale era fuggito. Violenta così la ragazza e viene ucciso dal chirurgo giusto in tempo.
Marilia confessa a Vera di essere la madre di Robert, rimasto vedovo dopo che Gal, rimasta carbonizzata durante un incidente, vedendo la sua immagine riflessa nello specchio si getta dalla finestra. Tutto ciò accade davanti alla figlia Norma che, traumatizzata, seguirà lo stesso destino.
Il rapporto tra Vera e Robert è ambiguo: chi è lei, perchè Robert la tiene segregata in quella stanza e soprattutto, cosa prova Robert per la ragazza? Lei vorrebbe chiarezza mentre lui, dopo la violenza, decide di lasciarla libera, ritenendo di poter concludere gli esperimenti.
Quella notte, dopo aver fatto l'amore con Vera (o non fatto...), Robert torna con la mente a sei anni prima, la sera in cui la figlia Norma, ancora viva, venne violentata da Vicente.
Che poi... violentata... diciamolo, lei non è che stesse bene! E dopo aver visto morire la madre potrebbe andare ben peggio! La ragazza è confusa, getta via i sandali, getta via il golfino ed esprime il desiderio di correre nuda per il bosco... Vicente potrebbe aver frainteso le sue intenzioni, rendendo così labile il limite tra torto e ragione, vittima e aguzzino.
Il dubbio percorre tutto il film: una storia circolare dove, dopo aver scatenato la più grande confusione, ogni nodo viene sciolto.
Tematiche come l'omosessualità, la malattia e il ritorno sono abitudini per Almodovar che qui però si è spinto un po' oltre, stupendomi ed affascinandomi non poco.
Così a caldo direi NOVE!
Io ci sono arrivata dopo aver visto la maschera, voi?
mercoledì 4 maggio 2011
Flashy Party Clouds
La prima volta che feci il laboratorio di animazione con Flash arrivai a scuola con un cerchio alla testa (probabilmente perchè la sera prima avevo fatto le 3? forse! Brava Carota, brava!) che durante il giorno si trasformò in un martello pneumatico a intermittenza. Alquanto fastidioso, se si pensa che avrei dovuto passare l'intera giornata davanti ad uno schermo e utilizzare un programma a me totalmente sconosciuto. Impazzii fino alle 4, poi mi venne un'idea geniale e riuscii ad animare si e no cinque secondi di immagini, sincronizzate ad una musichetta che però stavo ascoltando dalle 11. Non andò troppo bene...
Ritentando una seconda volta, (cioè oggi) forse qualcosa sono riuscita a combinare.
Ed ecco a voi il prodotto di una mente creativa dopo sette lunghe ore trascorse davanti ad uno stramaledettissimo Mac (ebbene si, dopo tutto quel tempo, anche un mac può rischiare di ambire a tale ignominia...). L'idea è appunto quella di sincronizzare la musica alle immagini.
Ascoltatela anche voi settanta volte. Vi sfido!
sabato 23 aprile 2011
The Boat That Rocked!
La sera che guardai "Nel bel mezzo di un gelido inverno", non solo vidi il film due volte ma, colpita dall'enorme talento registico del signor Kenneth Branagh decisi di andarmi a spulciare l'intera sua filmografia e scaricarmela per intero.
Essendo conosciutissima per la coerenza impeccabile, il primo titolo che corsi a cercare non vedeva mica il signor Branagh come regista, bensì come attore. Trattavasi di "I love Radio Rock".
Era gennaio.
Sto ancora aspettando.
Non so bene a chi debba rendere grazie per quest'attesa, se alla solerzia del mulo o al coma semi irreversibile in cui cade il mio acer una volta lasciato in standby, abbandonando qualsiasi connessione col modem e l'intero mondo circostante (un hurrà all'HP che quantomeno sveniva connesso). Sta di fatto che ieri l'attesa ha iniziato a pesare.
E' successo che l'altra sera casulmente avessi deciso di rivedere Love Actually, così, per deprimermi quel tantinello che basta, o forse per ricredermi a riguardo.
Risultato:
mi sono depressa
non mi sono ricreduta,
mi sono innamorata di Billy Nighy.
E da brava studentessa diligente ne ho consultato la filmografia. Chissà quale titolo figurava mai tra i tanti... ebbene si, proprio quello.
Eh no, adesso andava visto!
Avendo scoperto da poco (perchè qui oltre che coerenti, siamo sempre up to date...) le gioie infinite di Megaupload, non ho faticato molto a trovarlo. E decidere che il pomeriggio sarebbe stato più produttivo in compagina di Kenneth e non di Aldo Grasso.
Risultato: l'attesa è valsa tutta!
Il film intreccia le vicende personali dell'adolescente Carl con quelle della radio ai tempi del monopolio. Erano gli anni '60, l'epoca d'oro del rock e, se la BBC ne trasmetteva non più di mezz'ora al giorno, l'indottrinamento musicale spettava dunque alle radio private. Radio Rock trasmetteva da una barca in mezzo al mare del nord. Carl, introdottovi dal padrino Quentin, gestore della radio, conosce gli altri deejay, partecipa alla vita della radio e conosce la bella Marianne.
Se filasse tutto liscio, sarebbe fin troppo noioso. Sulla nave è Gavin, il deejay figaccio, a dare una votta di vita a tutti quanti, mentre all'esterno, il governo inglese cerca in tutti i modi di sabotare le radio private, Radio Rock in particolare (eh, se no il film s'intitolava in un altro modo...).
Se con Love Actually Richard Curtis ha ciccato in pieno (che poi, per me ha ciccato in pieno, ma esiste anche qualche malcapitato fan delle storie romantiche e mal intrecciate) qui penso abbia dato il meglio. A cominciare dal cast, che tra l'altro è ampiamente riciclato dal precedente film. Ma con l'aggiunta del meraviglioso Rhys Ifans, sicuramente vi ricorderete di lui per la magistrale interpretazione di Spike "Chiappe! Sode!" in Nottingh Hill. Ecco, lì era uno sfigato colossale, adesso invece, se si mettesse una maglietta con la scritta "Prendilo qui", non avrei dubbi. A sto giro lo hanno vestito meglio comunque. In perfetto stile british dopo un accanito giro di shopping a Camden Town. I costumi, in generale sono meravigliosi, curatissimi e perfettamente studiati. Le scenografie con loro. Nel senso, non mi sento in grado di giudicare. Diciamo che se dovessi riarredare la stanza mi ispirerei senza pensarci troppo alla radio - nave.
In ultimo, vorrei spendere due parole a favore di Branagh, motore scatenante di tutta la faccenda peraltro (la MIA faccenda, se non fosse stato per lui, io questo fimo non l'avrei mai visto). Se come regista è superlativo, come attore non è da meno. Poi, merito della versione italiana, non avrebbero potuto scegliere doppiatore più adatto!
Adesso mi aspetto, visto che sempre di regista si tratta, di vederlo come guest star a dirigere Gli occhi del cuore! Sarebbe il massimo!
mercoledì 2 febbraio 2011
Nel bel mezzo di un gelido inverno - 1995
Perchè mamma, lo spettacolo dovrebbe continuare? In effetti Joe se lo domanda più di una volta. Dopo aver messo in piedi alla bell'e meglio una bizzarra compagnia di attori eccentrici e più o meno privi di fama, stimato con ottimismo che i soldi per pagare l'affitto basteranno per terminare le prove e mettere in scena l'Amleto, aver ingaggiato una, diciamo atipica, scenografa con le idee confuse e sperato che, in seguito al successo della rappresentazione, la chiesetta di Hope non verrà demolita, l'unica assente pare proprio la speranza.
Ma non svelerò altro. Dovete vederlo!
E' commovente senza sprecare fazzoletti, perchè altrettanto buffo e ricco di battute divertenti. Una storia semplice se vogliamo, d'amicizia, passione, scambio e spirito di gruppo, una trama che mostra quanto il teatro possa essere spaventoso e catartico, come un dramma elisabettiano si riveli attuale e intrecci insieme le vicende di personaggi e attori.
Voto: 9
E Mezzo, per le meravigliose inquadrature: ogni fotogramma meriterebbe un fermo immagine!
mercoledì 26 gennaio 2011
Some like it...
- Ho telefonato a mammà. Ha pianto dalla felicità. Ti darà il suo vestito da sposa, è di merletto bianco!
- Ma non posso sposarti con l'abito di tua madre. Vedi, io e lei... non siamo fatte allo stesso modo...
- Qualche colpo di forbice!
- Ah no! Te lo scordi! Osgood, voglio essere leale con te, non possiamo sposarci affatto!
- Beh, perchè no?!
- Beh, in primo luogo, non sono una bionda naturale.
- Mmh... non m'importa!
- E fumo! Fumo come un turco!
- Non m'interessa!
- Ho un passato burrascoso: per più di tre anni ho vissuto con un sassofonista!
- Ti perdono!
- Non potrò mai avere bambini...
- Ne adotteremo un bel po'
- Ma non capisci proprio niente Osgood! Aah! Sono un UOMO!
- Beh, nessuno è perfetto!
Non so voi, ma io lo trovo uno dei dialoghi meglio riusciti della storia del cinema...e se, per errore non aveste ancora visto questo film, fatelo! Commedia, gangester movie, proibizionismo, musica, risate, amore e trasgressione in poco meno di due ore.
Billy Wilder I love You
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