Già, chissà.
Succede che inizi a dire e fare tante cose sbagliate. O meglio, quelle che prima erano giuste, ora sono sbagliate. Ma così, da un giorno all'altro.
Ti addormenti all'apice della felicità, orgogliosa di aver affrontato e superato un periodo difficile, impaziente di raccoglierne i frutti e invece la mattina dopo, lo scenario che ti si presenta davanti è completamente diverso da ciò che ti aspettavi. La persona che solo il giorno prima ti teneva stretta, ripetendoti la sua voglia di recuperare tutto il tempo perduto, ora sembra lontana anni luce da te.
Cos'è successo?
E' successo che al terzo rifiuto ho reagito male. Lo so, potevo essere più gentile ma la prospettiva di un rapporto platonico non mi alletta un granché, specie perché tutti gli impedimenti potevano essere superati solo con un piccolo sforzo e già il fatto di vederli come ostacoli insormontabili mi porta a farmi delle domande. Voglio dire, non mi è mai capitato di sentirmi rifiutata perché fuori dalla porta potrebbero sentirci. Specie se fuori dalla porta ci sono altre due coppie che se non sono troppo sbronze ci daranno dentro tra un attimo. Non mi è mai capitato di dover rimandare perché l'altra persona è convinta che io prenda le mie precauzioni. Non tre volte di seguito almeno! Ti avviso, comportati di conseguenza.
Che poi, più gentile... non ho urlato, non ho lanciato neanche un piatto, non ho nemmeno detto le parolacce. Ho solo pensato di pormi (e porgli) qualche domanda perché tutti questi impedimenti mi sembravano scuse. Ma già così esagero, sono troppo paranoica e devo sopportare che l'altro si arrabbi e passi il tempo a ignorarmi.
E' successo che il giorno del suo compleanno, dopo una settimana che non lo vedevo, avevo voglia di stare un po' con lui. Ma mi risponde che ha organizzato con degli amici e senza troppi problemi mi son tirata indietro. Tranquillo, facciamo un'altra volta, gli ho detto.
- Ma no, se vuoi puoi venire lo stesso.
Ok, ma fare il soprammobile in mezzo a una mandria di sconosciuti (pure simpatici, poverini), non era un'aspettativa allettante. Specialmente se l'altro si aspetta anche che dopo ci scappi qualcosa (basta scuse, stavolta ci siamo impegnati)!
- Ma che gente hai frequentato prima di incontrare me?
- Eh, la mia ex mi diceva le stesse cose.
Ah ecco!
Inizialmente ho pensato che fosse meglio non vedersi più. Avevo voglia di stare con lui, di recuperarlo davvero il tempo passato a sentirci e aspettare che arrivasse il giorno dello spettacolo, il giorno dell'esame, il giorno del suo compleanno ma capendo che dopo l'entusiasmo iniziale erano rimaste solo parole vuote, forse era meglio così. Poi però ho pensato che a 27 anni i problemi possono essere risolti, specie se l'altra persona, quella che credevi di conoscere fino a una settimana prima, ti piace. Così mi sono scusata e ho provato a chiedergli di ritrovare un po' di equilibrio, perché senza un motivo razionale, ho investito parecchio di me in questa relazione e speravo che l'avesse fatto anche lui.
E' una settimana che ci ignoriamo. Ci siamo visti ma più che parlarmi dei suoi dubbi riguardanti il teatro e il futuro non abbiamo fatto.
Non sa che da una settimana ho iniziato a lavorare ad un film, non sa che ho rifiutato uno stage e che questo rifiuto mi costa caro, non sa nulla e non mi ha chiesto nulla.
Dicevo, è una settimana che ci ignoriamo. Lui è partito un paio di giorni, io anche. Ho aspettato che passasse il fine settimana per scrivergli e chiedergli di vederci. Mi ha risposto che sarebbe andato al mare, il suo amico mi saluta... si, poi ci vediamo.
Io non capisco. La soluzione più ovvia sappiamo tutti qual'è, però mi sembra di parlare a un sordo. Ti chiedo di vederci e mi rispondi che oggi vai al mare? Sembra quasi che tu non abbia voglia di affrontare il problema e mi chiedo cosa ti costerebbe. Oppure che tu voglia mettermi davanti al fatto compiuto lasciando che sia io a prenderne atto, però dai, sono cose da quindicenni.
E sorvolando l'apparente sordità, mi sembra che quello che esagera sia lui. A me non sembrano problemi insormontabili e faccio un po' fatica a vederli come tali, specie perché la persona con cui ho condiviso gli ultimi mesi mi piaceva tanto, la stessa che aveva pazientato sei mesi in attesa del momento giusto per farsi avanti. Anche se ora stento a riconoscerla, faccio un po' fatica a metterci un punto. Non voglio, credo valga la pena tentare ancora. A meno che non sia successo altro. E in quel caso penso di avere il diritto di saperlo.
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martedì 23 luglio 2013
domenica 23 dicembre 2012
Tutti dicono Ai lov iu
Lo so, sono un amore, la mia mamma mi ha fatta su proprio carina. Anche un po' scema e se il mondo è pieno di stronzi, li incontro quasi tutti io. Probabilmente vado proprio a cercarli, ma non importa. Il fatto è che ultimamente sto riscontrando una tendenza comune a molti ometti, ovvero l'inclinazione alla poeticità impertinente.
Mi spiego meglio: di questi tempi (e parlo degli ultimi due anni), mi è capitato di uscire con vari personaggi. Una birra, quattro chiacchiere, un paio di baci e la serata finiva sempre nello stesso modo. Ma che avete capito, magari! Io parlo del messaggino! Che se non arriva la sera stessa, giunge la mattina dopo o il pomeriggio. Non lascia passare tanto tempo comunque.Quel messaggino in cui mi vengono porti ringraziamenti per la bella serata, seguiti da una descrizione di me come una creatura inafferrabile e stupenda, impalpabile, effimera, quasi divina, qualcosa che ti da uno scopo nella vita, una ragione per svegliarti al mattino, una creatura da trattare con delicatezza, seta purissima, nata dalla spuma del mare e i cavalli alati... calzate simili insomma.
Se gli occhi di una ventenne, davanti a tanta poesia si riempirebbero di lacrime e comincerebbero a luccicare, una persona più matura, probabilmente farebbe le valige e svanirebbe in una nuvola di fumo. La carota di solito sceglie per la terza ipotesi: dopo il primo momento di sgomento, panico e disperazione, sopraggiunge la calma e spunta un sorriso. Ringrazia gentilmente per le belle parole e decide di non darvi troppo peso.
Tempo pochi mesi, quando la frequentazione tra la carota e il soggetto di turno affronta i primi scricchiolii e si ritrova davanti al bivio che prevede di scegliere tra la fuga e l'impegno serio, il soggetto di turno opta per la prima ipotesi senza pensarci troppo su.
E la carota, dopo aver lanciato una scarpa in testa al fedifrago, si rialza, si scrolla la polvere di dosso e inizia a farsi domande esistenziali sulla vita, l'universo e il funzionamento del cervello maschile. Di solito queste domande non trovano una risposta sensata, però non può fare a meno che chiedersi cosa spinga questi soggetti a perdere tanto tempo a idealizzarla e spremersi le meningi per tirare fuori versi così poetici, quando poi sono i primi a levare le tende alla prima difficoltà. Non potrebbero incanalare tutta questa energia positiva per saldare i loro piedini alla terra e provare a risolvere i problemi come tutte le persone normali?
Forse però è colpa mia, che me li vado a cercare e, anche se pare incredibile nei bei tempi che furono, anch'io ebbi qualche storiella lunga e duratura. La prima con un ometto che, mentre le mie amiche ricevevano zucchero e miele sotto forma di sms, lui catalizzava tutta la sua dolcezza per scrivermi "Amore ricordati di prendere l'ombrello". Ma che sfidava il vento e la pioggia per comprarmi i colori ad olio quando la febbre mi costringeva a casa. L'ho lasciato. L'ho lasciato per mettermi con un soggetto che dopo due settimane mi ha detto "ti amo". Dopo tre mesi ha appeso in bagno il quadro che gli avevo regalato. In conclusione la colpa è mia e CdS me lo dice sempre:
Ma sto cercando di porre rimedio e di allontanarmi da soggetti del genere. L'ultimo è stato quasi clamoroso: dopo avermi conosciuta, non ha tardato a farmi sapere quanto la mia presenza l'abbia emozionato. Non più tardi di una settimana, in seguito ad una serata trascorsa insieme (da soli stavolta), ha detto che mai, tutti i bei momenti che stava passando avrebbero potuto dargli la stessa gioia del pensiero di me.
Poi però, quando, spaventata, ho fatto un passo indietro, e dopo avermi ricordato quale creatura meravigliosa io fossi, non ha perso tempo e si è defilato. Non ho più avuto sue notizie. Evidentemente meravigliosa lo ero, ma non abbastanza da meritare un piccolo sforzo per tenermi vicina. *
Che poi spaventata... non mi terrorizzava l'impegno, non mi sentivo né ammanettata né tantomeno svincolata. Volevo solo scappare dall'ennesimo poeta dal culo pesante.
Vuoi una cosa? Prenditela e stai zitto una buona volta!
*sollevo da ogni responsabilità chiunque mi presenti soggetti del genere. Gli amici sembrano sempre meravigliosi, quindi non è colpa vostra e io vi voglio tanto bene lo stesso!
Mi spiego meglio: di questi tempi (e parlo degli ultimi due anni), mi è capitato di uscire con vari personaggi. Una birra, quattro chiacchiere, un paio di baci e la serata finiva sempre nello stesso modo. Ma che avete capito, magari! Io parlo del messaggino! Che se non arriva la sera stessa, giunge la mattina dopo o il pomeriggio. Non lascia passare tanto tempo comunque.Quel messaggino in cui mi vengono porti ringraziamenti per la bella serata, seguiti da una descrizione di me come una creatura inafferrabile e stupenda, impalpabile, effimera, quasi divina, qualcosa che ti da uno scopo nella vita, una ragione per svegliarti al mattino, una creatura da trattare con delicatezza, seta purissima, nata dalla spuma del mare e i cavalli alati... calzate simili insomma.
Se gli occhi di una ventenne, davanti a tanta poesia si riempirebbero di lacrime e comincerebbero a luccicare, una persona più matura, probabilmente farebbe le valige e svanirebbe in una nuvola di fumo. La carota di solito sceglie per la terza ipotesi: dopo il primo momento di sgomento, panico e disperazione, sopraggiunge la calma e spunta un sorriso. Ringrazia gentilmente per le belle parole e decide di non darvi troppo peso.
Tempo pochi mesi, quando la frequentazione tra la carota e il soggetto di turno affronta i primi scricchiolii e si ritrova davanti al bivio che prevede di scegliere tra la fuga e l'impegno serio, il soggetto di turno opta per la prima ipotesi senza pensarci troppo su.
E la carota, dopo aver lanciato una scarpa in testa al fedifrago, si rialza, si scrolla la polvere di dosso e inizia a farsi domande esistenziali sulla vita, l'universo e il funzionamento del cervello maschile. Di solito queste domande non trovano una risposta sensata, però non può fare a meno che chiedersi cosa spinga questi soggetti a perdere tanto tempo a idealizzarla e spremersi le meningi per tirare fuori versi così poetici, quando poi sono i primi a levare le tende alla prima difficoltà. Non potrebbero incanalare tutta questa energia positiva per saldare i loro piedini alla terra e provare a risolvere i problemi come tutte le persone normali?
Forse però è colpa mia, che me li vado a cercare e, anche se pare incredibile nei bei tempi che furono, anch'io ebbi qualche storiella lunga e duratura. La prima con un ometto che, mentre le mie amiche ricevevano zucchero e miele sotto forma di sms, lui catalizzava tutta la sua dolcezza per scrivermi "Amore ricordati di prendere l'ombrello". Ma che sfidava il vento e la pioggia per comprarmi i colori ad olio quando la febbre mi costringeva a casa. L'ho lasciato. L'ho lasciato per mettermi con un soggetto che dopo due settimane mi ha detto "ti amo". Dopo tre mesi ha appeso in bagno il quadro che gli avevo regalato. In conclusione la colpa è mia e CdS me lo dice sempre:
"Carotini, tu vivi in un mondo fantastico, lo dice anche il tuo oroscopo: 'Quanti pesci ci vogliono per cambiare una lampadina? Perché, è forse mancata la luce?'. Tu hai bisogno di un uomo pratico, uno che torna a casa urlando 'donna, dov'è la mia cena!!?', uno che, carezzandoti la testa ti dica di stare tranquilla, che alle bollette e alle scadenze ci pensa lui. Mica un poeta maledetto!"
Ma sto cercando di porre rimedio e di allontanarmi da soggetti del genere. L'ultimo è stato quasi clamoroso: dopo avermi conosciuta, non ha tardato a farmi sapere quanto la mia presenza l'abbia emozionato. Non più tardi di una settimana, in seguito ad una serata trascorsa insieme (da soli stavolta), ha detto che mai, tutti i bei momenti che stava passando avrebbero potuto dargli la stessa gioia del pensiero di me.
Poi però, quando, spaventata, ho fatto un passo indietro, e dopo avermi ricordato quale creatura meravigliosa io fossi, non ha perso tempo e si è defilato. Non ho più avuto sue notizie. Evidentemente meravigliosa lo ero, ma non abbastanza da meritare un piccolo sforzo per tenermi vicina. *
Che poi spaventata... non mi terrorizzava l'impegno, non mi sentivo né ammanettata né tantomeno svincolata. Volevo solo scappare dall'ennesimo poeta dal culo pesante.
Vuoi una cosa? Prenditela e stai zitto una buona volta!
*sollevo da ogni responsabilità chiunque mi presenti soggetti del genere. Gli amici sembrano sempre meravigliosi, quindi non è colpa vostra e io vi voglio tanto bene lo stesso!
lunedì 26 novembre 2012
Brutte persone...
Arieccome!
Non sono stata rapita dagli alieni, bensì ho passato una splendida settimana di merda, in compagnia di svariate tipologie di brutte persone a cui vorrei dedicare un piccolo angolino nel blog, oltre ad un dovuto ringraziamento. Credo lo meritino tutti.
Bruttapersona#1: Il tuttologo
Sa sempre tutto di tutto e non si limita affatto nel vantarsi di questa sua dote. Ovviamente tenendoci a precisare che "ha sempre ragione". E' esperto non solo di lettere antiche e moderne ma anche botanica, fisica applicata, neonatologia, teologia, politica, numismatica, feng shui e astrologia. Oltre a tutta questa sapienza, passa il tempo a rimproverarti su come ti comporti, ti vesti, parli, mangi, fumi, metti le mani sui fianchi, timbri il biglietto in metro. Sarebbe quasi superfluo aggiungere che da parte sua, il soggetto in questione parla peggio di uno scaricatore, indossa scarpe discutibili, fuma come un caminetto, mangia modello idrovora, probabilmente non timbra nemmeno il biglietto. Ma si prende la libertà di farti notare dove sbagli e più o meno lo fa in modo gratuito, non con la sincerità di chi vuole aiutarti, ma con l'acidità di chi non ha un cazzo da fare.
Bruttapersona#2: La mamma premurosa
Proprio come una mamma, vorrebbe tanto controllarti. Ti chiede dove vai, con chi vai, perché vai, a che ora torni. Si preoccupa e ti sgrida se frequenti soggetti poco raccomandabili. E si offende a morte se la trascuri. Tuttavia, proprio come una mamma, trova una risposta e una giustificazione più o meno sensata a ogni comportamento o frequentazione deplorevole che coinvolga lei.
Bruttapersona#3: il non più giovane Werther
Non si capisce bene di che dimensioni sia il suo ego. Potrebbe essere gigantesco come inesistente, di sicuro l'equilibrio non è il suo forte. Probabilmente la frequenza con cui ripete frasi del tipo "Non mi va di fare lo zerbino, sono un figo - o - non riesco ad accettare un rifiuto perché sono così figo - e simili - " tendono a confermare seconda ipotesi, rafforzata dagli attacchi isterici più o meno velati che episodi di questo tipo accendono in lui. Questo soggetto raramente si diverte: tutto lo annoia, ha pochi interessi, in più sembra non volersi rassegnare e rimane attaccato al passato con una tenacia che ho visto di rado. Inutile dire che non costruirà mai rapporti sani: o ama o odia, mentre il mondo continua ad ignorarlo e vivere felicemente.
Venerdì sera costui era anche convinto che gliel'avrei data... Devo sentirmi offesa? Secondo me si.
Bruttapersona#4: ll boss
Ha un orgoglio spropositato e trova che ciò che fa sia la cosa migliore al mondo. Nessuno può permettersi di consigliarlo su come fare il suo lavoro. Come per il soggetto di cui sopra, sospetto che questo nasconda una grave insicurezza. Ha la testa piena di idee, la maggior parte delle quali sono anche belle ma purtroppo, durante il viaggio cervello - bocca, metà delle cose che doveva dire, le ha lasciate per strada. E si incazzerà a morte perché il mondo circostante "non ascolta mai quando lui parla". E' geniale nel farti prendere dall'ansia e maestro nel provocare un impellente desiderio di fuggire lontano e aprire un chiringuito ai caraibi.
Bruttapersona#5: Il simpaticone
Sempre e comuque, a tutti i costi. Non riesce ad essere serio, probabilmente ciò gli provocherebbe la caduta istantanea dei capelli... è più forte di lui, la sua simpatia immensa dev'essere sfoggiata in ogni momento senza distinzione, sia che conosca l'interlocutore, sia che l'abbia appena incontrato. Solitamente ama creare imbarazzo, ma non è cattivo, solo che quando il tipo ti è poco famigliare, non capisci se stia scherzando o sia serio. A volte fai fatica anche quando lo conosci bene.
Bruttapersona#6: L'eterno adolescente
Non ha mai fatto un cazzo in vita sua ed è anche un tantinello ignorante. Sebbene abbia superato da (molto molto molto molto molto molto) tempo l'adolescenza, si comporta ancora come tale: tutto ciò che gli appartiene luccica come l'oro. Man mano che i legami si fanno meno stretti, aumenta la possibilità che "ti lasci morire per strada". Inoltre crea e distrugge alleanze manco fosse Berlusconi. Solitamente, se in un determinato momento gli vai a genio è perché vuole qualcosa da te.
Un po' tuttologo lo è anche lui, ma brilla per altre qualità, come l'essere una vera drama queen, ovviamente ha sempre ragione ed eccelle nella disciplina della creazione di disagio quando la situazione già di per sé non è delle migliori.
Bruttapersona#7: L'idiota
Nonostante all'apparenza sia una persona normale, ha un enorme difetto: crede in modo indistinto a tutto ciò che accade e viene detto intorno a lui. Quindi, sebbene sia anche una persona con qualche dote, basta davvero poco a far svanire anche la più microscopica convinzione. Inutile dire che abbia continuamente bisogno di conferme ma, come speso accade, più si convince di una cosa cercando di dimostrare a sé stesso e al mondo la veridicità del contrario, più quella cosa si dimostra vera. E' un genio indiscusso a creare dei circoli viziosi indistruttibili. Probabilmente prima o poi ne esce, ma ne rientra con la stessa identica facilità. La cosa peggiore di questa tipologia di bruttapersona, è il fatto di non nuocere agli altri ma solo a sé stesso.
Tengo a ringraziare con infinito affetto ognuno dei soggetti sopracitati, per aver reso piacevole e aver rischiarato non solo la mia, ma la vita di molte persone a cui voglio bene e alle quali ora vorrei chiedere un abbraccio. E non posso perché siamo tutti belli nervosi!
Riassumendo:
mercoledì 24 ottobre 2012
Vedi Berlino e poi muori. O te ne torni a casa...
Della serie "in questo periodo un sacco di cose carine stanno giungendo al termine", sono appena tornata da Berlino e con quest'ultima (chiamiamola) fatica, si conclude la mia prima esperienza cinematografica internazionale.
Il fatto che io sia qui anzichè a bere birra gratis nella capitale tedesca non dice bene in effetti. Non per la birra gratis (ne ho approfittato a sufficienza in questi giorni, viva l'open bar!) ma perché solo gli esclusi dalla top 3 sono tornati in patria. Il che significa che siamo fuori, escluse, out. Ma arrivare fino a questo punto è già un grande successo, il concorso lo abbiamo vinto, il festival no ma tant'è.
L'idea di volare a Berlino per tre giorni mi eccitava da matti. Speravo di avere un po' di tempo per girare la città. Ora a chiunque mi chiedesse come l'ho trovata, prima di insultarlo risponderei che Neue Kantstrasse è molto molto carina. Sono stata praticamente solo lì, inghiottita da un programma rigidissimo e attività pressoché inutili.
Bypassiamo il primo giorno, che ho trascorso quasi per intero dormendo in una saletta buia dove invece avrei dovuto guardare dei film - orrendi - per la tv, mentre avrei potuto rimanere lì giusto il tempo di pranzare e poi andarmi a fare un giro per la città... avrei visto qualcosa di meno deprimente e patetico.
Il secondo giorno almeno sulla carta, sembrava più eccitante. Invece è stato più umiliante che altro. Ieri infatti abbiamo presentar e votato i nostri film. Lasciamo perdere quanto appaia ridicola l'idea di una giuria interamente composta dagli stessi partecipanti... il punto è un altro. In primis bisogna dire che la maggior parte delle persone con cui ho partecipato al concorso erano grandissime facce di merda. Io parto sempre ben predisposta verso gli altri e un dubbio comune che a qualcuno potrebbe addirittura sembrare ovvio a me non sfiora nemmeno. Non mi viene in mente che uno studente di cinema possa tirarsela anche solo un minimo... io non lo faccio, perché qualcun altro dovrebbe? Eh, invece si, per cui se all'inizio ero entusiasta all'idea di conoscere tante belle persone nuove, figuratevi quanto sia rimasta delusa nel rendermi conto di essere circondata da presuntuosi.
Insomma, quando è arrivato il momento di presentare il cortometraggio e sentire i commenti, volevo morire. O picchiare qualcuno, a seconda. Perchè io so benissimo di avere ancora molta strada da fare, soprattutto in confronto agli alti livelli di alcuni animatori presenti ieri e sono una che accetta le critiche. Le troiate dette per dire no. Quindi posso sopportare che qualcuno non apprezzi la musica, che qualcuno la trovi invadente all'interno della storia, che altri trovino le animazioni poco chiare e che qualcosa vada modificato e migliorato... voglio dire, se dieci persone mi fanno notare la stessa cosa AVRANNO LE LORO RAGIONI, FORSE E' MEGLIO ASCOLTARLI!!! Però quando sento che "l'animazione poteva essere tranquillamente evitata, la storia vive da sola" solo perché non ti piace l'idea dei ballons o che "le tre situazioni sono indipendenti e vivrebbero tranquillamente l'una senza l'altra", mi viene da pensare che non avevi niente da dire ma volevi parlare per forza.
L'importante è che certi commenti atroci non sono stati fatti solo a noi. La cosa ch mi ha un po' ferita se vogliamo, è la competizione forte presente in molti altri ragazzi, cresciuta a dismisura non appena siamo entrati in quella sala e dimostrata dalle occhiatine di superiorità che lanciavano a me o ad altri. So che non sono così brava ok, dovrebbe farti sentire meglio visto che sei inconsolabile perché "forse torno a casa domani"... non facciamone un dramma, io ho il culo poggiato sulla mia bellissima sedia rossa in una stanzetta di Milano, non vincerò nessuna targhetta ma non mi sto certo strappando i capelli dalla disperazione... ieri sera ero brilla esattamente come i vincitori, allegra come loro, loquace e anche contenta perché da ubriachi alcuni riescono anche a sembrare simpatici... andrà meglio la prossima vota. Nel frattempo vedo di farmi il culo così diventerò bravissima e sbancherò al prossimo festival.
Ad ogni modo, visto che ve l'avevo promesso, pigiate qui e vedrete il nostro cortometraggio e in caso, siate assolutamente spietati e sinceri nei commenti. E visto che sono una persona sportiva, vi invito a guardarli tutti perché sono davvero molto carini!
I vincitori però sono
questo, questo e questo.
Il fatto che io sia qui anzichè a bere birra gratis nella capitale tedesca non dice bene in effetti. Non per la birra gratis (ne ho approfittato a sufficienza in questi giorni, viva l'open bar!) ma perché solo gli esclusi dalla top 3 sono tornati in patria. Il che significa che siamo fuori, escluse, out. Ma arrivare fino a questo punto è già un grande successo, il concorso lo abbiamo vinto, il festival no ma tant'è.
L'idea di volare a Berlino per tre giorni mi eccitava da matti. Speravo di avere un po' di tempo per girare la città. Ora a chiunque mi chiedesse come l'ho trovata, prima di insultarlo risponderei che Neue Kantstrasse è molto molto carina. Sono stata praticamente solo lì, inghiottita da un programma rigidissimo e attività pressoché inutili.
Bypassiamo il primo giorno, che ho trascorso quasi per intero dormendo in una saletta buia dove invece avrei dovuto guardare dei film - orrendi - per la tv, mentre avrei potuto rimanere lì giusto il tempo di pranzare e poi andarmi a fare un giro per la città... avrei visto qualcosa di meno deprimente e patetico.
Il secondo giorno almeno sulla carta, sembrava più eccitante. Invece è stato più umiliante che altro. Ieri infatti abbiamo presentar e votato i nostri film. Lasciamo perdere quanto appaia ridicola l'idea di una giuria interamente composta dagli stessi partecipanti... il punto è un altro. In primis bisogna dire che la maggior parte delle persone con cui ho partecipato al concorso erano grandissime facce di merda. Io parto sempre ben predisposta verso gli altri e un dubbio comune che a qualcuno potrebbe addirittura sembrare ovvio a me non sfiora nemmeno. Non mi viene in mente che uno studente di cinema possa tirarsela anche solo un minimo... io non lo faccio, perché qualcun altro dovrebbe? Eh, invece si, per cui se all'inizio ero entusiasta all'idea di conoscere tante belle persone nuove, figuratevi quanto sia rimasta delusa nel rendermi conto di essere circondata da presuntuosi.
Insomma, quando è arrivato il momento di presentare il cortometraggio e sentire i commenti, volevo morire. O picchiare qualcuno, a seconda. Perchè io so benissimo di avere ancora molta strada da fare, soprattutto in confronto agli alti livelli di alcuni animatori presenti ieri e sono una che accetta le critiche. Le troiate dette per dire no. Quindi posso sopportare che qualcuno non apprezzi la musica, che qualcuno la trovi invadente all'interno della storia, che altri trovino le animazioni poco chiare e che qualcosa vada modificato e migliorato... voglio dire, se dieci persone mi fanno notare la stessa cosa AVRANNO LE LORO RAGIONI, FORSE E' MEGLIO ASCOLTARLI!!! Però quando sento che "l'animazione poteva essere tranquillamente evitata, la storia vive da sola" solo perché non ti piace l'idea dei ballons o che "le tre situazioni sono indipendenti e vivrebbero tranquillamente l'una senza l'altra", mi viene da pensare che non avevi niente da dire ma volevi parlare per forza.
L'importante è che certi commenti atroci non sono stati fatti solo a noi. La cosa ch mi ha un po' ferita se vogliamo, è la competizione forte presente in molti altri ragazzi, cresciuta a dismisura non appena siamo entrati in quella sala e dimostrata dalle occhiatine di superiorità che lanciavano a me o ad altri. So che non sono così brava ok, dovrebbe farti sentire meglio visto che sei inconsolabile perché "forse torno a casa domani"... non facciamone un dramma, io ho il culo poggiato sulla mia bellissima sedia rossa in una stanzetta di Milano, non vincerò nessuna targhetta ma non mi sto certo strappando i capelli dalla disperazione... ieri sera ero brilla esattamente come i vincitori, allegra come loro, loquace e anche contenta perché da ubriachi alcuni riescono anche a sembrare simpatici... andrà meglio la prossima vota. Nel frattempo vedo di farmi il culo così diventerò bravissima e sbancherò al prossimo festival.
Ad ogni modo, visto che ve l'avevo promesso, pigiate qui e vedrete il nostro cortometraggio e in caso, siate assolutamente spietati e sinceri nei commenti. E visto che sono una persona sportiva, vi invito a guardarli tutti perché sono davvero molto carini!
I vincitori però sono
questo, questo e questo.
lunedì 8 ottobre 2012
Have you met Ted?
Accidenti! Facciamo un elenco di tutte le cose brutte esistenti al mondo e riflettiamo
fame nel mondo
tumori
malattie sessualmente trasmissibili
malattie ereditarie
malattie in generale
guerre
carestie
mobilità
licenziamento
povertà
ignoranza
i ragni
Elsa Forne... ehm!
Sono tante vero? Non sto nemmeno ad elencarle tutte.
Ecco, essere single non è tra queste. Essere single non ha mai ucciso nessuno. O meglio, si muore di birra, qualcuno morto di solitudine ci sarà di certo MA, lasciatevelo dire da una che c'è mancato poco che s'iscrivesse agli speed date, essere single non equivale per forza ad una cosa brutta. Specialmente se la situazione si protrae da due mescetti scarsi, quindi se per caso qualche amico/a dovesse venire da voi a pregare e lagnarsi perché si sente solo/a e vorrebbe tanto che gli/le presentaste qualcuno, prima di agire valutate bene la situazione.
Potreste presentargli/le qualcuno che conoscete appena e va beh... al contrario potreste volergli/le presentare qualcuno che conoscete molto bene, quindi vi ritrovereste in causa con due persone alle quali si presume che teniate.
Una delle due è single da molto?
A meno che questa non sia affetta da "sindrome da crocerossina", e quindi abbia avuto a che fare con svariati casi clinici senza riuscire a concludere nulla, è evidente che qualcosa non va.
Potrebbe ad esempio essere una persona particolarmente difficile, col risultato che chiunque gli/le presentiate non gli andrà a genio.
Potrebbe essere una persona con dei problemi. Essere amici ed essere fidanzati è diverso quindi è probabile che qualcosa a cui voi non fate caso possa creare impicci. Pensavate di aver unito due persone meravigliose ma al contrario avete unito una persona normale con un nerd dei peggiori, che trascura la fanciulla per giocare a Pes tutte le sere o che preferisce parlare con Siri piuttosto che con lei... oppure avete presentato una persona mite ad un'altra con seri disturbi o gelosie immotivate. Litigheranno o più semplicemente i due (uno dei due a random) verranno a lamentarsi con voi. E stare dietro a entrambi senza rovinare rapporti è un bel fardello...
Una delle due ha un debole per voi
E uno dei motivi per cui cercate di appiopparla a qualcun altro è per levarvela di torno.
Non per essere pessimisti, ma non occorre un quoziente intellettivo particolarmente elevato per capire come la situazione possa degenerare... Poi può anche andare bene però rischiare senza valutare attentamente i pro e i contro può rivelarsi dannoso.
Una delle due se lo merita davvero?
Perché magari ora vi fa anche pena, tutta triste e abbandonata. Però è anche vero che magari questa persona adesso sembra così carina solo perché bisognosa di affetto, mentre tutto il resto dell'anno si è fatta i cazzi propri e solitamente, quando siete voi ad avere un problema non è poi così disponibile ad ascoltarvi... figuriamoci ad aiutarvi...
Una delle due ha la tendenza a scomparire
quando è fidanzata... mmh anche in questo caso non bisogna essere dei geni per capire come le cose possano andare male. Tuttavia, essendo il caso che più mi sta a cuore, mi pare giusto trattarlo per bene.
Magari siete persone con immotivati spasmi di bontà. Allo stesso tempo credete fermamente nel detto "mal comune mezzo gaudio", ma essendo così stupidamente buoni, trovate poco carino approfittare del fatto che un amico se la passi male per sentirvi un po' meglio, quindi solitamente aiutate chiunque, anche il peggiore degli stronzi. Soprattutto pensando che in fondo entrambe le persone che cercate di accasare sono vostre amiche e probabilmente non se la fileranno una volta immersi nell'amore... giusto? I primi mesi sembra quasi di si, poi col passare del tempo vi ritroverete da soli a rimpiangere le belle serate di cazzeggio tra single, chiedendovi cosa vi stesse dicendo il cervello quando avete deciso di accoppiare quei due stronzi, visto che gli unici a perderci siete stati voi...
Di casistiche poi ce ne sarebbero milioni di milioni, non mi vengono in mente tutte.
Però, visto che la storia insegna che la storia non insegna niente, io sto aspettando che un amico venga da me a lagnarsi, per presentargli l'ennesima anima sola. E voi mi picchierete. A sangue grazie!
fame nel mondo
tumori
malattie sessualmente trasmissibili
malattie ereditarie
malattie in generale
guerre
carestie
mobilità
licenziamento
povertà
ignoranza
i ragni
Elsa Forne... ehm!
Sono tante vero? Non sto nemmeno ad elencarle tutte.
Ecco, essere single non è tra queste. Essere single non ha mai ucciso nessuno. O meglio, si muore di birra, qualcuno morto di solitudine ci sarà di certo MA, lasciatevelo dire da una che c'è mancato poco che s'iscrivesse agli speed date, essere single non equivale per forza ad una cosa brutta. Specialmente se la situazione si protrae da due mescetti scarsi, quindi se per caso qualche amico/a dovesse venire da voi a pregare e lagnarsi perché si sente solo/a e vorrebbe tanto che gli/le presentaste qualcuno, prima di agire valutate bene la situazione.
Potreste presentargli/le qualcuno che conoscete appena e va beh... al contrario potreste volergli/le presentare qualcuno che conoscete molto bene, quindi vi ritrovereste in causa con due persone alle quali si presume che teniate.
Una delle due è single da molto?
A meno che questa non sia affetta da "sindrome da crocerossina", e quindi abbia avuto a che fare con svariati casi clinici senza riuscire a concludere nulla, è evidente che qualcosa non va.
Potrebbe ad esempio essere una persona particolarmente difficile, col risultato che chiunque gli/le presentiate non gli andrà a genio.
Potrebbe essere una persona con dei problemi. Essere amici ed essere fidanzati è diverso quindi è probabile che qualcosa a cui voi non fate caso possa creare impicci. Pensavate di aver unito due persone meravigliose ma al contrario avete unito una persona normale con un nerd dei peggiori, che trascura la fanciulla per giocare a Pes tutte le sere o che preferisce parlare con Siri piuttosto che con lei... oppure avete presentato una persona mite ad un'altra con seri disturbi o gelosie immotivate. Litigheranno o più semplicemente i due (uno dei due a random) verranno a lamentarsi con voi. E stare dietro a entrambi senza rovinare rapporti è un bel fardello...
Una delle due ha un debole per voi
E uno dei motivi per cui cercate di appiopparla a qualcun altro è per levarvela di torno.
Non per essere pessimisti, ma non occorre un quoziente intellettivo particolarmente elevato per capire come la situazione possa degenerare... Poi può anche andare bene però rischiare senza valutare attentamente i pro e i contro può rivelarsi dannoso.
Una delle due se lo merita davvero?
Perché magari ora vi fa anche pena, tutta triste e abbandonata. Però è anche vero che magari questa persona adesso sembra così carina solo perché bisognosa di affetto, mentre tutto il resto dell'anno si è fatta i cazzi propri e solitamente, quando siete voi ad avere un problema non è poi così disponibile ad ascoltarvi... figuriamoci ad aiutarvi...
Una delle due ha la tendenza a scomparire
quando è fidanzata... mmh anche in questo caso non bisogna essere dei geni per capire come le cose possano andare male. Tuttavia, essendo il caso che più mi sta a cuore, mi pare giusto trattarlo per bene.
Magari siete persone con immotivati spasmi di bontà. Allo stesso tempo credete fermamente nel detto "mal comune mezzo gaudio", ma essendo così stupidamente buoni, trovate poco carino approfittare del fatto che un amico se la passi male per sentirvi un po' meglio, quindi solitamente aiutate chiunque, anche il peggiore degli stronzi. Soprattutto pensando che in fondo entrambe le persone che cercate di accasare sono vostre amiche e probabilmente non se la fileranno una volta immersi nell'amore... giusto? I primi mesi sembra quasi di si, poi col passare del tempo vi ritroverete da soli a rimpiangere le belle serate di cazzeggio tra single, chiedendovi cosa vi stesse dicendo il cervello quando avete deciso di accoppiare quei due stronzi, visto che gli unici a perderci siete stati voi...
Di casistiche poi ce ne sarebbero milioni di milioni, non mi vengono in mente tutte.
Però, visto che la storia insegna che la storia non insegna niente, io sto aspettando che un amico venga da me a lagnarsi, per presentargli l'ennesima anima sola. E voi mi picchierete. A sangue grazie!
mercoledì 26 settembre 2012
Non ho ancora trovato un titolo che renda l'idea...
Per la stesura di questo post va ringraziato caldamente Maurizo Crozza. Avevo già in mente cosa scrivere ma guardare l'intero di Ballarò mi ha dato spunti interessanti.
(tra due settimane vi dico dove ci hanno relegati. Già sapete che per fare posto ai nuovi soggetti hanno pensato bene di cacciar via i musicisti, nostri compagni di sigaretta e riserva non esauribile di uomini dal bell'aspetto. Da parte di tutte noi, GRAZIE! fuck)
Pariamo dal presupposto che viviamo in un paese di merda. Prima di tutto ciò, partiamo col presupposto che in questo periodo io mi lamento. Poi ritorniamo alla nostra schifosissima Italia. Come ricordava il buon Maurizio, è legale che in Italia la Minetti guadagni come il segretario generale dell'onu quando gli stipendi degli statali sono fermi agli anni cinquanta? Certo che si. Perché siamo noi i primi a permettere che questo e molto altro ancora accada, rimanendo a guardare, alzando e riabbassando le manine lungo o fianchi. Eh, è così.
Ora, entriamo più nello specifico, non essendo mia intenzione analizzare i problemi del paese. Non da un punto di vista generale, preferisco parlare di ciò che conosco e che mi tocca in prima persona. Già vi dissi che il mio, per quanto si possa definire tale, è un lavoro di merda. già vi parlai della mia insoddisfazione. Ma se prima mi riferivo a questioni più generali, ora vorrei rendervi partecipi di un paio di aneddoti interessanti, causati semplicemente dalla mancanza di cojones miei e delle persone che mi circondano.
Tanto per darvi un'idea, prendendo la faccenda alla lontana, noi studiamo in una struttura pensata per un numero di studenti pari a settanta. Avendo introdotto un primo anno teorico con laboratori pratici, il numero di studenti previsto per quest'anno sale al triplo. Nonostante gli incastri (le lezioni teoriche si svolgono altrove, in una sala conferenze dove ho perso un anno della mia vita nonché la vista e la dignità... ), il mercoledì ci troveremo per forza di cose a condividere gli spazi con un numero di studenti ben superiore all'offerta degli spazi. L'anno scorso, qualcuno di noi fece presente la questione a chi di dovere, ponendo la domanda in modo errato. Nel peggior modo possibile oserei dire.
"L'anno prossimo, quando ci saranno i compagni del primo e secondo anno, dove andremo a fare lezione"?
Dove andremo noi?????
Dove andranno LORO. Noi la nostra auletta ce l'abbiamo. Lavoriamo lì da un anno e i nostri lavori sono salvati sui computer. Perché dovremmo essere NOI a levare le tende? Già il fatto che tu presupponi di dover lasciare il posto a qualcun altro, nonostante quel posto ti spetti di diritto, dimostra come tu ti ponga da solo in una posizione d'inferiorità. O tiri fuori le palle e ti fai valere (come tutti del resto) oppure evita di lamentarti perché ti senti bistrattato come nemmeno l'ultima ruota del carro.
(tra due settimane vi dico dove ci hanno relegati. Già sapete che per fare posto ai nuovi soggetti hanno pensato bene di cacciar via i musicisti, nostri compagni di sigaretta e riserva non esauribile di uomini dal bell'aspetto. Da parte di tutte noi, GRAZIE! fuck)
Ok questo è il preambolo.
Ora mettiamo che una nota rete televisiva, per conto di un ente pubblico italiano abbia deciso di contattare la nostra scuola per la realizzazione di una serie televisiva. Avendo coinvolto diverse figure professionali, il responsabile alle attività ha pensato che sarebbe stato carino coinvolgere anche la nostra classe per la realizzazione di alcuni contributi grafici. Tralsciamo il fatto, anzi, non tralasciamolo... precisiamo che le stesse persone ad essersi lamentate perché "non ci coinvolgono mai, non ci vogliono bene, sigh sigh..." sono state le prime a rifiutare l'incarico perché "è estate, voglio andarmene al mare", quindi abbiamo finito per accettare in sette e lavorare in cinque, sacrificando non l'estate ma sabati, domeniche e pomeriggi a random. Ma a metà giugno, grafica fu!
Accade però che, durante la lavorazione, viene toccata la questione contratti ed eventuale menzione nei titoli di coda. Veniamo a scoprire che gli studenti coinvolti sul set (quindi tutti tranne noi), lavorano - gratis - con regolare contratto da stagisti e per questo, il loro nome comparirà nei titoli di coda. Noi, che un contratto non lo abbiamo, siamo abbandonati al nostro destino. Informandoci scopriamo che i suddetti contratti sono stati emessi per una semplice questione assicurativa e, non potendo incorrere in infortuni di alcun tipo, noi ne siamo stati esclusi. Se l'IMac ci casca sul piede son cazzi nostri. E allo stesso modo saran cazzi nostri dimostrare che quella meravigliosa grafica è opera nostra. Tre di noi si limitano a tirar su col naso, con espressione rassegnata. Io mi incazzo come una iena, CdS (già, poteva forse mancare?) s'incazza più di me ed, essendo lei il canale preferenziale con la produzione, s'appresta a cazziare chi di dovere, ottenendo la tanto agognata menzione. I nostri nomi ci sono. Grazie CdS, sarò lieta di rivolgermi a te per la questione che segue.
Appunto. Perché non è mica finita lì. Prima che il lavoro vero e proprio avesse inizio, ci era stato chiesto di realizzare un concept per dare un'idea di come volessimo procedere dal punto di vista grafico. Ognuna di noi ha presentato il suo e (gioia et gaudio), il mio la spunta su tutti. Ovviamente abbiamo dovuto lavorare su una scenografia ex novo essendo cinque le scene. Del mio disegno non se ne sa più nulla. A volte, per convincermi dell'accaduto, lo riguardavo, complimentandomi con me stessa per la bravura. Fine.
L'altro giorno, guardando su Facebook, finisco per caso sulla pagina del programma. E indovinate che immagine vedo come copertina? Si esatto, il mio meraviglioso paesaggio, con i miei fiori, il mio tram, i miei cespugli. Ovviamene non ne sapevo nulla. All'inizio mi ha fatto quasi piacere, poi ho riflettuto:
- in primo luogo, nessuno mi aveva chiesto nulla
- in secondo luogo, non c'era scritto da nessuna parte chi avesse realizzato quell'immagine
- in terzo luogo, pubblicare una foto su Facebook equivale a lanciare un corpo in pasto agli squali. Ognuno può farne ciò che vuole.
Perché dovrei lasciare che tutto questo accada? Ora, prima di sollevare un polverone fermiamoci e respiriamo. Stavolta si tratta di una bozza, un lavoro nemmeno troppo importante che però a qualcuno dev'essere piaciuto. Ma sorvolare su una cosa del genere mi da da pensare che un domani chiunque possa mettere le mani su qualunque cosa io faccia e non vedo perché il mio lavoro debba essere svenduto. Ovviamente in tutto ciò io non ho la più pallida idea di quali siano gli accordi presi con la rete televisiva e con l'ente, ma ho intenzione di chiarire la cosa. Il che non significa per forza sollevare un polverone, semplicemente fare quattro chiacchiere e capire cosa sia successo. Quantomeno per evitare uno sfruttamento futuro visto che, a giudicare dalla rassegnazione che mi circonda (ricordiamo la questione aule?), qui si fa presto a calpestare chi fa un lavoro come il mio, semplicemente perché lasciamo che questo accada.
Ma un filo d'amor proprio?
domenica 12 agosto 2012
Un grande preambolo per raccontare che...
"Per lui sarai sempre la sua bambina..."
Spiego: i miei se ne vanno via per due settimane (evviva) e il mio genitore maschio altresì chiamato padre ha deciso che, non essendo io capace di utilizzare i sovraelencati elettrodomestici, non devo utilizzarli. Inutile dire che non è vero. Se escludiamo la lavastoviglie, visto che credo di essere l'unica persona di mia conoscenza che trova più rapido lavare i piatti a mano anziché caricare, preparare e avviare, - ho dei problemi - posso affermare di non aver sprecato per intero i miei
Ma non importa, non sono offesa, si è già fatto perdonare spiegandomi (e mimando) la reazione del basilico desideroso d'acqua. Tutto ciò in romano quindi fate un po' voi!
E per il resto tutto bene! Da domani tornerò ufficialmente in possesso del regno dei fiori di carota e inaugurerò la comune dell'amore e del cazzeggio spinto visto che ho finalmente finito (per ora) di lavorare.
Impegni cinici a parte, (possono definirsi ufficialmente archiviati, morti e sepolti fino a metà ottobre), vi ho mai parlato del mio corto?
No ovviamente, essendo io una persona superstiziosa ho preferito evitare. Ma ora mi sembra il caso di farlo anche perché ho taciuto troppe cose interessanti che meritavano assolutamente d'esser citate.
questo post sta somigliando sempre di più a una puntata dei simpson, sebbene molto meno divertente e bidimensionale
Tornando al corto, tutto ebbe inizio una gelida sera di febbraio. Anzi, prima! A gennaio un'amica che tra l'altro non vedevo da un po', una di quelle con cui ti trovi benissimo ma che non vedi praticamente mai, mi propone di partecipare ad un concorso internazionale. E io, un po' per sfizio, un po' perchè lusingata dal fatto che l'avesse chiesto proprio a me (io la trovo geniale, la stimo da more), un po' perché alla fine non avevo niente da fare - appunto - ho detto di si! Così arriviamo a quella gelida serata di febbraio in cui, davanti a due margarita, buttiamo giù un paio di idee, entrambe poco convinte di riuscire a combinare qualcosa, essendo la scadenza a meno di un mese.
Inizia così una lunga serie di domeniche a casa mia in cui lavoriamo, disegnano, cazzeggiamo e finalmente, il 28 di febbraio, siamo pronte ad uploadare le nostre meravigliose creazioni: una bella, una carina ma talmente piena di cliché da farmi incazzare.
Essendo state settimane parecchio impegnative, nel momento stesso in cui premo il tasto "upload", la mia testa viene invasa da un unico pensiero: "ecco, ora questa brutta storia è finita, non ne voglio più sentir parlare, ciao ciao, goodbye!"
E invece no.
Verso metà marzo vengo contattata dalla dolce fanciulla la quale mi comunica che abbiamo superato la selezione! Uno dei due soggetti è piaciuto e tra i quindici vincitori (su 129, mica cazzi eh) ci siamo anche noi! E parteciperemo non con il soggetto bello, ma con quello carino e pieno di cliché. La cosa peggiore di tutte è che non è solo ricco di cliché, ma anche di animazioni! L'idea era di fondere le riprese dal vero col cartone animato e a quanto pare i giudici devono essersi gasati un sacco, li possino... anche perché ciò significa che il mio ruolo guadagna un sacco d'importanza... e responsabilità... e io non sono capace!!! Un'intera produzione sulle mie spalle... come faccio?
Il lato positivo della faccenda però, oltre al fatto che forse potrei anche imparare qualcosa di utile per il futuro (ma ad aprile questo lato non riuscivo ancora a vederlo) è racchiuso in tre meravigliosi giorni ad Amsterdam, tutto pagato tranne gli sfizi (e avete capito quali). Tre giorni deliziosi, se escludiamo il duro lavoro, le otto ore giornaliere di workshop e il nervoso per la workshop leader imbecille a cui non piace il nostro progetto (tesoro, non fa impazzire nemmeno me ma la mia socia ci tiene tantissimo quindi si fa come dice lei e tu non rompi). Tre giorni davvero belli, durante i quali abbiamo conosciuto tanti ragazzi di altre scuole d'europa, saggiato la freddezza dei nordici, sfiorato la rissa (io) con uno slavo che dopo sei ore di lavoro "vuole fare una considerazione sul progetto delle italiane"... mangiato come porche, girato in bicicletta (io, con una ragazza estone che, appena l'ho abbracciata per evitare di cadere si è irrigidita come un pezzo di legno), bevuto, fumato, parlato, cazzeggiato... e insegnato alla ragazza estone che dare tre bacini per salutarsi non è la fine del mondo! Tante cose insomma.
Fatto sta che a workshop finito si doveva lavorare. E il planning prevedeva una finalizzazione degli storyboard e della sceneggiatura fino a inizio maggio, pausa, poi lavoro lavoro lavoro lavoro da metà giugno a metà agosto. Le riprese invece erano previste per metà luglio.
Io e la mia socia ci siamo letteralmente fatte il culo. Lei in modo più diluito ma senza fermarsi, io a singhiozzi. E finita la prima parte, uploadati gli ultimi storyboard alla faccia della stronzissima workshop leader che fino all'ultimo ci è stata addosso, a metà giugno ho iniziato a lavorare sulle animazioni. Acanto a me CdS (manco a dirlo) e miss V, la mia stacanovista preferita, bulgare a e incazzosa, cos se la workshop leader scassa ancora le palle, ci pensa lei a spaccare butilia e amazare familia! Ecco!
Pian piano la cerchia di collaboratori si è allargata, per primo l'aiuto regista nonchè il meraviglioso fidanzato dell'altra fanciulla, tante carinissime comparse, un direttore della fotografia di tutto rispetto e, grazie a CdS anche un compositore che non potevamo trovarne uno migliore! E tutti gli altri, recuperati qua e là attraverso passaparola, conoscenze e casting vari! E per ultimi - ci piace scegliere con cura - i due attori.
Ora se riassumo i giorni di riprese non la smetto più di raccontare, anche narrare tutto il lavoro mio e delle mie socie diventa lungo, complesso e ripetitivo. L'importante è sapere che a oggi tutto sta andando secondo i tempi. Non so quanto possa definirsi un lavoro splendido (e mi riferisco alle animazioni, perché le riprese sono venute da dio). Sul set tutto è andato per il meglio nonostante il secondo giorno la mia sveglia abbia deciso di non suonare, facendomi così arrivare con mezz'ora di ritardo (ma nonostante questo abbiamo comunque finito con un'ora d'anticipo, tiè), con le ragazze abbiamo finito prima del previsto, pian piano ho imparato ad apprezzare prima e a innamorarmi poi di questo lavoro e ora lo trovo adorabile. Intanto la prima bozza del lavoro dovrebbe essere in viaggio verso Amsterdam. Da qui a settembre c'è ancora molto da fare, ma per adesso a posto così!
Non vi ho raccontato nulla né della storia né del tema né di niente. Sempre superstiziosa resto ma prometto che presto sarò meno avara di dettagli.
Ho solo un dubbio: la fanciulla con cui sto collaborando altri non è che il braccio destro di 075. Se io sono il braccio destro del braccio destro.. cosa sono esattamente?
venerdì 13 luglio 2012
Vai a fare l'intellettuale da un'altra parte
Sono reduce da una serata disastrosa... se così la si può definire. Al parchetto dietro casa mia (eh già, c'è vita su Marte e anche nel profondo sud milanese) c'era in programma un concerto di un gruppo appena scoperto, amici di amici molto bravi e promettenti ma gli organizzatori del festival ci hanno riservato l'ennesimo fuori programma. Così, mentre percorrevo il viaggetto e sentivo Alicia Keys, mi son detta che forse non era proprio destino. E mi son lasciata alle spalle il dj set reggae dance hall che per carità, apprezzo moltissimo in generale, ma quando son da sola e domani m devo pure svegliare per lavorare, evito volentieri.
Già, da sola. E' il terzo concerto questo mese che vado a vedere per i fatti miei. E se da una parte ciò aumenta il mio orgoglio, non nascondo un velo di tristezza e delusione.
Voglio dire, dai cazzo!
Non capisco se per colpa degli ambienti che frequento o mia che me le vado proprio a cercare, tendo sempre a circondarmi di pseudointellettuali artistici, letterati, scenografi, cineasti snob, che puntualmente cerco di evitare il più possibile, preferendo i casinisti rock and roll, i tamarri e gente improbabile a caso che la mamma non vede di buon occhio. Poi succede che si cresce insieme e ti rendi conto che alcuni amici storici si son trasformati nella categoria di cui sopra, che tanto tendi a schifare ma che in fondo vi volete così bene che non ce la fai a dare loro un calcio e mandarli a quel paese...
Quello che però mi fa più incazzare non è tanto l'ostentata creatività sempre e comunque. Conoscendo soggetti simili fin dall'infanzia ho imparato a filtrare e certe castronerie non le sento proprio. Altre volte, proprio perché cresciuti insieme, so bene che l'estro c'è, quindi anche la stima non manca. Mi incazzo perché questi soggetti, che tanto millantano esperienze pazzesche e sfagiolano proposte una dietro l'altra, in realtà non fanno nulla di tutto ciò, quando lo fanno e ti tirano in mezzo, il più delle volte la proposta si rivela una mezza cagata e la volta in cui tu proponi qualcosa di interessante sono stanchi, hanno da fare, hanno il cane che si morde la coda, devono studiare per gli esami del sangue... cose così.
La prima volta mi era successo alla maratona di cortometraggi animati al Milano Film Festival... voglio dire, film gratis, sul prato, con la birra, arrivi e te ne vai quando vuoi e ti fai pure una cultura. Niente da fare. Troppo impegnati per concedersi.
Successe di nuovo per una rassegna di film gratuiti, per un concerto della nostra scuola... di esempi ne avrei tanti da annoiare chiunque... solo due nell'ultimo mese... Ogni volta è così, non posso, ho da fare, sticazzi... cos'hai da fare? No, niente, bevo una birra con un amico... e poi questa è la stessa gente che si lamenta perché "facciamo sempre le stesse cose, si finisce a bere negli stessi posti uffa ho bisogno di cambiare".
E ci credo, il mese scorso siamo andati a Macao su suggerimento di un soggetto geniale, talmente geniale da seccare in pieno la serata che a detta di tutti è stata fra le più belle (orchestra Verdi e musicisti improvvisati in piazza, silenzio assoluto, cielo stellato) andandoci giusto giusto il giorno dopo quando c'era in programma... niente. Se proponi serate a caso e poi ti lamenti, fatti delle domande.
Che alla fine quando a decidere qualcosa sono io mi ritrovo sempre coi soggetti più impensabili, i suddetti casinisti che a fine serata mi dicono quanto sono contenti d'esser venuti e che "queste cose dovremmo farle più spesso"...
Dovrei prenderla sul personale?
Già, da sola. E' il terzo concerto questo mese che vado a vedere per i fatti miei. E se da una parte ciò aumenta il mio orgoglio, non nascondo un velo di tristezza e delusione.
Voglio dire, dai cazzo!
Non capisco se per colpa degli ambienti che frequento o mia che me le vado proprio a cercare, tendo sempre a circondarmi di pseudointellettuali artistici, letterati, scenografi, cineasti snob, che puntualmente cerco di evitare il più possibile, preferendo i casinisti rock and roll, i tamarri e gente improbabile a caso che la mamma non vede di buon occhio. Poi succede che si cresce insieme e ti rendi conto che alcuni amici storici si son trasformati nella categoria di cui sopra, che tanto tendi a schifare ma che in fondo vi volete così bene che non ce la fai a dare loro un calcio e mandarli a quel paese...
Quello che però mi fa più incazzare non è tanto l'ostentata creatività sempre e comunque. Conoscendo soggetti simili fin dall'infanzia ho imparato a filtrare e certe castronerie non le sento proprio. Altre volte, proprio perché cresciuti insieme, so bene che l'estro c'è, quindi anche la stima non manca. Mi incazzo perché questi soggetti, che tanto millantano esperienze pazzesche e sfagiolano proposte una dietro l'altra, in realtà non fanno nulla di tutto ciò, quando lo fanno e ti tirano in mezzo, il più delle volte la proposta si rivela una mezza cagata e la volta in cui tu proponi qualcosa di interessante sono stanchi, hanno da fare, hanno il cane che si morde la coda, devono studiare per gli esami del sangue... cose così.
La prima volta mi era successo alla maratona di cortometraggi animati al Milano Film Festival... voglio dire, film gratis, sul prato, con la birra, arrivi e te ne vai quando vuoi e ti fai pure una cultura. Niente da fare. Troppo impegnati per concedersi.
Successe di nuovo per una rassegna di film gratuiti, per un concerto della nostra scuola... di esempi ne avrei tanti da annoiare chiunque... solo due nell'ultimo mese... Ogni volta è così, non posso, ho da fare, sticazzi... cos'hai da fare? No, niente, bevo una birra con un amico... e poi questa è la stessa gente che si lamenta perché "facciamo sempre le stesse cose, si finisce a bere negli stessi posti uffa ho bisogno di cambiare".
E ci credo, il mese scorso siamo andati a Macao su suggerimento di un soggetto geniale, talmente geniale da seccare in pieno la serata che a detta di tutti è stata fra le più belle (orchestra Verdi e musicisti improvvisati in piazza, silenzio assoluto, cielo stellato) andandoci giusto giusto il giorno dopo quando c'era in programma... niente. Se proponi serate a caso e poi ti lamenti, fatti delle domande.
Che alla fine quando a decidere qualcosa sono io mi ritrovo sempre coi soggetti più impensabili, i suddetti casinisti che a fine serata mi dicono quanto sono contenti d'esser venuti e che "queste cose dovremmo farle più spesso"...
Dovrei prenderla sul personale?
martedì 29 maggio 2012
Un po' come l'amore...
Il troppo lavoro rende scemi e felici allo stesso tempo. Un po' come l'amore. Devo ricordarmelo la prossima volta che mi ritroverò a piagnucolare per i lunghi sabati sera - ormai troppo frequenti - passati in compagnia del mio attuale fidanzato Photoshop.. a volte lo tradisco con Flash. Ah i fratelli Adobe. Che ragazzaccia che sono!
Dicevo, il troppo lavoro rende scemi e brucia i neuroni, ma almeno finché non sono i tuoi neuroni a bruciare, puoi sempre ridere delle perle di saggezza maturate attorno a te:
Il Pollice Opponibile:
CdS incoraggia un amico a compiere un'operazione facile, elementare quasi:
- Dai caro, ce la puoi fare, hai il pollice opponibile!
Dal fondo dell'aula CLR, una ragazza scartata a XFactor che ha pensato di ripiegare sull'animazione si esprime:
- Io ce l'avevo da piccola!
CdS: - Cosa avevi da piccola?
CLR: - Il pollice opponibile!
Ecco giusto, da piccola. Ora di sicuro non c'è più!
Mara, per me è no!
I bambini e la droga:
Si discute di quanto ormai gli adolescenti si avvicinino presto al mondo della droga.
CdS: - Ragazzi che brutto, un giorno mentre passeggiavo in un parco ho visto delle dodicenni che scaldavano coca e sniffavano il vapore. Stavo morendo
Firefox (quella bella): - E ci credo tu hai l'asma...!
-______________________________________-
Vitamine particolari:
Oggi - eh si, questa è fresca di giornata! - nel bagno durante la pausa sigaretta, CdS finisce di bere il suo succo disgustoso. Sulla confezione ci sono un sacco di frutti immersi in tanti bei cubetti di ghiaccio.
Amica wacca prende in mano la bottiglietta e la osserva.
- I C E? Che succo è... io sapevo che esisteva l'A C E... Arancia, Carota... E... I C E... cos'è, la versione stupida dell'ACE?
CdS le ha lanciato la bottiglietta in testa.
Dicevo, il troppo lavoro rende scemi e brucia i neuroni, ma almeno finché non sono i tuoi neuroni a bruciare, puoi sempre ridere delle perle di saggezza maturate attorno a te:
Il Pollice Opponibile:
CdS incoraggia un amico a compiere un'operazione facile, elementare quasi:
- Dai caro, ce la puoi fare, hai il pollice opponibile!
Dal fondo dell'aula CLR, una ragazza scartata a XFactor che ha pensato di ripiegare sull'animazione si esprime:
- Io ce l'avevo da piccola!
CdS: - Cosa avevi da piccola?
CLR: - Il pollice opponibile!
Ecco giusto, da piccola. Ora di sicuro non c'è più!
Mara, per me è no!
I bambini e la droga:
Si discute di quanto ormai gli adolescenti si avvicinino presto al mondo della droga.
CdS: - Ragazzi che brutto, un giorno mentre passeggiavo in un parco ho visto delle dodicenni che scaldavano coca e sniffavano il vapore. Stavo morendo
Firefox (quella bella): - E ci credo tu hai l'asma...!
-______________________________________-
Vitamine particolari:
Oggi - eh si, questa è fresca di giornata! - nel bagno durante la pausa sigaretta, CdS finisce di bere il suo succo disgustoso. Sulla confezione ci sono un sacco di frutti immersi in tanti bei cubetti di ghiaccio.
Amica wacca prende in mano la bottiglietta e la osserva.
- I C E? Che succo è... io sapevo che esisteva l'A C E... Arancia, Carota... E... I C E... cos'è, la versione stupida dell'ACE?
CdS le ha lanciato la bottiglietta in testa.
Razzismo involontario:
Tempo fa, mi presento a scuola tutta agghindata per andare, più tardi, a non so quale laurea: vestitino nero, collant nere, coprispalle nero, stivali neri. Al buio mi sembravano tutti uguali...
In bagno, durante la pausa sigaretta, Firefox (sempre quella bella), mi fa notare come le mie collant blu scuro stiano male con il resto della mise.
Un ragazzo di colore entra nel bagno e si mette a fumare alle nostre spalle. Lo vedo, mi rigiro e do un'occhiata ai collant.
- Io odio i neri! - esclamo.
Silenzio.
Mi giro...
Mi rigiro...
*gesticolando* - Cioè, al buio sembrano tutti uguali... ehm... poi ti accorgi... che le calze sono blu scuro... il vestito è marrone... quest'altro invece è più sul verde... ehm... cioè, a voi... non succede mai?
Adesso poverino mi saluta sempre. Non l'ho combinata così grossa dai.
mercoledì 2 maggio 2012
Hipster ma non troppo...
E niente, da due giorni ho trovato una nuova droga. Devo ringraziare il fidanzato di un'amica. Un po' per questo, un po' anche per averci dato una grossa mano a finire un lavoraccio ostico e tignoso questo fine settimana.
Così mentre si lavorava, un po' chiacchierando, un po' facendo battute con la nostra solita finezza politically correct, lui decide che deve assolutamente mostrarmi l'indiscusso RE DEGLI HIPSTER!
Mi racconta di averlo visto per la prima volta a Berlino, mentre suonava fuori dal Tacheles e di averlo ritrovato casualmente su youtube qualche giorno fa.
In effetti quest'individuo è davvero il re indiscusso degli hipster. Io dai racconti del mio amico m'immaginavo davvero un musicista malconcio e un messo insieme in qualche modo, invece mi trovo davanti un fighetto con occhialino, giacca e stivaletto che però è un assoluto genio.
Non so se lo conoscete, se l'avete mai sentito, ma questo fantomatico musicista ha anche un nome: Bernhoft, norvegese di Oslo che compone, improvvisa, canta, suona sempre da solo. Man mano che suona, registra reef e tracce per poi rimandarle in loop, suonarci sopra e registrare di nuovo. Pare che non abbia amici, almeno, così ha detto ma si vocifera fosse una battuta. Non importa, la cosa fa comunque riflettere: dovesse finire male per noi animatori, quantomeno il talento ci salverà (sempre che ce ne sia...).
Ok quindi, visto che oggi non ho fatto altro che ascoltare e riascoltare sto pazzoide norvegese (mentre ora mi sto concedendo un paio d'ore nostalgiche e un po' deprimenti riascoltando tutte le canzoni del 2003), è giusto che ve ne lasci un assaggio, unito al mio ultimo delirio grafico artistico. Sia mai ch questo mi tolga tutte le attenzioni!!!
Così mentre si lavorava, un po' chiacchierando, un po' facendo battute con la nostra solita finezza politically correct, lui decide che deve assolutamente mostrarmi l'indiscusso RE DEGLI HIPSTER!
Mi racconta di averlo visto per la prima volta a Berlino, mentre suonava fuori dal Tacheles e di averlo ritrovato casualmente su youtube qualche giorno fa.
In effetti quest'individuo è davvero il re indiscusso degli hipster. Io dai racconti del mio amico m'immaginavo davvero un musicista malconcio e un messo insieme in qualche modo, invece mi trovo davanti un fighetto con occhialino, giacca e stivaletto che però è un assoluto genio.
Non so se lo conoscete, se l'avete mai sentito, ma questo fantomatico musicista ha anche un nome: Bernhoft, norvegese di Oslo che compone, improvvisa, canta, suona sempre da solo. Man mano che suona, registra reef e tracce per poi rimandarle in loop, suonarci sopra e registrare di nuovo. Pare che non abbia amici, almeno, così ha detto ma si vocifera fosse una battuta. Non importa, la cosa fa comunque riflettere: dovesse finire male per noi animatori, quantomeno il talento ci salverà (sempre che ce ne sia...).
Ok quindi, visto che oggi non ho fatto altro che ascoltare e riascoltare sto pazzoide norvegese (mentre ora mi sto concedendo un paio d'ore nostalgiche e un po' deprimenti riascoltando tutte le canzoni del 2003), è giusto che ve ne lasci un assaggio, unito al mio ultimo delirio grafico artistico. Sia mai ch questo mi tolga tutte le attenzioni!!!
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