Prendete una ragazza di città, abituata a girare coi mezzi pubblici e per questo ormai consumata ideatrice di espedienti per ingannare l'attesa. Fumare una sigaretta o leggere un libro i primi della lista.
Grande pensatrice, abituata a riflettere e interrogarsi sui perché della vita, dell'universo e tutto il resto, spesso si fa prendere la mano, sfociando in breve tempo nel nervoso, nella rabbia, nella furia più cieca.
Mettiamo il caso che questa ragazza sia alla ricerca dell'idea per un film e vuole sperimentare, utilizzando l'animazione per trasformare tutto nel contrario di tutto, lasciando libere le parole, dando forma ai pensieri.
L'idea fatica ad arrivare ma, riflettendoci un po' meglio, ci si accorge che è già li. Il resto è in discesa.
Ora posso dirlo, questo è il mio primo cortometraggio vero. Tutto mio. Adesso c'è e non vedevo l'ora di mostrarvelo!
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venerdì 12 luglio 2013
martedì 25 giugno 2013
Take a look!
Ok sono ufficialmente fusa.
Prova definitiva: il mio click su "nuovo blog" anziché su "nuovo post". mi era già venuto qualche sospetto quando ho creduto di leggere sul cartellone del supermercato "arrosto di zucchine" anziché di vitello. Ora ne sono certa.
Comunque, non era del mio delirio mentale che volevo parlarvi, ma di questo nuovo (stavolta per davvero, senza deviazioni casuali) blog, fresco fresco e pronto allo spam aggressivo!
Come il suo blog, questa ragazza è giovane (più o meno),fresca di formazione e colma di sogni e aspettative. Non è ancora diplomata e, in attesa degli esami, vorrebbe iniziare a mostrare qualcosa di sé e ciò che ha imparato a più gente possibile.
Se guardate bene, vi renderete conto di conoscerla già un po', quindi se avete voglia date un'occhiata, commentate e suggerite. E non abbiate paura di essere cattivi, lei lo è già!
Prova definitiva: il mio click su "nuovo blog" anziché su "nuovo post". mi era già venuto qualche sospetto quando ho creduto di leggere sul cartellone del supermercato "arrosto di zucchine" anziché di vitello. Ora ne sono certa.
Comunque, non era del mio delirio mentale che volevo parlarvi, ma di questo nuovo (stavolta per davvero, senza deviazioni casuali) blog, fresco fresco e pronto allo spam aggressivo!
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| click to go! |
Come il suo blog, questa ragazza è giovane (più o meno),fresca di formazione e colma di sogni e aspettative. Non è ancora diplomata e, in attesa degli esami, vorrebbe iniziare a mostrare qualcosa di sé e ciò che ha imparato a più gente possibile.
Se guardate bene, vi renderete conto di conoscerla già un po', quindi se avete voglia date un'occhiata, commentate e suggerite. E non abbiate paura di essere cattivi, lei lo è già!
domenica 12 agosto 2012
Un grande preambolo per raccontare che...
"Per lui sarai sempre la sua bambina..."
Spiego: i miei se ne vanno via per due settimane (evviva) e il mio genitore maschio altresì chiamato padre ha deciso che, non essendo io capace di utilizzare i sovraelencati elettrodomestici, non devo utilizzarli. Inutile dire che non è vero. Se escludiamo la lavastoviglie, visto che credo di essere l'unica persona di mia conoscenza che trova più rapido lavare i piatti a mano anziché caricare, preparare e avviare, - ho dei problemi - posso affermare di non aver sprecato per intero i miei
Ma non importa, non sono offesa, si è già fatto perdonare spiegandomi (e mimando) la reazione del basilico desideroso d'acqua. Tutto ciò in romano quindi fate un po' voi!
E per il resto tutto bene! Da domani tornerò ufficialmente in possesso del regno dei fiori di carota e inaugurerò la comune dell'amore e del cazzeggio spinto visto che ho finalmente finito (per ora) di lavorare.
Impegni cinici a parte, (possono definirsi ufficialmente archiviati, morti e sepolti fino a metà ottobre), vi ho mai parlato del mio corto?
No ovviamente, essendo io una persona superstiziosa ho preferito evitare. Ma ora mi sembra il caso di farlo anche perché ho taciuto troppe cose interessanti che meritavano assolutamente d'esser citate.
questo post sta somigliando sempre di più a una puntata dei simpson, sebbene molto meno divertente e bidimensionale
Tornando al corto, tutto ebbe inizio una gelida sera di febbraio. Anzi, prima! A gennaio un'amica che tra l'altro non vedevo da un po', una di quelle con cui ti trovi benissimo ma che non vedi praticamente mai, mi propone di partecipare ad un concorso internazionale. E io, un po' per sfizio, un po' perchè lusingata dal fatto che l'avesse chiesto proprio a me (io la trovo geniale, la stimo da more), un po' perché alla fine non avevo niente da fare - appunto - ho detto di si! Così arriviamo a quella gelida serata di febbraio in cui, davanti a due margarita, buttiamo giù un paio di idee, entrambe poco convinte di riuscire a combinare qualcosa, essendo la scadenza a meno di un mese.
Inizia così una lunga serie di domeniche a casa mia in cui lavoriamo, disegnano, cazzeggiamo e finalmente, il 28 di febbraio, siamo pronte ad uploadare le nostre meravigliose creazioni: una bella, una carina ma talmente piena di cliché da farmi incazzare.
Essendo state settimane parecchio impegnative, nel momento stesso in cui premo il tasto "upload", la mia testa viene invasa da un unico pensiero: "ecco, ora questa brutta storia è finita, non ne voglio più sentir parlare, ciao ciao, goodbye!"
E invece no.
Verso metà marzo vengo contattata dalla dolce fanciulla la quale mi comunica che abbiamo superato la selezione! Uno dei due soggetti è piaciuto e tra i quindici vincitori (su 129, mica cazzi eh) ci siamo anche noi! E parteciperemo non con il soggetto bello, ma con quello carino e pieno di cliché. La cosa peggiore di tutte è che non è solo ricco di cliché, ma anche di animazioni! L'idea era di fondere le riprese dal vero col cartone animato e a quanto pare i giudici devono essersi gasati un sacco, li possino... anche perché ciò significa che il mio ruolo guadagna un sacco d'importanza... e responsabilità... e io non sono capace!!! Un'intera produzione sulle mie spalle... come faccio?
Il lato positivo della faccenda però, oltre al fatto che forse potrei anche imparare qualcosa di utile per il futuro (ma ad aprile questo lato non riuscivo ancora a vederlo) è racchiuso in tre meravigliosi giorni ad Amsterdam, tutto pagato tranne gli sfizi (e avete capito quali). Tre giorni deliziosi, se escludiamo il duro lavoro, le otto ore giornaliere di workshop e il nervoso per la workshop leader imbecille a cui non piace il nostro progetto (tesoro, non fa impazzire nemmeno me ma la mia socia ci tiene tantissimo quindi si fa come dice lei e tu non rompi). Tre giorni davvero belli, durante i quali abbiamo conosciuto tanti ragazzi di altre scuole d'europa, saggiato la freddezza dei nordici, sfiorato la rissa (io) con uno slavo che dopo sei ore di lavoro "vuole fare una considerazione sul progetto delle italiane"... mangiato come porche, girato in bicicletta (io, con una ragazza estone che, appena l'ho abbracciata per evitare di cadere si è irrigidita come un pezzo di legno), bevuto, fumato, parlato, cazzeggiato... e insegnato alla ragazza estone che dare tre bacini per salutarsi non è la fine del mondo! Tante cose insomma.
Fatto sta che a workshop finito si doveva lavorare. E il planning prevedeva una finalizzazione degli storyboard e della sceneggiatura fino a inizio maggio, pausa, poi lavoro lavoro lavoro lavoro da metà giugno a metà agosto. Le riprese invece erano previste per metà luglio.
Io e la mia socia ci siamo letteralmente fatte il culo. Lei in modo più diluito ma senza fermarsi, io a singhiozzi. E finita la prima parte, uploadati gli ultimi storyboard alla faccia della stronzissima workshop leader che fino all'ultimo ci è stata addosso, a metà giugno ho iniziato a lavorare sulle animazioni. Acanto a me CdS (manco a dirlo) e miss V, la mia stacanovista preferita, bulgare a e incazzosa, cos se la workshop leader scassa ancora le palle, ci pensa lei a spaccare butilia e amazare familia! Ecco!
Pian piano la cerchia di collaboratori si è allargata, per primo l'aiuto regista nonchè il meraviglioso fidanzato dell'altra fanciulla, tante carinissime comparse, un direttore della fotografia di tutto rispetto e, grazie a CdS anche un compositore che non potevamo trovarne uno migliore! E tutti gli altri, recuperati qua e là attraverso passaparola, conoscenze e casting vari! E per ultimi - ci piace scegliere con cura - i due attori.
Ora se riassumo i giorni di riprese non la smetto più di raccontare, anche narrare tutto il lavoro mio e delle mie socie diventa lungo, complesso e ripetitivo. L'importante è sapere che a oggi tutto sta andando secondo i tempi. Non so quanto possa definirsi un lavoro splendido (e mi riferisco alle animazioni, perché le riprese sono venute da dio). Sul set tutto è andato per il meglio nonostante il secondo giorno la mia sveglia abbia deciso di non suonare, facendomi così arrivare con mezz'ora di ritardo (ma nonostante questo abbiamo comunque finito con un'ora d'anticipo, tiè), con le ragazze abbiamo finito prima del previsto, pian piano ho imparato ad apprezzare prima e a innamorarmi poi di questo lavoro e ora lo trovo adorabile. Intanto la prima bozza del lavoro dovrebbe essere in viaggio verso Amsterdam. Da qui a settembre c'è ancora molto da fare, ma per adesso a posto così!
Non vi ho raccontato nulla né della storia né del tema né di niente. Sempre superstiziosa resto ma prometto che presto sarò meno avara di dettagli.
Ho solo un dubbio: la fanciulla con cui sto collaborando altri non è che il braccio destro di 075. Se io sono il braccio destro del braccio destro.. cosa sono esattamente?
mercoledì 2 maggio 2012
Hipster ma non troppo...
E niente, da due giorni ho trovato una nuova droga. Devo ringraziare il fidanzato di un'amica. Un po' per questo, un po' anche per averci dato una grossa mano a finire un lavoraccio ostico e tignoso questo fine settimana.
Così mentre si lavorava, un po' chiacchierando, un po' facendo battute con la nostra solita finezza politically correct, lui decide che deve assolutamente mostrarmi l'indiscusso RE DEGLI HIPSTER!
Mi racconta di averlo visto per la prima volta a Berlino, mentre suonava fuori dal Tacheles e di averlo ritrovato casualmente su youtube qualche giorno fa.
In effetti quest'individuo è davvero il re indiscusso degli hipster. Io dai racconti del mio amico m'immaginavo davvero un musicista malconcio e un messo insieme in qualche modo, invece mi trovo davanti un fighetto con occhialino, giacca e stivaletto che però è un assoluto genio.
Non so se lo conoscete, se l'avete mai sentito, ma questo fantomatico musicista ha anche un nome: Bernhoft, norvegese di Oslo che compone, improvvisa, canta, suona sempre da solo. Man mano che suona, registra reef e tracce per poi rimandarle in loop, suonarci sopra e registrare di nuovo. Pare che non abbia amici, almeno, così ha detto ma si vocifera fosse una battuta. Non importa, la cosa fa comunque riflettere: dovesse finire male per noi animatori, quantomeno il talento ci salverà (sempre che ce ne sia...).
Ok quindi, visto che oggi non ho fatto altro che ascoltare e riascoltare sto pazzoide norvegese (mentre ora mi sto concedendo un paio d'ore nostalgiche e un po' deprimenti riascoltando tutte le canzoni del 2003), è giusto che ve ne lasci un assaggio, unito al mio ultimo delirio grafico artistico. Sia mai ch questo mi tolga tutte le attenzioni!!!
Così mentre si lavorava, un po' chiacchierando, un po' facendo battute con la nostra solita finezza politically correct, lui decide che deve assolutamente mostrarmi l'indiscusso RE DEGLI HIPSTER!
Mi racconta di averlo visto per la prima volta a Berlino, mentre suonava fuori dal Tacheles e di averlo ritrovato casualmente su youtube qualche giorno fa.
In effetti quest'individuo è davvero il re indiscusso degli hipster. Io dai racconti del mio amico m'immaginavo davvero un musicista malconcio e un messo insieme in qualche modo, invece mi trovo davanti un fighetto con occhialino, giacca e stivaletto che però è un assoluto genio.
Non so se lo conoscete, se l'avete mai sentito, ma questo fantomatico musicista ha anche un nome: Bernhoft, norvegese di Oslo che compone, improvvisa, canta, suona sempre da solo. Man mano che suona, registra reef e tracce per poi rimandarle in loop, suonarci sopra e registrare di nuovo. Pare che non abbia amici, almeno, così ha detto ma si vocifera fosse una battuta. Non importa, la cosa fa comunque riflettere: dovesse finire male per noi animatori, quantomeno il talento ci salverà (sempre che ce ne sia...).
Ok quindi, visto che oggi non ho fatto altro che ascoltare e riascoltare sto pazzoide norvegese (mentre ora mi sto concedendo un paio d'ore nostalgiche e un po' deprimenti riascoltando tutte le canzoni del 2003), è giusto che ve ne lasci un assaggio, unito al mio ultimo delirio grafico artistico. Sia mai ch questo mi tolga tutte le attenzioni!!!
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martedì 28 febbraio 2012
#6: il libro più corto che io abbia mai letto
Senza dubbio
L'uomo che piantava gli alberi, di Jean Giono.
E' un libretto piccino che racconta una storia poetica e tanto tenera e semplice: Elzéard Bouffier, un uomo solo che, con le sue forze riuscì a far uscire dal deserto le colline che abitava, piantando cento ghiande al giorno per tutta la vita.
Il libro è stato scritto nel 1953, mentre nel 1987, Frédérik Back adatto la storia per un cortometraggio animato che vinse anche il premio Oscar.
martedì 14 febbraio 2012
Pixar goes Medieval!
Da ieri attendo con trepidazione il 5 settembre!
Non chiedetemi perchè e guardate qui!
Brave, il tredicesimo lungometraggio della Pixar che, dopo due anni di sequel mi tira fuori questa perla con tutte le premesse per dimostrarsi un capolavoro: ambientato nelle HIGHLANDS SCOZZESI del X SECOLO, narra le vicende di Merida, prima PROTAGONISTA FEMMINILE, figlia del re Fergus e della regina Elinor, una principessa sovversiva e determinata a ribaltare le tradizioni del regno. Poi questa figliola ribelle si rivela pure essere una provetta ARCERA...
Il film, annunciato nel 2008 col titolo The bear and the bow, negli anni ha cambiato titolo (e stendiamo un velo di pietà e disgusto per la versione italiana), nonchè cast: se la protagonista inizialmente doveva essere doppiata da Reese Witherspoon, ora è Kelly MacDonald a darle la voce, circondata da un folto gruppo di attori scozzesi, se escludiamo Emma Thompson. E se l'accento non s'inganna, guardarlo in lingua originale sarà dura...
Non chiedetemi perchè e guardate qui!
Brave, il tredicesimo lungometraggio della Pixar che, dopo due anni di sequel mi tira fuori questa perla con tutte le premesse per dimostrarsi un capolavoro: ambientato nelle HIGHLANDS SCOZZESI del X SECOLO, narra le vicende di Merida, prima PROTAGONISTA FEMMINILE, figlia del re Fergus e della regina Elinor, una principessa sovversiva e determinata a ribaltare le tradizioni del regno. Poi questa figliola ribelle si rivela pure essere una provetta ARCERA...
Il film, annunciato nel 2008 col titolo The bear and the bow, negli anni ha cambiato titolo (e stendiamo un velo di pietà e disgusto per la versione italiana), nonchè cast: se la protagonista inizialmente doveva essere doppiata da Reese Witherspoon, ora è Kelly MacDonald a darle la voce, circondata da un folto gruppo di attori scozzesi, se escludiamo Emma Thompson. E se l'accento non s'inganna, guardarlo in lingua originale sarà dura...
domenica 12 febbraio 2012
#1: Il mio libro preferito
Non ne ho uno in realtà. Ma se dovessi scegliere, calcolando che probabilmente molti titoli potrebbero esser citati in altre categorie, che di alcuni vi ho già parlato più e più volte, che questo è un po' insolito come titolo, direi
L'avete mai letto? Io ho dovuto studiarlo. L'avrò divorato sei o sette volte credo, ma i concetti erano già chiari a prima vista. Mancavano sei mesi all'esame però, quindi nel dubbio...
Una chiacchierata lunga trecento pagine, nozionistica quanto basta, ricca di aneddoti spassosi, talmente scorrevole da lasciar scivolare i concetti dritti dritti dove servono. E' davvero il più divertente libro sul cinema che sia mai stato scritto, inoltre Hitchock è stato uno dei pochi registi in grado di mescolare il cinema d'autore col pop, leggere le sue memorie e conoscere il suo metodo di lavoro potrebbe essere così utile a quei cineasti barricati nei loro mattoni incomprensibili e insostenibili...
Unico difetto: ovviamente è pieno di spoiler! Ma a modo suo. Non avevo mai visto Psycho (errore mio) e scoprire così chi fosse l'assassino... ha solo aumentato la curiosità!
Il cinema secondo Hitchcock
L'avete mai letto? Io ho dovuto studiarlo. L'avrò divorato sei o sette volte credo, ma i concetti erano già chiari a prima vista. Mancavano sei mesi all'esame però, quindi nel dubbio...
Una chiacchierata lunga trecento pagine, nozionistica quanto basta, ricca di aneddoti spassosi, talmente scorrevole da lasciar scivolare i concetti dritti dritti dove servono. E' davvero il più divertente libro sul cinema che sia mai stato scritto, inoltre Hitchock è stato uno dei pochi registi in grado di mescolare il cinema d'autore col pop, leggere le sue memorie e conoscere il suo metodo di lavoro potrebbe essere così utile a quei cineasti barricati nei loro mattoni incomprensibili e insostenibili...
Unico difetto: ovviamente è pieno di spoiler! Ma a modo suo. Non avevo mai visto Psycho (errore mio) e scoprire così chi fosse l'assassino... ha solo aumentato la curiosità!
Let's go get lost in books!
Visto che giusto oggi, anzichè andare dritta a lezione (avendo già accumulato un ritardo considerevole), ho bypassato il tutto a dopo la pausa e mi sono diretta alla Feltrinelli, imponendomi di non spendere nemmeno un eurino...
Chi è stato in libreria con me sa bene cosa significhi: io impazzisco, non ho freni, prendo in mano 12 libri diversi poi li rimetto a posto (dieci volte...) perchè non sono così ricca. Potrei spendere tutti i miei soldi in libri e l'ho anche fatto una volta, sperperando il mio misero rimborso spese in due orette scarse. Non è arrivato nemmeno a casa...
Passerei i miei giorni a leggere, ma mi accontento di farlo in metrò, sperando di non incontrare nessuno lungo il tragitto. Quei minuti sono pochi, preziosi e miei!
Tutto ciò per dire che
per i prossimi trenta giorni (anzi, per trenta volte nei prossimi giorni, perchè conoscendomi non sarò mai così costante) vi ammorberò con una delle tante iniziative di facebook, "30 giorni di libri", in quest'ordine:
1) Il tuo libro preferito.
2) La tua citazione preferita.
3) Il tuo personaggio preferito di un libro che hai letto.
4) Il libro più brutto che tu abbia mai letto.
5) Il libro più lungo che tu abbia mai letto.
6) il libro più corto che tu abbia mai letto.
7) Il libro che ti descrive.
8) Un libro che consiglieresti.
9) Un libro che ti ha fatto crescere.
10) Un libro del tuo autore preferito.
11) Un libro che prima amavi e che ora odi.
12) Un libro che non ti stancherai mai di rileggere.
13) Il libro che in questo momento hai sulla scrivania. (Sempre se ne hai uno :3)
14) Il libro che stai leggendo in questo periodo.
15) Apri il primo libro che ti capita tra le mani ad una pagina a caso e inserisci la foto e la prima frase che ti salta agli occhi.
16) La tua copertina preferita.
17) Il personaggio con cui ti vorresti scambiare di posto per un giorno.
18) Il primo libro che hai letto.
19) Un libro il cui film ti ha deluso.
20) Un libro dove hai ritrovato un personaggio che ti rappresentasse.
21) Un libro che ti ha consigliato una persona importante per te.
22) Un libro che hai letto da piccola.
23) Un libro che credevi fosse come la gente ne parlava e invece sei rimasta o delusa o colpita.
24) Il libro che ti fa fuggire dal mondo.
25) Un libro che hai scoperto da poco.
26) Un libro che conosci da sempre.
27) Un libro che vorresti aver scritto.
28) Un libro che farai leggere ai tuoi figli.
29) Un libro che devi ancora leggere.
30) Un libro che ti ha commosso.
Auguri!
mercoledì 1 febbraio 2012
Worlds Biggest Human Trap Operated by a Mouse
Di solito non faccio queste cose.
Ma quand'è così, posso forse astenermi? Vero che di test si tratta (ok, uno lo feci tempo fa...) ma qui si parla di DISNEY! Cartoni animati. Affatto stanca di discuterne tutto il santo giorno, adesso me ne frego ben bene di tutto il lavoro che ho da fare (già che avevo deciso anche stasera di mettermi a letto e finire il mio librino... presto ve ne parlerò) e mi accingo a rispondere a tutte le domande.
Prima ringrazio Eva, che mi ha rimbalzata al blog di Razzi Umani dove ho trovato appunto questo meraviglioso post!
1) Quale'è la tua fiaba preferita?
Robin Hood, la Bella e la Bestia, la Principessa e il ranocchio... non una di preciso in realtà
2) Quale quella più odiata?
Lilly e il Vagabondo. E' troppo triste. E poi non mi sono mai piaciuti i cani parlanti
3) Qual'è il tuo cartone animato Disney preferito?
Gli Aristogatti!
4) Quale sogno vorresti che la bacchetta magica della Fata Turchina rendesse vero?
Ci vorrebbe una stanza delle bacchette... sono una donna pretenziosa. O incredula...
5) Il tuo cattivo preferito?
Ade... e Yzma. Anche il Dr. Facilier non è affatto male, ma sospetto che il doppiaggio di Luca Ward giochi un ruolo troppo importante.
non certo per le sue virtù ne per la sua bontà.
Lontano è Re Riccardo contro i turchi a gueerreggiar (e vi giuro che fino a un mese fa io cantavo "contro i tutti"... va beh)
e quel buono a nulla fa tutti quanti tribolar.
Fenomeno d'ncapacità sui libri di storia lui sarà
il re più fasullo d'Inghilterra!!!
*l'inquadratura si sposta verso un palazzone a caso, panoramica a schiaffo, titoli di testa".
Ma quand'è così, posso forse astenermi? Vero che di test si tratta (ok, uno lo feci tempo fa...) ma qui si parla di DISNEY! Cartoni animati. Affatto stanca di discuterne tutto il santo giorno, adesso me ne frego ben bene di tutto il lavoro che ho da fare (già che avevo deciso anche stasera di mettermi a letto e finire il mio librino... presto ve ne parlerò) e mi accingo a rispondere a tutte le domande.
Prima ringrazio Eva, che mi ha rimbalzata al blog di Razzi Umani dove ho trovato appunto questo meraviglioso post!
1) Quale'è la tua fiaba preferita?
Robin Hood, la Bella e la Bestia, la Principessa e il ranocchio... non una di preciso in realtà
2) Quale quella più odiata?
Lilly e il Vagabondo. E' troppo triste. E poi non mi sono mai piaciuti i cani parlanti
3) Qual'è il tuo cartone animato Disney preferito?
Gli Aristogatti!
4) Quale sogno vorresti che la bacchetta magica della Fata Turchina rendesse vero?Ci vorrebbe una stanza delle bacchette... sono una donna pretenziosa. O incredula...
5) Il tuo cattivo preferito?
Ade... e Yzma. Anche il Dr. Facilier non è affatto male, ma sospetto che il doppiaggio di Luca Ward giochi un ruolo troppo importante.
6) E il principe dal quale vorresti essere salvata?
la Bestia. In versione Bestia. Amo gli uomini bestia...
7) Quale dei 7 nani ti rappresenta di più?
Pisolo. Che domande...
8) Se Mago Merlino potesse trasformarti in un animale per un giorno, cosa saresti?
Un gatto, così, ricollegandomi alla domanda 6, avrei qualche Chance con Romeo che, parliamone, è fascinoso pure lui :)
9) Se fossi Raperenzolo come trascorreresti le tue giornate nella torre?
Esattamente come fa lei, riempirei le pareti di disegni... leggerei... mi annoierei un sacco.
10) La prima frase di una canzone Disney che ti viene in mente?
Di Giovanni Re tra un millennio e più ancor si parlerànon certo per le sue virtù ne per la sua bontà.
Lontano è Re Riccardo contro i turchi a gueerreggiar (e vi giuro che fino a un mese fa io cantavo "contro i tutti"... va beh)e quel buono a nulla fa tutti quanti tribolar.
Fenomeno d'ncapacità sui libri di storia lui sarà
il re più fasullo d'Inghilterra!!!
11) Quale frase ti sussurrerebbe più spesso all'orecchio il Grillo Parlante?
Un intero campionario di frasi sagge e consigli utilissimi... voglio un Grillo Parlante cavolo!
12) Se tu possedessi le scarpette di Dorothy dove vorresti che ti trasportassero?
Probabilmente mi andrebbero larghe... ma potendo scegliere direi in Scozia...
13) Se dico "C'era una volta .." come proseguiresti la frase?
...in una terra lontana lontana, un piccolo regno grigio e nebbioso. Tra le caserme e i palazzoni, timida timida si erigeva una casetta che pareva messa lì per caso. Al suo interno viveva una piccola fanciulla. ma non è lei che vivrà la nostra storia, bensì...*l'inquadratura si sposta verso un palazzone a caso, panoramica a schiaffo, titoli di testa".
martedì 17 gennaio 2012
We went clubbing and ate Warcester sauce
Arrivarono in Baker Street verso le nove. La bionda, in perfetto stile londinese, indossava un cappottino blu e trascinava un trolley dello stesso colore. Accanto a lei, una sorta di tubero pressato in una giacca verde, tentava di non inciampare, calpestando la ridondante sciapa nera con le rotelle della valigia.
La figura goffa e sgraziata ero io.
A volte mi chiedo come la Q riesca a passeggiare con me senza sgridarmi. Specialmente quando me ne esco con certe riflessioni intelligenti.
Salite sull'ascensore (e se siete sulla tube di Russel Square non fate i fighi, ci sono circa 180 gradini):
QCF: Pof Pof Pof, Pof Pof Pof... che vocina stupida che ha quest'ascensore!
LaQ: *sguardo perplesso con lieve sfumatura di rimporvero*
poco dopo
LaQ: E' vero! L'ascensore fa Pof Pof Pof! Cos'ha detto adesso?
QCF: Pof pof pof, pof pof pof...
Arriviamo in ostello alle nove e mezza e veniamo prontamente bloccate da un omino - bodyguard che si assicura della nostra prenotazione. Poi mi guarda.
- How old are you?
- Ehm... twenty - five?
- You look so young...
Tesoro, è la storia della mia vita. A meno che i minorenni non paghino ridotto. Lì nessuno si preoccupa.
Insomma, siamo tornate a Londra. Una volta messo piede in terra d'Albione son stata pervasa da un senso di normalità. Era come tornare a casa. Gli autobus arrivano da destra e viaggiano sulla siistra, l'oyster si timbra entrando e uscendo, puoi controllare velocemente la direzione giusta della Tube ricordandoti solo se sei diretto a est, ovest, sud o nord. Sono comunque riuscita a sbagliarmi e prendere il treno nella direzione opposta. Ma a Camden Town ci siamo arrivate comunque. L'intenzione di visitare la città, i suoi musei e monumenti, è stata presto accantonata a favore di un sano e scontato shopping selvaggio. Così abbiamo assaltato il Camden Lock. E poco dopo, anche Oxford Street. Neanche sul cibo ci siamo trattenute. Quattro giorni di junk food non hanno mai ucciso nessuno. Specialmente se di Maoz o Wasabi si tratta. E poi l'english breakfast, anche se...
perchè tentare di entrare in un baretto e trovarlo chiuso una volta va bene... ma non ricordarsi che il suddetto chiude la domenica e ripetere l'errore, è da idioti!
A Londra segue Cardiff. La nostra amica in erasmus divide un gelido appartamento con nove prestanti gallesi, tirchi manco fossero scozzesi, piuttosto che accendere il riscaldamento, congelano in pigiama sul divano... Ma l'amica ha la stufetta! Era da settembre che attendeva di vederci (nonostante i fugaci aperitivi in quel di Milano).
Così, nella ridente cittadella ho potuto gustare un assaggio di vita erasmus tra locali con cocktail il cui prezzo è inversamente proporzionale alla quantità di alcool presente. Dopo tre vodka lime and lemonade ero sobria e danzante tra giovani gallesi e non, completamente marci. Mentre controllavo che il giovanotto barcollante accanto a me non mi riproponesse il cocktail sugli stivali, fissavo perplessa una ragazza che ballava sul palco: minigonna inguinale elasticizzata che ad ogni movimento sale sempre più. Sotto: niente! Persino l'amica pareva imbarazzata. Si, perchè le inglesi non conoscono l'esistenza di giacche e collant. Almeno non quando si recano a ballare. Non che abbiano caldo eh... una volta constatato che i guardaroba esistono e sono tutt'altro che costosi, il dubbio sul piacere tutto inglese di congelare, rimane.
Lasciando da parte le perplessità sulle strane abitudini albioniche, mi domando con quale forza gli erasmus escano tutte le sere. Ieri ero maciullata e, morente, giacevo su un divanetto... vero anche che eravamo reduci da una giornata )l'ennesima) di shopping aggressivo. Infatti, nonostante mi fossi riproposta di NON COMPRARE PIU' NULLA, qualcosa doveva andare storto. Non esiste solo Camden. Le vie di Cardiff sono state una piacevole sorpresa e, dopo aver afferrato decine di cose, prontamente lasciate al loro posto al momento di pagare, non ho resistito e ho comprato un vestitino, scartato poco prima perchè convinta non avessero la mia taglia. Nero, semplice, un po' anni '60. Secondo la Q mi sta molto bene. Secondo me, se non dimagrisco potrei essere un perfetto Manolito (o Fernandito o Paquito o qualsiasi nome si addica al protagonista di un film di Pedro Almodovar). Ma mi piaceva tanto e costava poco.
Tirando le fila: quattro giorni di svago, cibo e shopping. Dopo un anno di poco lavoro non è che me lo meriti ma sicuro ci voleva. Ora ho la tosse e spero null'altro.
Ho imparato che la corretta pronuncia di Worcester Sauce è UASCESTER SOOS. Perchè mai? Probabile che l'abbiano scritto e poi non siano più riusciti a pronunciarne il nome, inventandone uno adeguato? E che dire we go dancing fa vecchio. Il vero ggggiovane gallese dice CLUBBING!
Ho assaggiato il cupcake senza nascondere una nota di delusione perchè forse me l'aspettavo un po' diverso. Mi sono innamorata del cheddar e della jacket potato. Ho scoperto quanto siano buone le chips, cheese and carry souce dopo l'una del mattino, nonostante io non ami nemmeno un po' la salsa al curry. Ho collezionato un numero di ore inferiore al numero di pinte ingerite, ma nettamente superiore al numero di pound spesi per comprarle.
E poi, beh, siamo state al Fabric!
A voi, chiederci com'era.
La figura goffa e sgraziata ero io.
A volte mi chiedo come la Q riesca a passeggiare con me senza sgridarmi. Specialmente quando me ne esco con certe riflessioni intelligenti.
Salite sull'ascensore (e se siete sulla tube di Russel Square non fate i fighi, ci sono circa 180 gradini):
QCF: Pof Pof Pof, Pof Pof Pof... che vocina stupida che ha quest'ascensore!
LaQ: *sguardo perplesso con lieve sfumatura di rimporvero*
poco dopo
LaQ: E' vero! L'ascensore fa Pof Pof Pof! Cos'ha detto adesso?
QCF: Pof pof pof, pof pof pof...
Arriviamo in ostello alle nove e mezza e veniamo prontamente bloccate da un omino - bodyguard che si assicura della nostra prenotazione. Poi mi guarda.
- How old are you?
- Ehm... twenty - five?
- You look so young...
Tesoro, è la storia della mia vita. A meno che i minorenni non paghino ridotto. Lì nessuno si preoccupa.
Insomma, siamo tornate a Londra. Una volta messo piede in terra d'Albione son stata pervasa da un senso di normalità. Era come tornare a casa. Gli autobus arrivano da destra e viaggiano sulla siistra, l'oyster si timbra entrando e uscendo, puoi controllare velocemente la direzione giusta della Tube ricordandoti solo se sei diretto a est, ovest, sud o nord. Sono comunque riuscita a sbagliarmi e prendere il treno nella direzione opposta. Ma a Camden Town ci siamo arrivate comunque. L'intenzione di visitare la città, i suoi musei e monumenti, è stata presto accantonata a favore di un sano e scontato shopping selvaggio. Così abbiamo assaltato il Camden Lock. E poco dopo, anche Oxford Street. Neanche sul cibo ci siamo trattenute. Quattro giorni di junk food non hanno mai ucciso nessuno. Specialmente se di Maoz o Wasabi si tratta. E poi l'english breakfast, anche se...
COSE DA FARE PRIMA DI MORIRE:
Riuscire a divorare una colazione da Kozzy!
perchè tentare di entrare in un baretto e trovarlo chiuso una volta va bene... ma non ricordarsi che il suddetto chiude la domenica e ripetere l'errore, è da idioti!
A Londra segue Cardiff. La nostra amica in erasmus divide un gelido appartamento con nove prestanti gallesi, tirchi manco fossero scozzesi, piuttosto che accendere il riscaldamento, congelano in pigiama sul divano... Ma l'amica ha la stufetta! Era da settembre che attendeva di vederci (nonostante i fugaci aperitivi in quel di Milano).
Così, nella ridente cittadella ho potuto gustare un assaggio di vita erasmus tra locali con cocktail il cui prezzo è inversamente proporzionale alla quantità di alcool presente. Dopo tre vodka lime and lemonade ero sobria e danzante tra giovani gallesi e non, completamente marci. Mentre controllavo che il giovanotto barcollante accanto a me non mi riproponesse il cocktail sugli stivali, fissavo perplessa una ragazza che ballava sul palco: minigonna inguinale elasticizzata che ad ogni movimento sale sempre più. Sotto: niente! Persino l'amica pareva imbarazzata. Si, perchè le inglesi non conoscono l'esistenza di giacche e collant. Almeno non quando si recano a ballare. Non che abbiano caldo eh... una volta constatato che i guardaroba esistono e sono tutt'altro che costosi, il dubbio sul piacere tutto inglese di congelare, rimane.
Lasciando da parte le perplessità sulle strane abitudini albioniche, mi domando con quale forza gli erasmus escano tutte le sere. Ieri ero maciullata e, morente, giacevo su un divanetto... vero anche che eravamo reduci da una giornata )l'ennesima) di shopping aggressivo. Infatti, nonostante mi fossi riproposta di NON COMPRARE PIU' NULLA, qualcosa doveva andare storto. Non esiste solo Camden. Le vie di Cardiff sono state una piacevole sorpresa e, dopo aver afferrato decine di cose, prontamente lasciate al loro posto al momento di pagare, non ho resistito e ho comprato un vestitino, scartato poco prima perchè convinta non avessero la mia taglia. Nero, semplice, un po' anni '60. Secondo la Q mi sta molto bene. Secondo me, se non dimagrisco potrei essere un perfetto Manolito (o Fernandito o Paquito o qualsiasi nome si addica al protagonista di un film di Pedro Almodovar). Ma mi piaceva tanto e costava poco.
Tirando le fila: quattro giorni di svago, cibo e shopping. Dopo un anno di poco lavoro non è che me lo meriti ma sicuro ci voleva. Ora ho la tosse e spero null'altro.
Ho imparato che la corretta pronuncia di Worcester Sauce è UASCESTER SOOS. Perchè mai? Probabile che l'abbiano scritto e poi non siano più riusciti a pronunciarne il nome, inventandone uno adeguato? E che dire we go dancing fa vecchio. Il vero ggggiovane gallese dice CLUBBING!
Ho assaggiato il cupcake senza nascondere una nota di delusione perchè forse me l'aspettavo un po' diverso. Mi sono innamorata del cheddar e della jacket potato. Ho scoperto quanto siano buone le chips, cheese and carry souce dopo l'una del mattino, nonostante io non ami nemmeno un po' la salsa al curry. Ho collezionato un numero di ore inferiore al numero di pinte ingerite, ma nettamente superiore al numero di pound spesi per comprarle.
E poi, beh, siamo state al Fabric!
A voi, chiederci com'era.
domenica 8 gennaio 2012
Aaaaaaaaaaaaai don uanna fol in loooooooooov
Non che io sia una grande fan degli Him, a dire il vero li ho sempre ignorati... però Virgin Radio passava quella e mi attengo fedelmente al copione.
Parole che cadono a fagiuolo direi.
Stay tuned for further information
martedì 3 gennaio 2012
Paura e delirio in mansarda
Anche quest'anno ho fatto i compiti delle vacanze. Nonostante il blocco iniziale, davanti a quella tela bianca e le boccettine di colore ancora nuove, devo dire di essermi anche divertita!
Spero non sia solo un episodio casuale e ancora non so, tra i buoni propositi per l'anno nuovo potrei promettere di dipingere più spesso? Ora comincerei col riordinare la mansarda. E ho paura!
Spero non sia solo un episodio casuale e ancora non so, tra i buoni propositi per l'anno nuovo potrei promettere di dipingere più spesso? Ora comincerei col riordinare la mansarda. E ho paura!
martedì 20 dicembre 2011
Wash me (or not)
Oggi tratterò un problema che non penso mi riguarderà mai (ma speriamo di no, su!)
L'uomo di cui sto per parlarvi credo sia quanto più estraneo da quella fantasia sessuale piena di donnine seminude e insaponate che si strusciano su una macchina sporca in un car wash.
Quando trovi la tua macchina ricoperta di polvere e lerciume, la prima cosa che fai è darle una passata con lo straccio e correre all'autolavaggio. Se l'auto sporca in modo imbarazzante non è tua, al massimo ci scrivi "WASH ME" sul vetro, sperando che il proprietario s'incazzi almeno un po'...
Ma a chi verrebbe in mente di fare un disegnino magari impegnandosi anche un po'?
Guardate qui: quest'opera appartiene a Scott Wade, un artista ispirato dallo sporco! Infatti le sue opere vengono realizzate sui vetri di automobili decisamente luride.
Internet è avido di notizie a riguardo inoltre, essendo venuta a conoscenza di quest'uomo solo oggi, non ho ricche informazioni da sfoggiare. So che Wade porta avanti quest'arte da dieci anni. Iniziò decorando la sua Mini Cooper, quindi abbellendo la Mazda della moglie Robin. Da allora, quello che era un passatempo, è diventata una vera e propria arte da ammirare nella sua galleria online.Le sue opere non vengono realizzate solo pulendo i vetri. Lui impolvera e spolvera a seconda della necessità, disegnando con l'aiuto di pennelli.
Forse Scott Wade non avrà elaborato uno stile tutto suo da renderlo inconfondibile tra mille altri artisti, di sicuro è originale!
La prossima volta che vedo un'auto lurida ci faccio anch'io un disegnino... non verrà bello come questi, però magari il proprietario non s'incazza!
L'uomo di cui sto per parlarvi credo sia quanto più estraneo da quella fantasia sessuale piena di donnine seminude e insaponate che si strusciano su una macchina sporca in un car wash.
Ma a chi verrebbe in mente di fare un disegnino magari impegnandosi anche un po'?
Guardate qui: quest'opera appartiene a Scott Wade, un artista ispirato dallo sporco! Infatti le sue opere vengono realizzate sui vetri di automobili decisamente luride. Internet è avido di notizie a riguardo inoltre, essendo venuta a conoscenza di quest'uomo solo oggi, non ho ricche informazioni da sfoggiare. So che Wade porta avanti quest'arte da dieci anni. Iniziò decorando la sua Mini Cooper, quindi abbellendo la Mazda della moglie Robin. Da allora, quello che era un passatempo, è diventata una vera e propria arte da ammirare nella sua galleria online.Le sue opere non vengono realizzate solo pulendo i vetri. Lui impolvera e spolvera a seconda della necessità, disegnando con l'aiuto di pennelli.
Forse Scott Wade non avrà elaborato uno stile tutto suo da renderlo inconfondibile tra mille altri artisti, di sicuro è originale!
La prossima volta che vedo un'auto lurida ci faccio anch'io un disegnino... non verrà bello come questi, però magari il proprietario non s'incazza!
martedì 14 giugno 2011
Ve l'avevo promesso...
Ieri, vedendo la prima versione, PRIVA DEL MIO IMPORTANTE CONTRIBUTO, stavo già disperando...
Per fortuna oggi il professò ha mantenuto la parola, montando tutte e tre le versioni, una più bella dell'altra.
(o quantomeno, la scena del ballo...)
Per fortuna oggi il professò ha mantenuto la parola, montando tutte e tre le versioni, una più bella dell'altra.
Ed è quindi con infinito orgoglio
che sono lieta di presentarvi
La signorina Mia Wallace e il signor Vincent Vega
nel più colorato,
il più creativo,
il più dinamico,
il più divertente,
il più eclettico,
a tratti erotico...
nel più colorato,
il più creativo,
il più dinamico,
il più divertente,
il più eclettico,
a tratti erotico...
(o quantomeno, la scena del ballo...)
Blogspot ha deciso di non funionare, non riesco a caricare il video... cliccate dunque sul link...
Al minuto 1,14 troverete la mia parte!
lunedì 6 giugno 2011
Pulp Rotoscope!
Avete visto Juno, di Jason Reitman? E' uno dei miei film preferiti.
Avete visto Yellow Submarine, di George Dunnings? Io no... cioè, non tutto...
Avete visto Valzer con Bashir di Ari Forman? Dopo averlo visto sono stata malissimo...
E Waking Life, di Richard Linklater?
E Biancaneve?
E Cenerentola?
E La carica dei 101?
E... potrei andare avanti all'infinito con titoli senza nulla in comune. Almeno in apparenza.
In realtà quelli elencati, qualcosa in comune ce l'hanno eccome: tutti quanti sono stati realizzati con il Rotoscopio, una tecnica di animazione utilizzata per creare figure umane realistiche, ricalcando i disegni da una pellicola precedentemente girata. (ok, per quanto riguarda Juno, si parla solo dei titoli di testa che però, sono assolutamente notevoli! Merito anche della canzone? Forse)
Tra questi titoli però ne manca uno... quello che ha tenuto impegnata me e altri 6 talentuosi cinici per tutta la giornata di oggi.
Dopo 8 ore trascorse davanti ad un meraviglioso Mac Pro, tenendo in mano la penna di una tavoletta grafica, dopo il commento dell professorone ("Cazzooo, si che rende!!" ndr), dopo altre 2 orette davanti al mio acerino a smanettare con il touchpad, posso affermare con estrema sicurezza che
Avete visto Yellow Submarine, di George Dunnings? Io no... cioè, non tutto...
Avete visto Valzer con Bashir di Ari Forman? Dopo averlo visto sono stata malissimo...
E Waking Life, di Richard Linklater?
E Biancaneve?
E Cenerentola?
E La carica dei 101?
E... potrei andare avanti all'infinito con titoli senza nulla in comune. Almeno in apparenza.
In realtà quelli elencati, qualcosa in comune ce l'hanno eccome: tutti quanti sono stati realizzati con il Rotoscopio, una tecnica di animazione utilizzata per creare figure umane realistiche, ricalcando i disegni da una pellicola precedentemente girata. (ok, per quanto riguarda Juno, si parla solo dei titoli di testa che però, sono assolutamente notevoli! Merito anche della canzone? Forse)
Tra questi titoli però ne manca uno... quello che ha tenuto impegnata me e altri 6 talentuosi cinici per tutta la giornata di oggi.
Dopo 8 ore trascorse davanti ad un meraviglioso Mac Pro, tenendo in mano la penna di una tavoletta grafica, dopo il commento dell professorone ("Cazzooo, si che rende!!" ndr), dopo altre 2 orette davanti al mio acerino a smanettare con il touchpad, posso affermare con estrema sicurezza che
IL ROTOSCOPIO E' UNA FIGATA PAZZESCA!!!
E posso quindi presentare, con immensa gioia ed impazienza:
La signorina Mia Wallace e il signor Vincent Vega
nel più colorato,
il più creativo,
il più dinamico,
il più divertente,
il più eclettico,
a tratti erotico...
Pulp Rotoscope Fiction!
(o quantomeno, la scena del ballo...)
A breve, su questi schermi!
lunedì 30 maggio 2011
Un giorno color arancio!
OGGI E' UNA GIORNATA MERAVIGLIOSA A MILANO!
Ora cena veloce e poi di corsa a festeggiare!
ORANGE POWER!
Dajeeeeeeeeeeeee!!!
giovedì 7 aprile 2011
Il critichese non mi s'addice
Dopo aver visto (per la prima volta... si lo so, sono vergognosa)
LA CITTA' INCANTATA
di Hayao Miyazaki,
di cose da dire ce ne sarebbero davvero tante: una trama appassionante, personaggi poliedrici che non rispecchaino affatto il nostro ideale di buoni e cattivi ma, come è tipico della filosofia giapponese, incarnanti sia il bene che il male, eroi passivi, catalizzatori e loro stessi pronti a cambiare, il tutto realizzato con una grafica davvero eccezionale: un insieme di 3D animation e animazione tradizionale che se mantiene i personaggi stilisticamente molto semplici, non si risparmia affatto per sfondi, ambientazioni e paesaggi...
Tutto questo è critichese e a me il critichese non si addice (infatti sono sicura di aver ripetuto almeno 2 volte lo stesso aggettivo perchè la saccentella non la so fare...).
Ciò che davvero vorrei condividere con voi è...
l'amore istantaneo e incondiionato per...
LE PALLINE DI FULIGGINE!
Non sono adorabili? Le voglio. E metterò su un businnes!!!
mercoledì 9 marzo 2011
One in one million
Ok, dunque si comincia.
Quindici fotografie, due minuti e mezzo di parole, centocinquanta secondi a disposizione per raccontare la propria vita, la propria giornata o semplicemente una storia.
Non mi sono inventata nulla, si tratta semlicemente di riproporre un progetto ideato dai giornalisti del New York Times nel 2009 per creare un ritratto della grande Mela attraverso cinquantacinque interviste a persone comuni, ogniuna vista come un possibile archetipo degli otto milioni di abitanti della città.
Domani si comincia e, si spera, si finirà anche. Dovrò fare una semplice intervista, far parlare una persona, lasciare che si racconti e rubarle qualche scatto.
Non nego di essere sovraeccitata all'idea, oggi mentre il professore parlava (per la cronaca, il VcBB di cui si parlava qui, rivelatosi nei mesi tutt'altro che un demonio anzi, una persona affascinante, dispersivo quanto catalizzatore, colto e sensibile) ha reso il tutto non un compito da consegnare, ma un incontro e uno scambio di chiacchiere ed esperienze così semplice da sviluppare e divertente da portare fino in fondo. Una catena di parole in pratica, ed è riuscito a farle sorgere da ogniuno di noi con una spontaneità inasppettata, così che uno alla volta abbiamo raccontato tanto, di qualcosa su cui a primaa vista non avremmo avuto nulla da dire. Dove abiti, da quando, perchè, come stai... cosa vuoi? sono domande semplici no?
Non vedo l'ora di asocoltare le risposte!!
| http://www.nytimes.com/packages/html/nyregion/1-in-8-million/index.html |
mercoledì 2 febbraio 2011
Nel bel mezzo di un gelido inverno - 1995
Perchè mamma, lo spettacolo dovrebbe continuare? In effetti Joe se lo domanda più di una volta. Dopo aver messo in piedi alla bell'e meglio una bizzarra compagnia di attori eccentrici e più o meno privi di fama, stimato con ottimismo che i soldi per pagare l'affitto basteranno per terminare le prove e mettere in scena l'Amleto, aver ingaggiato una, diciamo atipica, scenografa con le idee confuse e sperato che, in seguito al successo della rappresentazione, la chiesetta di Hope non verrà demolita, l'unica assente pare proprio la speranza.
Ma non svelerò altro. Dovete vederlo!
E' commovente senza sprecare fazzoletti, perchè altrettanto buffo e ricco di battute divertenti. Una storia semplice se vogliamo, d'amicizia, passione, scambio e spirito di gruppo, una trama che mostra quanto il teatro possa essere spaventoso e catartico, come un dramma elisabettiano si riveli attuale e intrecci insieme le vicende di personaggi e attori.
Voto: 9
E Mezzo, per le meravigliose inquadrature: ogni fotogramma meriterebbe un fermo immagine!
mercoledì 26 gennaio 2011
Some like it...
- Ho telefonato a mammà. Ha pianto dalla felicità. Ti darà il suo vestito da sposa, è di merletto bianco!
- Ma non posso sposarti con l'abito di tua madre. Vedi, io e lei... non siamo fatte allo stesso modo...
- Qualche colpo di forbice!
- Ah no! Te lo scordi! Osgood, voglio essere leale con te, non possiamo sposarci affatto!
- Beh, perchè no?!
- Beh, in primo luogo, non sono una bionda naturale.
- Mmh... non m'importa!
- E fumo! Fumo come un turco!
- Non m'interessa!
- Ho un passato burrascoso: per più di tre anni ho vissuto con un sassofonista!
- Ti perdono!
- Non potrò mai avere bambini...
- Ne adotteremo un bel po'
- Ma non capisci proprio niente Osgood! Aah! Sono un UOMO!
- Beh, nessuno è perfetto!
Non so voi, ma io lo trovo uno dei dialoghi meglio riusciti della storia del cinema...e se, per errore non aveste ancora visto questo film, fatelo! Commedia, gangester movie, proibizionismo, musica, risate, amore e trasgressione in poco meno di due ore.
Billy Wilder I love You
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