lunedì 6 giugno 2011

Pulp Rotoscope!

Avete visto Juno, di Jason Reitman? E' uno dei miei film preferiti.

Avete visto Yellow Submarine, di George Dunnings? Io no... cioè, non tutto...

Avete visto Valzer con Bashir di Ari Forman? Dopo averlo visto sono stata malissimo...

E Waking Life, di Richard Linklater?

E Biancaneve?

E Cenerentola?

E La carica dei 101?

E... potrei andare avanti all'infinito con titoli senza nulla in comune. Almeno in apparenza.
In realtà quelli elencati, qualcosa in comune ce l'hanno eccome: tutti quanti sono stati realizzati con il Rotoscopio, una tecnica di animazione utilizzata per creare figure umane realistiche, ricalcando i disegni da una pellicola precedentemente girata. (ok, per quanto riguarda Juno, si parla solo dei titoli di testa che però, sono assolutamente notevoli! Merito anche della canzone? Forse)

Tra questi titoli però ne manca uno... quello che ha tenuto impegnata me e altri 6 talentuosi cinici per tutta la giornata di oggi.

Dopo 8 ore trascorse davanti ad un meraviglioso Mac Pro, tenendo in mano la penna di una tavoletta grafica, dopo il commento dell professorone ("Cazzooo, si che rende!!" ndr), dopo altre 2 orette davanti al mio acerino a smanettare con il touchpad, posso affermare con estrema sicurezza che

IL ROTOSCOPIO E' UNA FIGATA PAZZESCA!!!

E posso quindi presentare, con immensa gioia ed impazienza:

La signorina Mia Wallace e il signor Vincent Vega

nel più colorato,
il più creativo,
il più dinamico,
il più divertente,
il più eclettico,
a tratti erotico...

Pulp  Rotoscope Fiction!

(o quantomeno, la scena del ballo...)

A breve, su questi schermi!


sabato 4 giugno 2011

Leggi un po' qua, signorina di sinistra!

E, come uno schiaffo in faccia, un caro amico mi passa questo link

http://www.facebook.com/permalink.php?story_fbid=152362684832175&id=1489441154#!/notes/questo-embrione-avr%C3%A0-pi%C3%B9-fan-di-emma-bonino/sapevate-che-nel-2008-bersani-sosteneva-oltre-al-nucleare-anche-la-privatizzazio/223718374306335

L'avevo già letto. Fatelo anche voi.

L'argomento in questi giorni è parecchio caldo. Tra poco più di una settimana saremo tutti chiamati alle urne per rispondere a quattro quesiti che credo noti ai più, quindi evito di elencarli. Grazie alla Corte Costituzionale tra l'altro, decideremo anche se dare il benvenuto all'energia nucleare in Italia.
Dopo mesi di bombardamento mediatico, tra articoli, servizi giornalistici, link, foto, un'idea me la sarà fatta anch'io in merito, senza nemmeno star lì a sforzarmi troppo.
ora, me lo deve venire a dire qualcun altro, in questo caso il Pierlu, dove apporre la mia ics o sono abbastanza grandicella da arrivarci da sola? Tra l'altro il buon segretario pare non abbia affatto le idee chiare. Tuttavia, se guardate bene, il link vi manda ad una pagina che ripudia l'aborto, stracolma di buoni principi e massime cristiane,vorrei sapere se colui che me l'ha gentilmente segnalata se n'è accorto... suvvia, sarà stato un errore di distrazione... spero!!!
Fatto sta che troppo spesso, in Italia si incappa in un equivoco che ritengo abbastanza grave: confondere le idee con il pensiero politico. Purtroppo, molte volte accade che questa confusione vada ad infulenzare la scelta di voto a un referendum, ma la cosa non finisce certo lì.
Prima di tutto, siete seriamente convinti che la mia scelta vada in un senso o nell'altro a seconda delle mie idee politiche? E quanto credete possa influenzarmi una parola giunta dall'alto?
Ricordo che nel lontano 2005 mi sentii rivolgere spesso una frase tipo "Tu voti SI perchè sei di sinistra, questo referendum è troppo politicizzato, io NON VOTO". A pronunciarla era più che altro gente di destra che, così facendo, confermava proprio ciò che voleva confutare. Io votai si, in quel caso si parlava della fecondazione assistita, perchè sostenitrice della libertà di scelta. E non dimentichiamoci che in quell'occasione l'allora presidente di AN Gianfranco Fini affermò, discostandosi dalle idee della sua ala politica, che sarebbe andato anche lui a votare. Le risposte poi non me le ricordo. Ma giudico ugualmente scemi tutti coloro che si fecero influenzare e andarono a votare solo perchè l'zvrebbe fatto Fini. (anche se poi in fondo avrebbero fatto il mio gioco).

Chiariamo un paio di piccoli concetti: prima di tutto affermare che io sia una "signorina di sinistra" è  un gravissimo, madornale errore. Perchè io, di politica non ci capisco niente! In secondo luogo, ammettendo anche che io sia "una signorina di sinistra", di sicuro tutto ciò non ha nulla a che vedere con la politica italiana odierna. Almeno una cosa credo di averla capita: in Italia non esiste una destra, così come non esiste una sinistra. Esiste forse un meno peggio al quale fare affidamento, ma ogni volta che mi è capitato, ho finito per rimanere delusa.
Ho degli ideali certo, ma purtroppo questi vengono delusi sia da una parte che dall'altra. Che poi forse, questi ideali si rispecchino (in un mondo appunto "ideale e utopico") in un pensiero di sinistra, questa è un'altra storia. Mi bastarebbe che qualcuno, nella stanza dei bottoni, dicesse una frase sensata, si comportasse in modo coerente e mantenesse le promesse fatte. Allora inizierebbe quantomeno ad essere degno di stima. Se poi mi trovasse anche d'accordo, non esiterei un attimo a donargli il mio voto, indipendentemente da dove sta seduto.
Di certo pensare che leggere quella paginetta abbia fatto improvvisamente crollare tutta la mia stima riposta in Pierluigi Bersani, portandomi a vagare nel più totale sconforto, è quanto di più lontano dalla realtà. Non ho mai riposto stima in Bersani... non ho mai nemmeno dato troppo peso alle sue parole... poi se casualmente i due pensieri convergono... è solo una pura coincidenza, senza alcun significato. Cerrto, sarei più sconvolta se la convergenza di pensieri avvenisse col nano B... al Pierlu semplicemente non do peso.
Continuo ad agire per quello che mi dice la testa.

Frequento una scuola pubblica perchè credo che la cultura sia un bene e un diritto di tutti e non una merce di scambio. 

Credo nell'integrazione degli immigrati, credo che debbano beneficiare degli stessi diritti e doveri degli italiani. E con questo intendo cultura, lavoro, cittadinanza e soprattutto rispetto della legge. E attenzione: integrare significa anche controllare. Mi suona così di destra questa parola... però...

Mi sposerei in comune perchè non mi riconosco affatto nei principi della chiesa cattolica. Ho dovuto leggere un brano tratto dal vangelo al matrimonio di mia cugina. per poco non vomitavo sull'altare tanta e tale era l'ansia che mi provocarono quelle parole... Poi, chi ci crede è degno di stima, ma come dico sempre, lo è di più se crede nella libertà di scelta.

Frequento i circoli ARCI perchè propongono eventi interessanti e li preferisco alle serate ignoranti dalle quali peraltro non mi astengo. Si, li preferisco anche perchè costano poco...

Mi taglio i capelli da sola perchè non ho i soldi per andare dal parrucchiere ctanto spesso. Ma se li avessi probabilmente li userei per viaggiare...

Indosso le converse perchè sono comode, sui tacchi cado...

E voterò Si a tutti e quattro i quesiti perchè credo sia giusto: l'acqua è prima di tutto un bisogno primario e un bene comune, non una merce di scambio. Trarne profitto non esiste, sarebbe come far pagare un euro (o una cifra qualsiasi) per ogni giorno in più che siamo vivi.
Per quanto riguarda il nucleare poi, pensiamo a Fukushima. E pensiamo al fatto che, come il Giappone, anche l'Italia non è estranea ai terremoti. Ma se in Giappone ci mettono sei giorni a costruire un'autostrada, qui, dopo due anni stiamo ancora aspettando che ricostruiscano il centro dell'Aquila... Una centrale nucleare qui in Italia? Ahahahahaah! Con cosa la costruirebbero poi, con la sabbia probabilmente! Se proprio qualcuno desidera la dolce carezza delle radiazioni sulla pelle, può sempre sperare in un bel disastro a Muhlenberg, in Svizzera. Sul legittimo impedimento poi... mi pare ovvio che la legge debba essere uguale per tutti, dai. Vorremo mica essere governati da criminali a piede libero? Ok, lo siamo già... non facciamo si che la situaizone degeneri, per favore.

Ad ogni modo, come vi dicevo prima, io di politica non ci capisco niente. E la chiusura vi farà passare ogni dubbio!

Un giorno qualcuno mi disse
"Smettila di parlare, conosco un modo migliore per continuare la serata"...

Una frase perfetta anche stavolta, se a dividerci fosse stata solo una bottiglia di Menabrea...

lunedì 30 maggio 2011

giovedì 26 maggio 2011

A scelta!

In quest'ultimo periodo le mie amiche, per svariati motivi, sono un po' inquete e insoddisfatte. Spesso mi capita quindi di starle ad ascoltare o consolarle.
So molto bene che la cosa meno gradita da una persona un po' giù di tono è sentirsi dire: "Ma di cosa ti lamenti tu... pensa a ME che..." *problemi a caso espulsi a mò di geiser* a cui di solito l'unica risposta possibile è un bel MA VAI A CAGARE!
Insomma, cerco di evitare. Poi però si finisce a confessarsi tutte e allora anch'io tiro fuori le mie turbe.
Peccato che, in quel momento cali il silenzio, interrotto solo da qualche timido "Eh beh... effettivamente... povera Carotina..."

Ho amiche estremamente buone e comprensive... o sto passando un periodo di merda... A scelta :)

lunedì 23 maggio 2011

Deliri e spritz

Verso mezzogiorno, sorseggiando il nostro spritz, io e 075 pensiamo a cosa fare il prossimo fine settimana:

075: Ehi, se vuoi domenica un mio amico organizza un pic-nic a Colico, vieni?

Carota: Certo! Io ADORO i pic-nic ALCOLICI!

075: -_________-
       A COLICO, COLICO!!

Houston... abbiamo un problema?!

domenica 22 maggio 2011

50 giorni insieme

Oggi ho voluto farmi male.
Oppure no.
Diciamo che, sotto consiglio di un mio compagno, detto "Il figaccio" (anche se secondo me assomiglia a Marty Feldman...), hmi son messa a guardare 500 giorni insieme.
E ho iniziato a farmi delle domande.
Non che il film sia brutto, assolutamente. Ben fatto, interessante, coinvolgente. Purtroppo però esistono momenti per guardare un film e altri in cui forse sarebbe meglio farsi una passeggiata, perchè altrimenti si finisce a pensarci troppo su.
Detto questo, l'avete visto? Se si, scrollate, se no leggete la parte in rosa.

Il narratore è eloquente: è la storia di un lui e una lei. Non è una storia d'amore. Tom e Summer si incontrano, si piacciono, decidono di frequentarsi. Uno dei due, visibilmente preso, inizia a farsi delle domande sul rapporto che sta nascendo, mentre l'altro la vive più "serenamente", senza voler dare alcuna etichetta ma ostinandosi ad affermare che NON SONO FIDANZATI. Dopo 290 giorni, la storia finisce. E non gridate allo spoiler perchè non è affatto così. Lo si capisce dall'inizio.


Ripeto, il film è davvero carino, piacevole, interessante da tutti i punti di vista. Però se mi facevo una passeggiata o continuavo a leggere la "Guida galattica per gli autostoppisti" (studiare no? naaah) era meglio.
E' da un po' infatti che ci penso:

Un bel giorno, il soggetto A e il soggetto B si conoscono. Il soggetto B (e questo è da specificare), più giovane del soggetto A, scruta quest ultimo e decide che farcisi un giro non sarebbe un'idea malvagia. Ogni occasione diventa perfetta per parlarci, anche la domenica mattina, presto, in chat. Iniziano a chiacchierare verso le dieci e si salutano solo all'ora di pranzo. Poi il soggetto B, forzando un po' gli eventi e, diciamolo, insistendo un po', invita l'altro a bere un caffè. Un caffè lungo due ore, fitte di chiacchiere e racconti. Poi, prendendo il coraggio a due mani B chiede ad A di uscire e ci scappa un mezzo bacio, sventato da A perchè, visto che si parlava di una birretta, arriverà a suo tempo, forse.
E quel bacio arriva, non prima delle solite chiacchiere, racconti e complimenti. 
I giorni passano. A e B continuano ad uscire insieme: vanno al cinema, passeggiano per musei, trascorrono interminabili pomeriggi al parco loro due da soli. Tuttavia, oltre a vedersi in queste occasioni, A e B s'incontrano tutti i giorni a lavoro/università dove i due riescono sempre a ritagliarsi una mezzìoretta da passare insieme. Però le cose cambiano un po': se parchi e musei vedono A e B sempre abbracciati, affettuosi l'uno con l'altra e ansiosi di sentirsi non appena tornati a casa, la presenza di colleghi/compagni rende B molto diverso. E' freddo, all'inizio sembra quasi che eviti accuratamente A e, anche durante quella mezz'oretta di intimità, continua a guardarsi in giro quasi preoccupato di non essere visto. Come se si vergognasse. All'inizio A pensa che sia normale. Non ha voglia di esporsi in questo modo. Col passare dei giorni però la cosa è più o meno palese a tutti, i quali tra l'altro apprezzano, tirano pacche sulle spalle e sembrano contenti della cosa. 
Ma, anche dopo un paio di settimane, nulla cambia: A e B continuano ad uscire insieme, parlano tanto, scorpono di stare davvero bene l'un con l'altro e, una volta distanti, si sentono spesso e continuano a scriversi cose tanto dolciose quanto probabilmente irritanti. Tra i due è B il vero poeta: trova che poter uscire con A sia un onore e lo definisce raggiante anche dopo una giornata da schifo, trascorsa in uno studio televisivo, coi fari puntati in faccia. Ora che c'è qualcosa di più, dice B, anche la routine sembra così bella.
Peccato che, una volta immersi nella routine, continuino a nascondersi come struzzi. O meglio, è B a farlo. Ma essendo tutti quanti ben al corrente della buona novella, iniziano a fare delle domande o a rivolgersi ai due come ad una coppia.
"Ma noi due NON SIAMO una coppia" tende sempre a precisare B, a gran voce.
 A non ama particolarmente questi atteggiamenti ma, non volendo dare un'etichetta alla cosa, preferisce viversela come viene, 
Inoltre, visto che fuori da quel postaccio immondo, senza colleghi tra i piedi (quindi non sempre soli, A e B continuano a vedersi e non crearsi il minimo problema davanti ad amici e conoscenti) tutto procede rosa e fiori, i due decidono di andare un po' oltre. Eddai che avete capito!
E niente sembra cambiare: A e B vanno avanti con le loro smielosità, cosacce, consigli e chiacchiere, addirittura davanti a qualche eletto collega. (magari le cosacce... quelle no dai!)
Per un po'.
Poi tutto cambia lentamente. I due si vedono sempre più di rado e sempre circondati da una folla esagerata di gente, il che raffredda nuovamente B e rende irritabile A, che inizia a lamentarsi della situazione. E non solo, nel senso che anche gli amici avanzano timide domande ad A, chiedendosi il perchè degli atteggiamenti dell'altro, ormai freddo come un tempo.
Finchè un giorno, al culmine della confusione e probabilmente anche della rabbia, A si sfoga.
 - Ma tu vorresti una storia seria? - domanda B
 - Come faccio a dirlo adesso? Sicuramente però, per come l'abbiamo vissuta, non mi dirai che son due botte e via...
 - No beh ovvio, però ora non voglio una storia, anzi, forse sarebbe meglio rallentare un po' le cose.

Ed ecco come si conclude la storia di A e di B, Non son stati 500 giorni, nemmeno 290. Facciamo 50. E facciamo anche che avete intuito di chi si parla, o meglio, avete capito benissimo chi è A, perchè di B non vi ho mai parlato. Se ve lo state chiedendo, B in questo caso è uomo. Fosse stata una donna, l'avrei compresa visto che certe cose al di fuori dell'IKEA non vengono accettate... Non ho specificato il gender semplicemente perchè A e B potrebbero tranquillamente essere uomo e donna e viceversa.
Ma ora passiamo a quel paio di domandine di cui sopra:
Perchè spararla così in alto, esagerando coi complimenti, rischiando addirittura di essere stucchevoli?
Perchè non viversi davvero le cose come vengono, senza dare etichette, nè in un senso, nè nell'altro? A volte le parole sono quanto di più inutile esista, è tutta questione di atteggiamento!
E poi allora, che cosa cazzo significa "rallentare un po' le cose? Perchè francamente io, anche dopo un po', non l'ho ancora capito.
Sarà forse una paraculata per non ammettere la realtà dei fatti?
E se così fosse, perchè non chiarirlo da subito? Mettiamo una situazione tipo:

Un bel giorno, il soggetto A e il soggetto B si conoscono. Il soggetto B (e questo è da specificare), più giovane del soggetto A, scruta quest ultimo e decide che farcisi un giro non sarebbe un'idea malvagia. Così, senza tanti preamboli, alla prima occasione infila la lingua in gola al soggetto A e i due finiscono a scosacciare selvaggiamente. Niente messaggi, niente complimenti, niente di niente. Amici come prima e se ricapita tanto meglio, altrimenti pace!

Non sarebbe stato molto più semplice?

giovedì 19 maggio 2011

Ricchi premi e cotillons ovvero: Eccentric Confused Cool Blog

Eccomi di ritorno dopo due giorni di vagabondaggi, lauree e lezioni. Accendo il pc, do un occhio al blog e cosa trovo?
*-*


Yeppiiiiiiiiiiiiiii! Eccomi alle prese con il mio primo, primissimo premio da quando sono su blogspot!
E che premio!
Davvero grazie, grazie, grazie a Eva Q. per avermelo donato!
Ok, passiamo alla parte pratica (e divertente!)

  1. Andate su Wikipedia e selezionate "Una voce a caso". Non importa cosa compare, quella sarà la voce del vostro premio. 
  2. Leggete la pagina (non necessariamente da cima a fondo) che vi è capitata sotto mano e così, banalmente, copiate le informazioni nel post che creerete per il premio. Il post dovrà contenere insomma una sorta di "Lo sapevate che...?" della pagina che a caso avete trovato su wikipedia. Non barate, non vale cliccare due volte sul link. 
  3. Al fondo del post spremete le meningi e cercate di ricordare se con quella pagina avete qualcosa a che fare. Aneddoti, ricordi, storie, fantasie, curiosità, qualsiasi cosa.
  4. Girate il premio a 5 dei vostri blog preferiti. E' concesso uno scarto di +/- 1 blog. (ovvero minimo 4 massimo 6, ma meglio 5.
Lo sapevate che... 
Karakorum (lingua mongola Каракорум) o Qara Qorum (anche K'a-la-k'un-lun, Khara-khorin, Kharakhorum, Khara Khorum in mongolo classico col significato di montagne nere) è un'antica città della Mongolia situata nella parte più occidentale della provincia del Ôvôrhangaj.
Fondata nel 1235 da Ögödei Khan, Karakorum rivestì il ruolo di capitale dell'impero mongolo per trent'anni fino al 1264 quando Kublai Khan trasferì la sede dell'impero a Pechino. Con la caduta della dinastia Yuan divenne di nuovo una capitale mongola nel 1368, ma venne distrutta dai Ming vent'anni dopo.
Le sue rovine sono situate nelle vicinanze della città mongola di Harhorin e del monastero di Erdene Zuu, e sono incluse nel paesaggio culturale della Valle dell'Orhon, un'area di rilevanza geografica e archeologica facente parte, dal 2004, dei patrimoni dell'umanità dell'UNESCO.


Ma forse non sapevate anche che...
Appena ho cliccato sul link di wikipedia, per poco non rotolo a terra dal ridere! Non ho nemmeno bisogno di spremermi le mening!
Dovete infatti sapere che Karakorum non solo è il nome di una città mongola, ma anche di una via Fantasma nella città di Milano dove, casualmente, è stato costruito il mio (oggi ex) polo universitario.
Mi spiego: la statale di Milano è dislocata in vari punti della città: le facoltà scientifiche si trovano nei pressi di Piola, le lezioni di medicina si svolgono in vari ospedali cittadini, scienze politiche è dietro San Babila e lettere e filosofia in Festa del Perdono (Fidipi for friends). Ma visto che Fidipi è un luogo troppo dispersivo, hanno pensato bene di creare un nuovo polo per gli tudenti di Beni Culturali. E quale posto migliore, ricco di arte e cultura, se non la fine di via Ripamonti, più precisamente via Noto? Appunto. 
Il paradiso di gru e cantieri. 
Ma cosa c'entrail Karakorum con tutta questa manfrina? Ecco, in effetti il punto esatto dove sorge il triste cubo grigio, conosciuto ai più come appunto via Noto, è in realtà via Karakorum. Ma solo pochi assidui frequentatori lo sanno, anche perchè questa via non la troverete nè sul tuttocittà nè tantomeno su googlemaps. Tuttavia l'ubicazione è significativa. I primi giorni di lezione parecchi studenti si chiedono come mai le aule, così, si chiamino K01, K02... K33... K sta per Karakorum. Ma lo scopri solo dopo un po' che ci vai. 
Insomma, per cinque lunghi anni, questa fantomatica via Karakorum è stata teatro di gioie, sconforti, esultazioni dopo gli esami, amicizie e conoscienze, amori e bisticci, nonchè un nido caldo dove andarmi a rifugiare e un posto confortevole dove asciugare le calze dopo una maratona nella neve!
Ma già ve ne parlai...


Ora è giunto il momento di premiare i miei cinque favoriti. Mumble mumble... 
The winners are
 - Il ruggito del pulcino
 - La difficile convivenza con la mia mente
 - In lungo e largo
 - Pochi cazzi
 - L'apprendista libraio


Bene amici, tornerò sui miei fastidiosi libri di montaggio...
Adesso però è il vostro turno!


PS: dalla regia dicono che il Karakorum sia anche una catena montuosa, sempre mongola... beh si, però a me è uscita quell'altra voce... colpa del random!

domenica 15 maggio 2011

Contest Fotografici

Care ostrichette è tempo ormai di chiacchierar.
Di cappellini di chiffon, di cavoli e di re...
e di Contest fotografici! 


La Carota è oggi lieta di presentarvi *rullo di tamburi e squillo di trombe* un blog nato per gioco, una sfida tra due amiche che hanno deciso di diffondere la competizione a chiunque abbia voglia di mettersi alla prova con la fotografia.
Chi può partecipare? 
Tutti voi, con qualsiasi mezzo vogliate, purchè in grado di fotografare. Anche un cellulare, va!
Come?
Inviando le fotografie a inviacilatuafoto@gmail.com

Una volta al mese (e speriamo di rimanere costanti) verrà proposto un tema, più o meno specifico a seconda del momento e dell'ispirazione. Quando il tempo per inviare le foto scadrà, verrà pubblicato un sondaggio.
In effetti ancora non è chiaro COSA andrà in premio al vincitore... la gloria? Per adesso temo di si, ma le idee non tarderanno. 
Dunque abbiamo bisogno di voi e vi attendiamo numerosi!


http://contestfoto.blogspot.com/

;)

Berlino, deh

Fresca di feste celtiche e scottata dal sole biellese, la Carotina è pronta a rifare i bagagli e partire di nuovo. Stavolta però è fuggita più lontana e vi è rimasta più a lungo. Non quanto avrebbe voluto, ma fin troppo per riflettere ed arrivare a conclusioni che avrebbe preferito non arrivassero mai.
Ma di questo parleremo più in là.
Ora è tempo di raccontare per bene i quattro giorni passati!

Berlino è decisamente una città punk!
Se Londra è una folk di classe, Berlino a confronto è rozza, fredda, ma colorata, vivibile, alla mano. Una città che a prima vista spaventa e rattristisce, colma di palazzoni alti e spogli, grigi e marroni. Ma vissuta un po' più a fondo si rivela un luogo amichevole, divertente, a misura d'uomo.
Tre giorni scarsi son fin troppi per capire quanto noi milanesi siamo indietro. Berlino è immensa ma, fornita di una fitta rete di mezzi, in poco meno di un'ora l'attraversi da parte a parte. Non ci sono tornelli nè barriere in metrò, ma sai che il biglietto lo hanno tutti. I controllori gironzolano in borghese, dicono... io non li ho mai visti, ma pagare sei euro di giornaliero è un piacere se sai che viaggi su poltrone morbide e pulite, con la certezza di arrivare a casa sano e salvo, nonostante i tuoi compagni di viaggio siano individui di dubbio gusto, muniti di bottiglia di birra. E di biglietto, ovvio!

A Berlino non hai mai fame... o meglio... ogni scusa è buona per essere affamati: non percorrerai mai una via senza incontrare un baracchino di currywurst, un take away, un fast food. E scendendo in metrò non mancherà il baracchino di frutta fresca, quello dei noodles, la bancarella dei pretzel. Torni che sei quadrato, provi ribrezzo al solo sentire odore di patatine fritte e passeranno settimane prima di sentire la voglia di kebab.
Che poi noi, è con kebab e cheeseburger che abbiamo aperto le danze. Erano le dieci del mattino. Ancor prima di mettere piede in ostello scorgiamo un'insegna appetitosa e, senza pensarci troppo su, ci buttiamo dentro. Avevo talmente fame, che di panini ne avrei mangiati due... ma era pur sempre il primo giorno...
Ieri ho scritto un sms alla mamma "Senti, per favore, almeno fino a nuovo ordine NIENTE PATATINE. NON LE VOGLIO PIU' VEDERE. NEMMENO DISEGNATE"

Berlino è immensa...
Se hai tre giorni e tanto da vivere e vedere, a malincuore devi scegliere. Siamo partiti in otto, abbastanza saggi da archiviare la filosofia del "le cose le si fa tutti insieme" ma non quella del "La notte è ancora cciovane". 
Non potevo esimermi dal visitare l'East Side Gallery, ho trascinato tutti a Potsdamer Platz, non di sera purtroppo, ma di giorno è ugualmente bella, però lo Jüdisches Museum è stato archiviato. L'idea iniziale era di girare a piedi, dare un occhio all'isola dei musei e poi diretta a Mauerpark, insieme alla mia fida compagna di sventure. Ovviamente così non è stato. Perchè se la città è gigante e la tua cartina minuscola, tutto ciò ti disorienta. Effettivamente le indicazioni non facevano una piega ma, addentrateci in un parco, dopo aver deciso di dar tregua alle stanche membra per qualche minuto, archiviamo la proposta. Quello non era il giardino dell'isola, ma il cortile del reparto geriatrico di un ospedale sconosciuto. Gara di carrozzelle? Più tardi, adesso vediamo di raccapezzarci. 
Ed eccoci finalmente alla Alte Nationalgalerie. Non volevo chiudermi in un museo, ma Canova, Rodin, Friederick, Von Stuck valevano almeno cinque euro del biglietto. Gli altri cinque ce li ha messi Franz Kruger, con la sua meravigliosa Parata all'OpernPlatz, i mille dettagli minuziosi, il mio quarto d'ora di ascolto con l'audioguida. 

So che non ho fatto il mio dovere di turista diligente, ma la sfida Tacheles vs Garten der Welt è finita 1 a 0 per i giardini. 
Ubicati in un limbo a metà tra Cesano Boscone e PleasentVille...
Dopo chilometri a piedi tra palazzoni e villettine curate, con la staccionata e il ragazzino in bici che consegna la posta, io e la mia fida compagna di sventure abbiamo raggiunto il paradiso. Tante piccole ricostruzioni di giardini orientali circondate da stradine ben curate e l'erbetta all'inglese. E noi che speravamo di svaccarci sul prato! Illuse. Anche fumare una sigaretta sedute su una panchina provoca i sensi di colpa... Ho provato almeno più volte a scrivere due parole in più ma senza risultati. Garten der Welt dev'essere visto per capire la serenità che infonde.  

Se già è complicato scegliere cosa vedere di giorno, ancora di più lo è per la notte.
Prima di tutto: si vive di notte o di giorno? No! Non si può scegliere. Non a Berlino almeno. Nemmeno una narcolettica come me. 
Quando ricapita di camminare per le strade costeggiando tante case occupate da giovani festaioli? Che poi l'idea di imbucarci ad una festa, a me è anche venuta in mente. Ma la prima sera in effetti ero un po' stanca. E il giorno dopo abbiamo optato per una serata drum'n bass, sala piccola, musica meravigliosa, tanto spazio per ballare e chiupiti economici. Bilancio di ubriachi molesti allontanati con scortesia: zero! Il tutto conclusosi alle quattro con ritorno in tazi, senza sperperare troppo. 
Qui da noi è fantascienza!

Raccontare tutto, ma proprio tutto è impossibile. Troppe cose in poco tempo e soprattutto, all'alba delle undici e mezza la Carota, reduce da un after in compagnia dell'uomo fonico (quello dei mattoni...), oggi uomo con la bombetta, raggiunge le trentasei ore di veglia, che hanno visto nell'ordine:
 - pranzo al KFC
 - passeggiata a Garten der Welt
 - cena con noodles e cheeseburger a mezzanotte, alla faccia del cibo sano
 - brindisi con tequila sale limone per il compleanno della Carota (meglio tardi che mai)
 - ebbrezza riflessiva e confidenze spinte
 - proposta di matrimonio da parte di un londinese, tale David
 - volo per milano
 - varie ed eventuali poco interessanti perchè accadute in quel di Milano

Ma prima di collassare definitivamente tra le lenzuola, la perlina di ieri va raccontata!
La Carota e fida compagna di sventure, di rotorno dai giardini, prendono l'ascensore. Con loro, due corpulente sconosciute. 
 - Mmh... quell'imbarazzo che aleggia in ascensore... - dice la Carota.
Poco dopo, in cerca di cibo, le due salgono di nuovo sull'ascensore che, fermatosi qualche piano più giù, fa salire due giovani ingelsi. Silenzio imbarazzante...
- How embarassing being on the elevator with people you don't konw  - dice uno di loro 
- Uh... si diceva poco fa - ricorda la compagna di sventure.
Sempre lo stesso inglese all'amico:
 - I think she just called you gay!
 - No!
Carota e Compagna scoppiano a ridere come due idiote, seguite dagli inglesi.
Aah! Essere italiane significa poter dire tutto, ma proprio tutto, in piena libertà.
Essere inglesi NO!

domenica 8 maggio 2011

Di Beltane e carote bollite

Venerdì mattina, valutando la situescion, ho deciso che, prospettandosi un week end abbastanza deprimente, forse non era il caso di star lì a contare le monetine, smetterla di pensarci troppo su e confermare dunque la mia presenza per il fine settimana.
Quando ho bisogno di staccare un attimo e (lo so, non è maturo ma a volte aiuta) lasciarmi indietro pensieri troppo tristi e spenti, non c'è niente di meglio che una bella festa celtica! Anzi, non è che le cose stiano proprio così, solo ogni volta che ne organizzano una, io nel mentre organizzo lo scatafascio della mia vita. Quindi comunque la si voglia mettere, le due cose coincidono e io vedo bene di rilassarmi e non pensarci troppo su.
La prima volta toccò a Nubilaria, mentre ero in lite con la mia ipocondria cronica, per poi scoprirmi in lite con mia madre... stavolta invece è toccato a Beltane e ai miei cinici conflitti.
Che fare? Rimanere a casa a deprimersi per poi decidere di dare una svolta alla propria vita, magari mandare all'aria l'armadio, lanciare peluches e vestiti sul pavimento, tagliarsi la frangetta e tingersi i capelli, il tutto accompagnato da "American Girl", o unirsi all'allegra compagnia, prospettando due giorni di festa nel bosco, ricostruzioni storiche, fuochi, folk irlandese, musica magia e idromele? (le ultime tre erano scritte all'ingresso...)?

Trattandosi di una domanda retorica, passiamo oltre. 
Cos'è Beltane?
Beltane, o Beltaine è un'antica festività gaelica coincidente con il giorno a metà tra equinozio di primavera e solstizio d'estate, nonchè il nome irlandese del mese di maggio e primo giorno di primavera in Irlanda. Per le popolazioni celtiche Beltane segnava il tempo della fine dell’inverno e l’inizio della metà luminosa dell’anno, ed era la grande festività dedicata ai riti di fertilità e alla propiziazione dei futuri raccolti.
Oggi Beltane è una festa che vede riuniti membri di clan storici, appassionati più o meno inseriti nell'ambito, metallari, famigliuole e gente d'ogni sorta, accampata in una grandissima valle circondata da alberi. Durante il giorno vengono organizzati combattimenti, matrimoni (senza alcun valore legale, ma ugualmente affascinanti, essendo celebrati in costume e sotto le fronde degli alberi), workshop per i bambini. Di sera concerti, balli, accensione di fuochi sacri. Di notte sconosciuti che diventano immediatamente amici inseparabili, gente che urla a caso e molto altro ancora!
In pillole: una meraviglia.
Se non fosse per un piccolo particolare: sarà che è la festa della primavera (notoriamente a metà tra l'inverno e l'estate), sarà che tutte queste cose meravigliose avvengono in una vallata situata ad altitudine notevole, fatto sta che l'escursione termica tra giorno e notte è talmente elevata da far passare davvero quattro stagioni in un giorno solo. Se col sole ci sono 30 gradi, non appena questo cala, inizia l'ibernazione.
 - Portate tanti bei maglioni pesanti!
Fu il consiglio di un'amica esperta.
 - Ma si, mi porto quei due che metto d'inverno. Ma col giacchino di pelle suvvia. E' pur sempre maggio...
Appunto. Ore 2, reduce dal pogo e da una mezz'ora attorno al fuoco, di maglioni ne avevo 3. Raccattati in giro grazie a gente più avveduta.  
Ma è stato ugualmente bello.
Bello il paesaggio, bello il labirinto riflessivo, vero che io mi aspettavo una costruzione gigantesca, mentre si è rivelato un labirintino disegnato coi sassi, ma le risposte che volevo me le ha fornite tutte. Belle le bancarelle e meravigliosa la mia nuova coroncina di fiocchetti e girasoli, era tanto che ne volevo una... 
Musica meravigliosa! Ringrazio *gruppo a caso di cui ignoro il nome* per aver suonato ben quattro pezzi dei Flogging Molly che pur essendo io minuscola e priva di saldo equilibrio, mi han convinta a lanciarmi in un pogo di manzi. Per due volte sono volata per terra e per due volte sono stata prontamente recuperata dai suddetti manzi. Niente lividi ma alla fine lì in mezzo si era tutti grandi amici. 
Bellissimo il fuoco sacro, soprattutto se ci son 10 gradi e l'umidità (nonchè la nebbia) fa si che tu ne percepisca 2... 
Meno bello è stato svegliarsi alle sei del mattino, eliminando uno strato per volta, decidendo infine di archiviare l'intera parure di coperte, con l'amico che impreca fuori dalla tenda:
 - Accidenti, adesso questo sacco a pelo è da buttare! *più versi a caso censurati*
E sorvolando i dettagli, diciamo che birra, idromele, vino, altra birra, altro vino e altra birra sono stati complici della dipartita del sacco. 
Che meraviglia, dopo una notte così gelida e quel brusco risveglio, uscire dalla tenda baciati dal sole, sdraiarsi sull'erba e chiacchierare per ore con quelle amiche che ultimamente vedo sempre più di rado, capire quanto mi mancano e decidere che forse sarebbe il caso di farsi vedere più spesso perchè con loro si sta davvero bene. Rialzarsi dal prato e mostrare con orgoglio (tutte quante, nessuna esclusa) un meraviglioso colorito aragosta su gote, spalle e schiena. Le gambe sono bianche ma chissene frega, almeno io non ho il segno della t - shirt (hihihi)
Bellissimo scoprire finalmente il vero significato della legge dei grandi numeri, applicarla alla serata - perchè oggi come ieri questa è la festa della primavera e della fertilità - e scoprire di essere l'eccezione!
Evviva!
Amo le feste celtiche. E adesso che vi ho resi partecipi di questa mia passione, è quasi ora di andare a dormire. Domani devo tornare in quel postaccio, non ho voglia di andarci e non voglio pensarci. 
Vado a mettere il doposole, va!

mercoledì 4 maggio 2011

Flashy Party Clouds

La prima volta che feci il laboratorio di animazione con Flash arrivai a scuola con un cerchio alla testa (probabilmente perchè la sera prima avevo fatto le 3? forse! Brava Carota, brava!) che durante il giorno si trasformò in un martello pneumatico a intermittenza. Alquanto fastidioso, se si pensa che avrei dovuto passare l'intera giornata davanti ad uno schermo e utilizzare un programma a me totalmente sconosciuto. Impazzii fino alle 4, poi mi venne un'idea geniale e riuscii ad animare si e no cinque secondi di immagini, sincronizzate ad una musichetta che però stavo ascoltando dalle 11. Non andò troppo bene...
Ritentando una seconda volta, (cioè oggi) forse qualcosa sono riuscita a combinare.
Ed ecco a voi il prodotto di una mente creativa dopo sette lunghe ore trascorse davanti ad uno stramaledettissimo Mac (ebbene si, dopo tutto quel tempo, anche un mac può rischiare di ambire a tale ignominia...). L'idea è appunto quella di sincronizzare la musica alle immagini.

Ascoltatela anche voi settanta volte. Vi sfido!


domenica 1 maggio 2011

Il citofono è un oggetto vintage!


Guardate un po' cos'ho trovato qualche mattina fa mentre cazzeggiavo qua e là per il web anzichè studiare... 

E mi è venuta in mente una cosina: 
Al Telefono: "Pronto, casa *Cognome a caso*? Sono la Carotina, potrei parlare con *nome a caso*?"

oppure

Al citofono: "Carotina, scendi in giardino a giocare? Dai, ho i pattini, porta la bici!"

Non è un po' triste?

martedì 26 aprile 2011

Perspicace B.

"Se fossimo andati adesso, a quel Referendum, il nucleare in Italia non sarebbe stato possibile... per anni e anni!"

Evviva la sovranità popolare! Evviva la democrazia itaGLIana





Note perle pasquali

Pasqua, come tutti ben sanno, è una festa da trascorrere in famiglia. Sebbene Elio dica "Christmas with the yours, Easter what you want", il parentado si fa sentire e reclama la sua presenza. indi per cui noi, famiglia di via Noto, la pasqua l'abbiamo festeggiata insieme. (ok, io sono arrivata dopo pranzo, non ho resistito agli occhioni supplicanti di madre "ma oggi viene la nooooonnaaaa...")Arrivo a casa Waldorf (teatro di pranzi, cene e feste sempre rigorosamente divertenti, cariche di cibo vino rovesciato sulla tovaglia) che erano già tutti belli pienotti. Dopo aver commentato il ginocchio dolorante e fasciato della Q che l'altra sera è caduta su un limone mentre io non ne ho raccolto nemmeno uno, ci sediamo tutti sul divano, cheesecake e vinello alla mano.
Da questo momento iniziano a cadere perle di saggezza e ilarità come se piovesse. Le meglio perle che i Notorious abbiano mai sfornato da 3 anni a questa parte.

Perla 1:

"Sorry, can I have a Plastic To Have Sex?" discorso di C. riportato dalla Waldorf, raccontandoci di alcune sventure avvenute in India: C., interrompendo un momento molto caldo, si trovava in farmacia e un vuoto di memoria le aveva impoedito di dire Condom. Per fortuna il farmacista ha capito.

Perla 2:

Giocando a Trivial, viene posta la domanda "Come mai l'italia non vinse nemmeno una medaglia durante le olimpiadi del 1904?"
Non eche fosse il mio turno, ma perchè perdere l'occasione di sfoggiare tanta saggezza? Così tutta orgogliosa, dico: "Ma è ovvio! L'italia non esisteva!" seguito da una risatina compiaciuta... -.-

Perla 3:

C. telefona alla Nisba interrompendo un'animata discussione:
N: Ciao! Stavamo parlando di preti pedofili!
C: Ah, ok... senti, ma alla fine chi viene a fare un giro in colonne?
N: Si, giusto... Ecco, io non vengo... degli altri viene... *Nisba fa un breve sondaggio*... Nessuno! *sorride*

Queste sono solo alcune delle esternazioni di saggezza regalateci dalla Santa Pasqua in famiglia. Ma ce ne sarebbero molte altre che ora ahimè sfuggono.
Amici miei, ma quanto vi adoro? Se non fosse stato per voi, quest'anno la Pasqua sarebbe stata un giorno come un altro.E' così ello passarla in famiglia!
E soprattutto... senza di voi non avrei mai realizzato di sapere cosa sia un Radiante... nè scoperto che la sfida tra le Ssquadre di calcio Tre penne e Tre fiori avviene nella Repubblica di San Marino... peraltro gemellata col Venezuela...

lunedì 25 aprile 2011

Liberazioni


Mi aspettavo secchiate e secchiate d'acqua. Un po' come quand'ero alle elementari e il 25 aprile, rigorosamente pioveva. Ricordo un fiume di ombrelli colorati e la folla festante. Non mancava mai qualche maschera del B. corredata di *parte del corpo a caso tenuta lontana dalla luce del sole*. Non mi era ancora ben chiaro il tutto, pian piano ci spiegarono com'era andata.
Oggi invece il sole ha deciso di fare una breve ma intensa comparsata e sviare tutta la folla festante verso chissà quali luculliane grigliate, sicchè eravamo davvero in pochi, ma pur sempre allegri, danzanti, con tanta voglia di ricordare e liberarci un po' anche noi!
Perchè ultimamente sono davvero tante le cose di cui potrei fare a meno, come ad esempio l'idea che la cultura non paghi, che sia solo appannaggio della sinistra, e per queste due ragioni, un peso del quale si può fare tranquillamente a meno. Che poi basterebbe soltanto dare un occhio alle statistiche, esaminando la proporzione tra livello culturale e prodotto interno lordo per rendersi conto che i fattori sono direttamente proporzionali (e dare un occhio all'ultima frase per rendersi conto che prediligo le materie umanistiche, tuttavia dai, credo d'aver reso l'idea... ).
E' pur vero che la maggior parte delle volte questa "cultura" è intesa come... skills... mi viene il termine inglese anzichè quello italiano... ('naggia!), mmh conoscienze pratiche, scienze applicate, medicina, ingegneeria, astrofisica, architettura, escludendo totalmente le lettere e l'arte. A cosa servono? A nulla! Senza alcuna intenzione di plagio nei confronti della Q, ricordo il giorno in cui arrivammo in Abruzzo e ci chiesero se tra noi ci fosse un dottore.

Il capo gruppo tutto orgoglioso, indicando me: "Lei! Lei è dottoressa!!"
Io, smorzando gli entusiasmi: "Si, in beni culturali..."
L'altro, affossandomi definitivamente "Ah beh chissene frega allora!"

Ecco, capite? S'è mai vista una casa costruita con pile di libri? S'è mai visto un malato curato con dosi giornaliere di film d'essay? E non tiriamo fuori la cromoterapia, è un argomento scorretto e del tutto fuori tema!
Quella cultura forse è anche vero, non paga! Ma immaginereste voi la noia se mancasse del tutto? Mi manca la scenetta spiritosa e sull'apocalittico andante da piazzare a questo punto, lascerò all'immaginazione del prossimo l'idea di un mondo senza libri, senza musica, nè cinema, nè arte. Mmh per favore anche no!
Purtroppo però, visto che le cose sembrano stare proprio così, quella cultura pare essere un peso sulle tasche del comune, stanno pensando bene di eliminarla del tutto, tagliuzzando qua e là fondi casualmente destinati alla nostra scuola. Ecco spiegato il motivo della politica autoritaria, dell'affidamento di incarichi al primo incompetente che capiti a tiro, della totale mancanza di un programma e dello stipaggio di centoquaranta polli in un minuscolo spazio vitale. Che poi ora saranno meno di cento...
Eco spiegata la situazione insomma.
Ma la nomina del nuovo direttore non è ancora sufficiente a riportare le cose com'erano ai tempi d'oro, ci vuole qualcosina in più, tipo un bel cambio di rotta alla città di Milano. Ma voi ci credete?
Mah... per sapere la risposta bisogna aspettare. E così io attendo la mia liberazione, che avverrà, SE avverrà, il 16 maggio.
Speriamo!
Buon 25 a tutti voi!

sabato 23 aprile 2011

The Boat That Rocked!

La sera che guardai "Nel bel mezzo di un gelido inverno", non solo vidi il film due volte ma, colpita dall'enorme talento registico del signor Kenneth Branagh decisi di andarmi a spulciare l'intera sua filmografia e scaricarmela per intero. 
Essendo conosciutissima per la coerenza impeccabile, il primo titolo che corsi a cercare non vedeva mica il signor Branagh come regista, bensì come attore. Trattavasi di "I love Radio Rock".
Era gennaio.
Sto ancora aspettando. 
Non so bene a chi debba rendere grazie per quest'attesa, se alla solerzia del mulo o al coma semi irreversibile in cui cade il mio acer una volta lasciato in standby, abbandonando qualsiasi connessione col modem e l'intero mondo circostante (un hurrà all'HP che quantomeno sveniva connesso). Sta di fatto che ieri l'attesa ha iniziato a pesare. 
E' successo che l'altra sera casulmente avessi deciso di rivedere Love Actually, così, per deprimermi quel tantinello che basta, o forse per ricredermi a riguardo. 
Risultato: 
mi sono depressa
non mi sono ricreduta, 
mi sono innamorata di Billy Nighy. 
E da brava studentessa diligente ne ho consultato la filmografia. Chissà quale titolo figurava mai tra i tanti... ebbene si, proprio quello. 
Eh no, adesso andava visto!
Avendo scoperto da poco (perchè qui oltre che coerenti, siamo sempre up to date...) le gioie infinite di Megaupload, non ho faticato molto a trovarlo. E decidere che il pomeriggio sarebbe stato più produttivo in compagina di Kenneth e non di Aldo Grasso. 

Risultato: l'attesa è valsa tutta!
Il film intreccia le vicende personali dell'adolescente Carl con quelle della radio ai tempi del monopolio. Erano gli anni '60, l'epoca d'oro del rock e, se la BBC ne trasmetteva non più di mezz'ora al giorno, l'indottrinamento musicale spettava dunque alle radio private. Radio Rock trasmetteva da una barca in mezzo al mare del nord. Carl, introdottovi dal padrino Quentin, gestore della radio, conosce gli altri deejay, partecipa alla vita della radio e conosce la bella Marianne.
Se filasse tutto liscio, sarebbe fin troppo noioso. Sulla nave è Gavin, il deejay figaccio, a dare una votta di vita a tutti quanti, mentre all'esterno, il governo inglese cerca in tutti i modi di sabotare le radio private, Radio Rock in particolare (eh, se no il film s'intitolava in un altro modo...). 

Se con Love Actually Richard Curtis ha ciccato in pieno (che poi, per me ha ciccato in pieno, ma esiste anche qualche malcapitato fan delle storie romantiche e mal intrecciate) qui penso abbia dato il meglio. A cominciare dal cast, che tra l'altro è ampiamente riciclato dal precedente film. Ma con l'aggiunta del meraviglioso Rhys Ifans, sicuramente vi ricorderete di lui per la magistrale interpretazione di Spike "Chiappe! Sode!" in Nottingh Hill. Ecco, lì era uno sfigato colossale, adesso invece, se si mettesse una maglietta con la scritta "Prendilo qui", non avrei dubbi. A sto giro lo hanno vestito meglio comunque. In perfetto stile british dopo un accanito giro di shopping a Camden Town. I costumi, in generale sono meravigliosi, curatissimi e perfettamente studiati. Le scenografie con loro. Nel senso, non mi sento in grado di giudicare. Diciamo che se dovessi riarredare la stanza mi ispirerei senza pensarci troppo alla radio - nave. 
In ultimo, vorrei spendere due parole a favore di Branagh, motore scatenante di tutta la faccenda peraltro (la MIA faccenda, se non fosse stato per lui, io questo fimo non l'avrei mai visto). Se come regista è superlativo, come attore non è da meno. Poi, merito della versione italiana, non avrebbero potuto scegliere doppiatore più adatto! 
Adesso mi aspetto, visto che sempre di regista si tratta, di vederlo come guest star a dirigere Gli occhi del cuore! Sarebbe il massimo!

domenica 10 aprile 2011

1984 - 2011

LA GUERRA E' PACE
LA LIBERTA' E' SCHIAVITU'
L'IGNORANZA E' FORZA

Ho visto cose che Orwell non riuscirebbe nemmeno a immaginare. però sulla faccia del Grande Fratello il vecchio George ci aveva azzeccato. Troppo facile, ogni grande dittatore possiede dei baffi di tutto rispetto e a Lui sicuramente mancava il physique du role. O forse era figlio unico. fatto sta che lì non ce l'hanno voluto e l'hanno congedato con una bella stretta di mano, per prenderne un altro, che almeno un fratello ce l'aveva. Altrimenti che Grande Fratello sarebbe stato?

Domani andrò a scuola con una tutina blu. E una fascia rosa ben stretta sui fianchi. Giuro!



giovedì 7 aprile 2011

Il critichese non mi s'addice

Dopo aver visto (per la prima volta... si lo so, sono vergognosa) 
LA CITTA' INCANTATA 
di Hayao Miyazaki, 
di cose da dire ce ne sarebbero davvero tante: una trama appassionante, personaggi poliedrici che non rispecchaino affatto il nostro ideale di buoni e cattivi ma, come è tipico della filosofia giapponese, incarnanti sia il bene che il male, eroi passivi, catalizzatori e loro stessi pronti a cambiare, il tutto realizzato con una grafica davvero eccezionale: un insieme di 3D animation e animazione tradizionale che se mantiene i personaggi stilisticamente molto semplici, non si risparmia affatto per sfondi, ambientazioni e paesaggi...

Tutto questo è critichese e a me il critichese non si addice (infatti sono sicura di aver ripetuto almeno 2 volte lo stesso aggettivo perchè la saccentella non la so fare...).

Ciò che davvero vorrei condividere con voi è...

l'amore istantaneo e incondiionato per...

LE PALLINE DI FULIGGINE!



Non sono adorabili? Le voglio. E metterò su un businnes!!!

lunedì 4 aprile 2011

Sassi? No, mattoni!

A volte, ormai fin troppo spesso, soffro di vuoti di memoria improvvisi. L'altro giorno ad esempio non mi ricordavo come si chiamava l'attore a cui dobbiamo capolavori quali Spartacus e Some Like it Hot (bella roba eh, non solo perchè, in quanto studentessa diligente di Cinema, di risposte come queste dovrei snocciolarne a quintali, ma soprattutto perchè qualche post addietro mi sono anche vantata di come Some Like it Hot sia uno dei miei film preferiti! Che vergogna...), oggi invece il dubbio che attanaglia la mia mente con parecchia insistenza da circa... sei ore è di altra natura. Sempre di cinema si tratta (e la vergogna sale...)

Tutto ebbe inizio all'incircca alle sedici e quindici, terminata la proiezione della pellicola odierna, tutti allegri e un po' cotti ci recammo a fumare sul marciapiede antistante la scuola. Come di consueto, la conversazione si ornientò verso i più svariati argomenti, quali massaggi, l'improvvisa dipartita dell'ultimo filtrino, peso ottimale del bagaglio a mano, macarons ed altre prelibatezze (guardate la foto e SBAVATE, sono buonissimi), il cielo sopra Varese, varie ed eventuali. Capite anche voi che, quando giungemmo a disquisire sulla limpidezza dei cieli varesotti, le sedici e quindici erano passate da un pezzo. I superstiti, oltre alla sottoscritta erano quattro, ma essendo il marciapiede davvero stretto, tutti insieme siamo riusciti ad occuparlo per intero, attirando come sempre le ire dei passanti, costretti a fare lo slalom. Quelli incazzosi ci pigliano direttamente a borsate, di solito le più agguerrite sono le vecchiette.

Oggi lo schiaffo della vecchia è toccato all'uomo fonico che, tramortito si gira verso di noi, grato di non aver fatto la fine del cassonetto poco a fianco (abbattuto completamente dalla dolce vecchina e giacente sulla finacata di una yaris) e da inizio alla tragedia:

 - Ahia! Cos'aveva quella in borsa, i sassi! - sguardo pensieroso - Si, come in quel film... "Cos'hai nella borsa, i sassi?" e lei "No, mattoni!"...

Da quel momento la fatidica battuta del film si è insinuata nel mio cervello aprendo uno spiraglio chiuso da mesi... anni forse, senza però dare spazio ad ulteriori illuminazioni. Infatti... di quale film? Ho iniziato a domandare in giro se per caso qualcuno dei presenti si ricordasse il titolo, l'attore, l'attrice protagonista... qualcosa insomma che potesse estirpare questo dubbio esistenziale ma niente.

Tornando a casa ho anche cercato su wikiquote ma il risultato è stato vano. Così ho iniziato a ragionare (sempre senza trovare risposte) e mi son detta che probabilmente in quel dannato film la scena apparteneva al primo incontro di una futura coppia... lei raccoglieva mattoni non certo per darli in testa agli sconosciuti molesti, bensì per ricostruire un pezzo di casa sua... il muro? Il tetto? Il vialetto? E quasi sicuramente dopo quella botta, il protagonista maschile si era procurato un bell'occhio nero, medicato con amore dalla bella (?) sconosciuta o qualcun altro...

Insomma, non sperate di trovare la soluzione alla fine del post perchè non sarà così. to ancora pensando intensamente, senza poter contare sul magico aiuto di google.

Quindi lo chiedo a voi... me la date una mano?

domenica 3 aprile 2011

10 cose o forse più

Roberto Saviano, nel libro che raccoglie le storie di Vieni via con me, inisieme a tanti altri, scrive l'elenco delle dieci cose per cui, secondo lui vale la pena vivere.

Dice:


«Sono da sempre attratto dagli elenchi. Un giorno mi piacerebbe scrivere libri di elenchi. E sono sicuro che l'elenco delle cose per cui vale la pena vivere è un esercizio fondamentale per ricordarsi ciò di cui siamo fatti»

L'articolo di Repubblica in realtà è del 1 marzo, ma visto che qui siam sempre up to date e soprattutto ricettivi, se del libro avevo sentito parlare appena uscì, l'elenco mi è giunto all'orecchio solamente ieri, mentre ero al parco a godermi questo meraviglioso sole. E mi ha riportato immediatamente al finale di Manhatta, quando Isaac, sdraiato sul divano elenca i suoi motivi per cui vale la pena vivere. Dev'essere ottimistico, dice.


Ci ho pensato molto, la trovo una riflessione interessante e per nulla scontata. Non è difficile trovare dieci cose da scrivere in una giornata così luminosa. 

Saviano inoltre aggiunge:


«Mi piacerebbe passare il tempo ad ascoltare cosa scrivono le persone, le loro dieci cose che danno senso alla vita. Mi sarebbe piaciuto poterle leggerle in trasmissione. Ma le parole bisogna sempre saperle risparmiare. Qui, però, ho la carta davanti, lei non si sottrae mai».

E nemmeno io mi sottraggo, così come questa lunga pagina web...

1. La spiaggia di Faro di Pertusato in Corsica, raggiunta dopo aver disceso una collina con la pendenza di 60°, col sole di mezzogiorno a picco e la sabbia bianca che riflette tutto e t'acceca. Buttare in giro le cose e lanciarsi nell'acqua in modo scomposto...


2. Superare una prova difficile nel migliore dei modi. Una prova qualsiasi, un esame, un colloquio, finire un lavoro dopo tanti sforzi e sentirsi leggeri, soddisfatti e tanto stanchi, ripensare alla fatica come un ricordo piacevole.

3. Il tramonto, la sua luce e il suo colore, i riflessi arancioni sugli alberi, sui palazzi, sui visi.
"Ma sul tuo piccolo pianeta ti bastava spostare la tua sedia di qualche passo.
E guardavi il crepuscolo tutte le volte che volevi...
-Un giorno ho visto il sole tramontare quarantatrè volte!- "

4. Le dejeuners su l'erbee di Manet, girarsi e trovarsela davanti d'imporvviso con le lacrime agli occhi per quanto è bella, essattamente come te l'aspettavi ma infinitamente più grande.

5. Conoscere qualcuno e immediatamente chiacchierarci senza freno.

6. Cucinare per un'altra persona.

7. Alzarsi presto la domenica mattina, col sorriso che non ne vuole porprio sapere di andarsene!

8. "In un giorno di pioggia" dei Modena City Ramblers

9. Una scatola di matite nuova, coi colori tutti lunghi uguali e tutti ben appuntiti, fissarli provando un reverenziale rispetto.

10.  L'odore della carta, trascorrere ore in libreria a sfogliare e leggere...

Ok, l'elenco era piuttosto lungo e, visto che le voci dovevano essere dieci, ne ho spuntate alcune e tralasciate altre. Che però voglio comunque condividere. 
Quello sopra era l'elenco serio. Adesso arriva l'elenco scemo!


1. Il panino di Mimmo alle quattro del mattino.
2. I porta e mangia da Electric Suzy e le cene sul mio balcone, fino alle tre din notte senza che i vicini si lamentino. Siam brava gente NOI.
3. La voce di Luca Ward.
4. Perdersi a Camden Town
5. Il saluto di Renè Ferretti, che suona più o meno come "Wiiiiii" con falso entusiasmo.
6. Le vignette di Vauro, il giovedì sera.
7. Le risate immotivate, che non hanno intenzione di smorzarsi.
8. I cerchietti col fumo del narghilè.
9. Ascoltare 075 mentre ti racconta un libro. (ok, questa voce non è scema ma solo un'altra persona può capire e condividere...)
10. "La sposa cadavere"... "Ed Wood"... si insomma, Tim Burton.