Ci terrei moltissimo a ringraziare un non ancora identificato gruppo di persone per aver trasformato il mio pomeriggio di ieri da spenierato e ricco di aspettative a riflessivo e inconcludente.
Sono rimasta bloccata circa un paio d'ore sull'autobus. Sotto di me una mandria di automobilisti in coda e qualche altro autbus. o pullman per l'aeroporto. Causa di tutto questo appunto, una manifestazione le cui motivazioni verranno sicuramente chiarite stasera, sul giornale.
Così, mentre osservavo quello spettacolo raccparicciante, avendo molto tempo per pensae, mi son venute in mente un paio di cose:
Ad esempio: perchè tra tutta la melma informe che annovera al suo interno imbecilli che lanciano sassi dai cavalcavia, poliziotti che sparano sulla folla manifestante, ladri del sabato sera che ti spaccano il finestrino per rubare forse qualcosa o forse no, non si è mai sentito di poveri imbecilli che iniziano a spaccare finestrini delle auto in coda?
Altro che arresto ed ergastoli multipli... a quest'ultima inesistente categoria io assegnerei la MEDAGLIA AL VALORE E LAUREA HONORIS CAUSA (in che materia ancora non so)
Perchè, e qui arriva la seconda riflessione, non capita spesso a Londra di vendere scene del genere, che invece a Milanno sono all'ordine del giorno.
Sempre osservando quell'affascinante fenomeno sociale chiamato traffico, ho cercato di trasferire quell'immagine dall'East End alla Circonvallazione. E mi son tornati in mente certi pensieri che son solita elaborare mentre la mattina calcolo il mio ritardo domandandomi se sia direttamente proporzionale al numero dele automobili per strada o inversamente proporzionale al totale della massa cerebrale degli automobilisti. O inversamente proporzionale al loro numero.
In quei momenti 8un po' anche ieri) mi assale un desiderio demolitore che espresso come si deve vedrebbe me saltare giù dall''autobus con una spranga (o un palo qualsiasi) e iniziare a spaccare i vetri della prima macchina a caso, prendere il guidatore per il collo della camicia e chedergli, più o meno gentilmente
PERCHE' STAI GUIDANDO UNA STATION VAGON IN CENTRO A MILANO, DA SOLO, QUANDO CI SONO DEI MERAVIGLIOSI AUTOBUS CHE SE NON FOSSE PER TE (E PER I TUOI DEGNI COMPARI) SAREBBERO NUMEROSI E PUNTUALISSIMI?
Poi forse il poveretto, vista la mia tendenza a prendermela sempre con l'unico che non c'entra niente, avrebbe delle validissime motivazioni. Nessun problema, passerei al prossimo, ripetendo la scena tale e quale.
Si, perchè a Milano, il milanese medio sui mezzi mica ci sale. No! Nonostante la sua meta sia raggiungibile sia in autobus che con la metropolitana, lui non riesce proprio a fare a meno di poggiare il suo cuo grasso sulla sua automobile. Che poi io dico, osa ti sbatti a guidare quando puoi posare lo stesso culo grasso su un autobus e non pensare a nulla se non a scendere nel punto giusto? Il milanese medio ti risponderà che gli autobus sono lenti per via del traffico. Ma grazie. Peccato che quel traffico sia causato proprio da te e dalla tua mancanza di buon senso. oltre che dalla tua pessima capacità organizzativa. Infatti non è tanto la questione automobile, ma l'abitudine di occupare un posto solo su un'auto che te ne offre CINQUE! Metteti d'accordo con qualcuno evitando di occupare spazio ed inquinare aria non ti era venuto proprio in mente??? Eri troppo occupato a smadonnare per il traffico, la cui causa principale sei tu?
Ora vi prego, voi che una patente ce l'avete (e io no, ma di questo passo potrei anche andarne fiera) illuminatemi. Cos'hanno gli autombilisti, qual'è il loro problema?
domenica 4 settembre 2011
sabato 3 settembre 2011
Era meglio l'underground
Allora, dunque. Eravamo rimasti alla costruzione di un treno, ai binari e alle gallerie in mano a privati e alla sana lentezza inglese nel costruire le linee della metropolitana.
Prima di tutto ciò si parla di otto anni in cui io e il signor Lucone (al tempo era fisicamente generoso, ora sembra sia passato vicino ad un'aspirapolvere di quelle potenti) abbiamo continuato a scriverci. Coi soliti alti e bassi tipici di una donnetta isterica. spiego: dopo un week end abbastanza intenso, io parto senza interrompere i contatti. A volte mi telefona, a volte gli scrivo, robe così, senza impegno comunque. Un giorno il poverino ha la brillante idea di telefonarmi mentre sono in spiaggia e io l'altrettanta brillante idea di non leggere il display.. Non capisco niente, c'è vento... domando di nuovo e mi viene chiusa la chiamata in faccia. Richiamo senza ottenere risposta, sse non un messaggio con scritto: "Brava, fai in fretta a dimenticarmi di me" o roba simile.
...
Passano gli anni, nelle nostre case arriva quella stramaledizione chiamata FACEBOOK e il nostro eroe ricomincia a farsi sentire.
- Sai che vivo a londra? perchè non vieni a trovarmi?
E infatti l'idea era quella (parlo dell'anno scorso), ma i voli costano, io e le mie amiche riusciamo a trovarne uno a prezzi ragionevoli solamente per fine maggio, lui da marzo dovrebbe essere tornato in patria. Non è che gli scrivo.
Peccato che lui, sempre per colpa di quella STRAMALEDIZIONE CHIAMATA FACEBOOK, vede le foto e ci rimane molto male. Me lo scrive anche!
Allora, visto che da quanto ho capito, lui ora vive in pianta satabile qui, adesso che torno, lo avviso, così nessuno ci rimane male e siamo tutti più contenti. Ciò che segue lo sapete già.
Arriviamo a martedì sera, dopo aver fatto i chilometri a piedi, raggiungo finalmente la mia porticina rossa e faccio per entrare, quando ricevo un messaggio. E' lui, mi chiede di vederci da soli per fare due chiacchiere. Se facessi una doccia sarebbe meglio, ma bypasso il tutto perchè casa mia dista dal centro qualcosa come tre quarti d'ora. Solo una richiesta: non facciamo tardi per favore perchè il giorno dopo devo svegliarmi alle sei. Anche prima.
Decide che non vuole fare le cose di corsa, rimanda tutto a mercoledì o giovedi. D'accordo, giovedì perchè l'indomani non so quando tornerò da Cardiff (questa gitarella è causa della mia levatacca).
Gioedì dunque mi faccio sentire io. Sai mai che ci rimanga male... Gli scrivo presto, altrimenti ora che arrivo a casa, ad Aldgate (barriera est tra la civiltà e la vita allo stato brado nella città di Londra) si fa notte.
Aspetto.
Aspetto.
Aspetto.
Aspetto.
Aspetto.
Aspetto (magari sta lavorando...)
Io e Gallagher andiamo a vedere il negozio di Vivienne Westwood e diamo un occhio se per caso lo stadio del Chelsea si trovi nei paraggi. Si fanno le otto.
Aspetto.
Aspetto.
Inizia a venirmi fame, trascino il povero Gallagher al supermercato e poi dritti a casa a collassare a letto.
E fu così che Lucone si dimostrò la donnetta isterica di otto anni orsono.
Non che sperassi in un ritorno di fiamma sotto le stelle. Ma nemmeno in un ritorno di fiamma. Volevo solo fare due maledette chiacchiere e bermi una maledettissima birra. Però almeno avvisami che non puoi idiota. Che poi sei sempre tu quello che ci resta male...
Prima di tutto ciò si parla di otto anni in cui io e il signor Lucone (al tempo era fisicamente generoso, ora sembra sia passato vicino ad un'aspirapolvere di quelle potenti) abbiamo continuato a scriverci. Coi soliti alti e bassi tipici di una donnetta isterica. spiego: dopo un week end abbastanza intenso, io parto senza interrompere i contatti. A volte mi telefona, a volte gli scrivo, robe così, senza impegno comunque. Un giorno il poverino ha la brillante idea di telefonarmi mentre sono in spiaggia e io l'altrettanta brillante idea di non leggere il display.. Non capisco niente, c'è vento... domando di nuovo e mi viene chiusa la chiamata in faccia. Richiamo senza ottenere risposta, sse non un messaggio con scritto: "Brava, fai in fretta a dimenticarmi di me" o roba simile.
...
Passano gli anni, nelle nostre case arriva quella stramaledizione chiamata FACEBOOK e il nostro eroe ricomincia a farsi sentire.
- Sai che vivo a londra? perchè non vieni a trovarmi?
E infatti l'idea era quella (parlo dell'anno scorso), ma i voli costano, io e le mie amiche riusciamo a trovarne uno a prezzi ragionevoli solamente per fine maggio, lui da marzo dovrebbe essere tornato in patria. Non è che gli scrivo.
Peccato che lui, sempre per colpa di quella STRAMALEDIZIONE CHIAMATA FACEBOOK, vede le foto e ci rimane molto male. Me lo scrive anche!
Allora, visto che da quanto ho capito, lui ora vive in pianta satabile qui, adesso che torno, lo avviso, così nessuno ci rimane male e siamo tutti più contenti. Ciò che segue lo sapete già.
Arriviamo a martedì sera, dopo aver fatto i chilometri a piedi, raggiungo finalmente la mia porticina rossa e faccio per entrare, quando ricevo un messaggio. E' lui, mi chiede di vederci da soli per fare due chiacchiere. Se facessi una doccia sarebbe meglio, ma bypasso il tutto perchè casa mia dista dal centro qualcosa come tre quarti d'ora. Solo una richiesta: non facciamo tardi per favore perchè il giorno dopo devo svegliarmi alle sei. Anche prima.
Decide che non vuole fare le cose di corsa, rimanda tutto a mercoledì o giovedi. D'accordo, giovedì perchè l'indomani non so quando tornerò da Cardiff (questa gitarella è causa della mia levatacca).
Gioedì dunque mi faccio sentire io. Sai mai che ci rimanga male... Gli scrivo presto, altrimenti ora che arrivo a casa, ad Aldgate (barriera est tra la civiltà e la vita allo stato brado nella città di Londra) si fa notte.
Aspetto.
Aspetto.
Aspetto.
Aspetto.
Aspetto.
Aspetto (magari sta lavorando...)
Io e Gallagher andiamo a vedere il negozio di Vivienne Westwood e diamo un occhio se per caso lo stadio del Chelsea si trovi nei paraggi. Si fanno le otto.
Aspetto.
Aspetto.
Inizia a venirmi fame, trascino il povero Gallagher al supermercato e poi dritti a casa a collassare a letto.
E fu così che Lucone si dimostrò la donnetta isterica di otto anni orsono.
Non che sperassi in un ritorno di fiamma sotto le stelle. Ma nemmeno in un ritorno di fiamma. Volevo solo fare due maledette chiacchiere e bermi una maledettissima birra. Però almeno avvisami che non puoi idiota. Che poi sei sempre tu quello che ci resta male...
venerdì 26 agosto 2011
Piccoli drammi fotografici
Pensavo che la disgrazia peggiore che potesse capitare, fotograficamente parlando, fosse avere a che fare con la mia coolpix S220. Rossa, piccola e alquanto ribelle. Da lei non si può cavare alcuna foto decente che non necessiti di lunghe ore di post produzione. Con lei l'esposizione è sempre o troppo chiara o troppo scura, ci mette trenta secondi a mettere a fuoco e quasi sempre con scarsi risultati e se la luce non è al massimo, le foto vengono mosse. la sua filosofia del colore poi è ancora da interpretare...
Tuttavia, dopo quel che mi è accaduto, ho realizzato che c'è di peggio.
La più grande disgrazia che mi può capitare, fotograficamente parlando è arrivare a Londra con quella piccola meretrice fotografica, che dopo dieci giorni di foto scadenti, si rifiuta di accendersi e ti costringe a fare le foto con il cellulare.
Ora, non vi sembra un insulto al buon gusto?
giovedì 25 agosto 2011
Dalle stelle all'underground
Ve lo ricordate il mio post sulla fauna metropolitana? Si parlava ovviamente di Milano.
Beh, qui dopo un mese tondo tondo posso affermare con sicurezza che le cose vanno in maniera diversa.
A cominciare dagli autisti dell'autobus che qui, se non stendi il braccino a mo' di autostoppista, non si fermano e tirano dritti per la loro strada. Poi il rinculo ce l'hanno anche loro e su un double decker, credetemi, non è piacevole, visto che il rinculo te lo esprimono sempre mentre sei sulle scale...
Sui treni poi è tutta un'altra storia. Per prima cosa: quanto pensate potrebbero sopravvivere delle poltroncine imbottite in quel di Milano? Un'ora credo.
Detto questo, e sottolineando che con tredici linee (si, tredici!!!) un posto lo si trova quasi sempre, bisogna riconoscere che ciò non accade però tra le cinque e le sette. In questo magico orario accadono però due fatti inspiegabili per un milanese: la metropolitana è piena, non ci sono poltroncine vuote, bisogna stare in piedi. L'inglese medio, con il solito garbo che lo contraddistingue, non ama addentrarsi troppo nel vagone e si unisce alla massa vicino alle porte. TU hai dunque tre possibilità:
- ti unisci a loro sperando di starci
- chiedi gentilmente permesso e ti addentri nell'area poltroncine
- aspetti il prossimo treno (e via da capo)
Io di solito opto per la seconda, ma devi essere molto piccolo per farlo. Detto questo,è esattamente qui che avviene il miracolo. Se ricordate, vi dissi che a Milano è molto frequente trovare persone come dire... spaesate, che nonostante siano giunte ad una fermata di scambio, mantengono gelosamente il loro posticino davanti alla porta, impedendoti di uscire (senza picchiarli). Qui invece tu, giovane piccolo esemplare di straniera appostata in mezzo al vagone, riuscirai sempre ad evadere dal treno. Gli inglesi sono svegli. E le porte sono larghe.
Tutto ciò in realtà ha ben poco di magico. L'ho scoperto ieri sera, in un pub a London Bridge, mentre io e Lucone, per la prima volta dopo otto anni, ci siamo incontrati qui a Londra.
Lo conobbi al mare, avevo diciassette anni, lui diciotto e in una sera (o in un pomeriggio) qualcosa scattò in lui e decise che, nonostante la mia incapacità nella pratica della giocoleria, doveva avermi. Così la sera stessa mi portò sul tetto del teatro e mi baciò sotto le stelle. Partii due giorni dopo ma da allora ci siamo sempre scritti. Dopo un mese ho deciso di mandargli un messaggio, l'avevo fatto prima di partire ma dice di non averlo ricevuto. Ieri sera comunque mi ha proposto una birra. Ero stanca morta ma cosa faccio, rifiuto?
Dopo un bel po' di strada e una cena sulla northern line raggiungo London Bridge e finalmente lo rivedo. Otto anni dopo e dieci chili in meno riesco a riconoscerlo, da lontano per giunta! Mi conduce al pub, mi presenta i suoi amici e iniziamo a chiacchierare riguardo il suo lavoro. Lui testa i treni! In pillole, per almeno venti o trenta volte al giorno, fa salire e scendere dei finti passeggeri da un treno fermo su un binario posticcio, altri addetti calcolano il tempo e decidono la larghezza delle porte, la posizione dei sedili e il numero esatto dei posti per invalidi. Mi racconta che ogni linea ha i suoi treni specifici perchè qui un tempo ogni linea apparteneva a privati che costruendo le loro gallerie, le resero una diversa dall'altra. un treno della district non potrà mai entrare in una galleria della central. E fin qui c'ero arrivata: la central line è talmente bassa che pure io prendo le capocciate... Aggiunge poi che questi nuovi treni andranno a completare la quattordicesima linea,Scusa, ne hanno già tredici, sono tantissime.
- Si, ma non abbastanza!
- Noi ne abbiamo tre... e quando la costruiranno?
- Nel 2017... ahahah tra tre secoli! Sono un po' lenti, sai...
- *pensando al giorno in cui vidi sulla cartina la fermata ASSAGO FORUM, diventata realtà solo a marzo* Se lo dite voi...
Ora, sempre ce siate ancora svegli e vigili, una conclusione è d'obbligo: due anni trascorsi a Londra ti fan dimenticare quanto l'italia possa esser lent...
Otto anni senza vederci e si chiacchiera di treni?
Ammettiamo di esser vecchi su!
lunedì 22 agosto 2011
Porta in faccia (tosta, e molto)
So che è strano leggere certe parole sul blog di una che si definisce afflitta dal cosiddetto gusto dell'orrido, ma quando ce vo ce vo! Quindi permettete la parentesi politicamente scorrettta e perdonate l'ignoranza.
La colpa poi è anche mia, che parlo e sono gentile con tutti senza la minima selezione... ma certa gente ha faccia tosta da vendere.
Mi spiego con calma. Sebbene sia davvero affetta da un clinico gusto dell'orrido, sono da sempre convinta che esistano al mondo persone oggettivamente belle e persone oggettivamente brutte. Oltre a ciô, esistono dei... come dire... livelli, o gruppi di persone simili, per bellezza, intelligenza, età che giustamente fanno alzare le chances di successo in caso un individuo s'interessi all'altro.
Poi certo, esistono coppie assortite, ma qui entra in gioco il carisma, l'intelligenza e lo stile. Parlando terra terra, alcune persone sono in apparenza meglio di altre. O comunque hanno qualcosa in più Se vuoi conquistare qualcuno che credi migliore di te, più bello, più intelligente, più impegnato, più giovane, più ricco... più quello che volete, ti devi sbattere e sfoggiare almeno un po' di stile. E in caso di sconfitta, riderci su e mollare la presa.
Peccato che non sempre tutto questo accada. In casi come questi infatti la mia amica Waldorf ha brevettato un gesto che la dice lunga:
Tradotto tutto ciò sta per:
Ok, l'altro giorno, mentre ero nel giardino dell'ostello in compagnia di sconosciuti, si avvicina un tipo che ad essere buoni avrà avuto quarant'anni, ad essere sinceri un piede nella fossa, mi chiede l'accendino e inizia a chiacchierare. Rispondo e lo ignoro il più possibile, continuando a parlare con gli altri. Va avanti così tutta la sera, finchè il telefono non suona e il terzo fratello Gallager (parlerò anche di lui a tempo debito) richiede di andarlo a prendere al lavoro. Evviva sono salva.
La mattina dopo incontro nuovamente lo spagnolo sulle scale. Mi saluta, attacca bottone, mi fa qualche complimento, aggiunge che non ha nulla da fare e s'informa sui miei programmi per la giornata. Gli dico che il mio amico ha la giornata libera, quindi uscirò con lui. Detto questo scappo in cucina per mangiare e spero di non incontrarlo fino alla sera. Purtroppo ci metto talmente tanto a lavare i piatti che lo spagnolo entra.
Ripete che non ha nulla da fare e mi chiede se voglio per caso uscire con lui.
- Il mio amico ha la giornata libera oggi, se vuoi venire con noi... - giusto per essere gentili.
- No, penso che in tre saremmo troppi...
- Non sono geloso.
Ripeto
Ne hai di faccia tosta, tesoro! Sarò presuntuosa, ma cosa ti fa pensare che una ventenne anche magari carina uscirebbe volentieri con un uomo che ha il doppio dei suoi anni? Brutto per giunta (ma questo è opinabile) e senza alcuno stile (su questo invece non ci son dubbi). Quale ragazza avrebbe accettato, dopo una richiesta del genere? Sono quasi offesa. per tutta risposta ho sorriso, uscendo educatamente dalla cucina.
Un'altra al mio posto gli avrebbe sbattuto la porta in faccia!
La colpa poi è anche mia, che parlo e sono gentile con tutti senza la minima selezione... ma certa gente ha faccia tosta da vendere.
Mi spiego con calma. Sebbene sia davvero affetta da un clinico gusto dell'orrido, sono da sempre convinta che esistano al mondo persone oggettivamente belle e persone oggettivamente brutte. Oltre a ciô, esistono dei... come dire... livelli, o gruppi di persone simili, per bellezza, intelligenza, età che giustamente fanno alzare le chances di successo in caso un individuo s'interessi all'altro.
Poi certo, esistono coppie assortite, ma qui entra in gioco il carisma, l'intelligenza e lo stile. Parlando terra terra, alcune persone sono in apparenza meglio di altre. O comunque hanno qualcosa in più Se vuoi conquistare qualcuno che credi migliore di te, più bello, più intelligente, più impegnato, più giovane, più ricco... più quello che volete, ti devi sbattere e sfoggiare almeno un po' di stile. E in caso di sconfitta, riderci su e mollare la presa.
Peccato che non sempre tutto questo accada. In casi come questi infatti la mia amica Waldorf ha brevettato un gesto che la dice lunga:
ditino puntato avanti a indicare l'altro,
ditino puntato verso sé stessi,
mano che rotea velocemente,
mano aperta che indica la via più veloce per andarsene!
TI SEI VISTO?
MI HAI VISTO?
ECCO,
VATTENE!
La mattina dopo incontro nuovamente lo spagnolo sulle scale. Mi saluta, attacca bottone, mi fa qualche complimento, aggiunge che non ha nulla da fare e s'informa sui miei programmi per la giornata. Gli dico che il mio amico ha la giornata libera, quindi uscirò con lui. Detto questo scappo in cucina per mangiare e spero di non incontrarlo fino alla sera. Purtroppo ci metto talmente tanto a lavare i piatti che lo spagnolo entra.
Ripete che non ha nulla da fare e mi chiede se voglio per caso uscire con lui.
- Il mio amico ha la giornata libera oggi, se vuoi venire con noi... - giusto per essere gentili.
- No, penso che in tre saremmo troppi...
o_________O
- Guarda, sarò chiara: non credo proprio perché ho già qualcuno con cui uscire da sola. - Non sono geloso.
Ripeto
o_________O
Scusa?Ne hai di faccia tosta, tesoro! Sarò presuntuosa, ma cosa ti fa pensare che una ventenne anche magari carina uscirebbe volentieri con un uomo che ha il doppio dei suoi anni? Brutto per giunta (ma questo è opinabile) e senza alcuno stile (su questo invece non ci son dubbi). Quale ragazza avrebbe accettato, dopo una richiesta del genere? Sono quasi offesa. per tutta risposta ho sorriso, uscendo educatamente dalla cucina.
Un'altra al mio posto gli avrebbe sbattuto la porta in faccia!
domenica 14 agosto 2011
Walking down Serpentine Road
Avete presente uella nostalgia forte, quando dal nulla un pensiero richiama una semplice immagine e questa ti stringe lo stomaco, mentre in gola si forma un grosso nodo... erano anni che non stavo così.
Mercoledì sera tre di noi sono tornati a casa, ci siam salutati davanti alla porticina verde al numero 4. e ora mi sento inspiegabilmente sola.
Non immaginavo nemmeno potesse accadermi qui e ora, eppure è successo, dopo nemmeno tre settimane. A volte però esistono persone che impiegano un attimo a sorprenderti, passato quello non smetteresti mai di ascoltarle, di chiacchierarci, di rimanere semplicemente in silenzio a guardare le nuvole sdraiati in un parco...
Ho bisogno di un abbraccio, un giretto nella libreria di Camden Town e di una sigaretta seduti sul marciapiede davanti casa...
Mercoledì sera tre di noi sono tornati a casa, ci siam salutati davanti alla porticina verde al numero 4. e ora mi sento inspiegabilmente sola.
Non immaginavo nemmeno potesse accadermi qui e ora, eppure è successo, dopo nemmeno tre settimane. A volte però esistono persone che impiegano un attimo a sorprenderti, passato quello non smetteresti mai di ascoltarle, di chiacchierarci, di rimanere semplicemente in silenzio a guardare le nuvole sdraiati in un parco...
Ho bisogno di un abbraccio, un giretto nella libreria di Camden Town e di una sigaretta seduti sul marciapiede davanti casa...
sabato 13 agosto 2011
Stachanovismo e baguettes
Qui in casa, un'enorme casa con un solo piccolo bagno, siamo in dieci. Ok, forse undici...
Va beh insomma. Se all'inizio pensavo che avrei diviso l'appartamento con gente di ogni nazionalità possibile, ho presto realizzato che tutti gli abitanti di questa casetta erano italiani. Tutti tranne una: L. E' francese ma manco a farlo apposta, parla perfettamente italiano. Quindi il suo essere straniera è totalmente inutile. Aggiungiamoci pure che è FRANCESE e potrete trarne le vostre conclusioni. Il problema più grosso però è che lei non si sforza minimamente di essere gentile e simpatica. Sembra invece che la parte della stronza le venga fuori in modo molto più naturale e spontaneo. Per essere più chiara: come quasi tutti noi, anche lei è venuta qui per cercare un lavoro. Appena arrivata si da un po' da fare, manda qualche curriculum qua e là e finalmente torna a casa con la buona novella: Ha un lavoro!!!
Odio profondo dei coinquilini che cercano e ricercano da giorni (me compresa...)
Il giorno dopo torna a casa dicendo di essersi stufata di quel "lavoro di merda" (barista in un doner kebap o roba simile....) e di averne trovato un altro come careriera in un ristorante giapponese.
Odio profondo dei coinquilini misto ai primi dubbi di sorta...
Il terzo giorno L. ci spiega che la giapponeisina del ristorante la chiamerà solo in caso di bisogno perchè di questi tempi non ha necessità di personale fisso in più.
Da una settimana L svolazza per l'appartamento tra una gitarella fuori porta e una passseggiata su Oxford Street. Qualche volta la trovo che studia. Ha smesso di cercare un lavoro, è in vacanza, ha detto. A volte s'informa su come sia andata la mia giornata, su quanti curricula io abbia portato, risposte positive,negative, concludendo il tutto con una pacchetta sulla spalla.
Ogni volta che la vedo bazzicare per casa con qualche sacchetto in mano mi viene in mente la nostra prima conversazione: tutti intorno al tavolo stavamo facendo conoscienza e, dopo averle raccontato quanto fosse difficile trovare un lavoro, lei commenta:
"Eh ma io so come voi italiani cercate lavoro: un quarto d'ora e poi tutti in spiaggia!!"
Eh me l'han proprio detto!
Va beh insomma. Se all'inizio pensavo che avrei diviso l'appartamento con gente di ogni nazionalità possibile, ho presto realizzato che tutti gli abitanti di questa casetta erano italiani. Tutti tranne una: L. E' francese ma manco a farlo apposta, parla perfettamente italiano. Quindi il suo essere straniera è totalmente inutile. Aggiungiamoci pure che è FRANCESE e potrete trarne le vostre conclusioni. Il problema più grosso però è che lei non si sforza minimamente di essere gentile e simpatica. Sembra invece che la parte della stronza le venga fuori in modo molto più naturale e spontaneo. Per essere più chiara: come quasi tutti noi, anche lei è venuta qui per cercare un lavoro. Appena arrivata si da un po' da fare, manda qualche curriculum qua e là e finalmente torna a casa con la buona novella: Ha un lavoro!!!
Odio profondo dei coinquilini che cercano e ricercano da giorni (me compresa...)
Il giorno dopo torna a casa dicendo di essersi stufata di quel "lavoro di merda" (barista in un doner kebap o roba simile....) e di averne trovato un altro come careriera in un ristorante giapponese.
Odio profondo dei coinquilini misto ai primi dubbi di sorta...
Il terzo giorno L. ci spiega che la giapponeisina del ristorante la chiamerà solo in caso di bisogno perchè di questi tempi non ha necessità di personale fisso in più.
Da una settimana L svolazza per l'appartamento tra una gitarella fuori porta e una passseggiata su Oxford Street. Qualche volta la trovo che studia. Ha smesso di cercare un lavoro, è in vacanza, ha detto. A volte s'informa su come sia andata la mia giornata, su quanti curricula io abbia portato, risposte positive,negative, concludendo il tutto con una pacchetta sulla spalla.
Ogni volta che la vedo bazzicare per casa con qualche sacchetto in mano mi viene in mente la nostra prima conversazione: tutti intorno al tavolo stavamo facendo conoscienza e, dopo averle raccontato quanto fosse difficile trovare un lavoro, lei commenta:
"Eh ma io so come voi italiani cercate lavoro: un quarto d'ora e poi tutti in spiaggia!!"
Eh me l'han proprio detto!
venerdì 5 agosto 2011
Trecentosessantasei
Come cambiano le cose. Forse anche per me...
Pensavo di averlo già fatto. Ce ne metti di tempo a capirlo... forse non un anno ma due mesetti si
S: Uff, come mi piacerebbe venire su qualche giorno
C: Anche a me...
S: Ma tu ci sei già!
C: Sei un po' lento eh...
S: E allora dillo!
Pensavo di averlo già fatto. Ce ne metti di tempo a capirlo... forse non un anno ma due mesetti si
venerdì 29 luglio 2011
Dorian Gray mi fa una pippa, ma a tutto c'è un limite...
Oggi il karma mi era avverso (strano, non succede proprio mai...)
Io e Biss, alla disperatissima ricerca di un lavoro ci rechiamo in un locale a portare il centoquarantesimo curriculum. Il punto non è cosa ci abbia risposto il cameriere del ristorante a cui lo abbiamo consegnato. L'importante viene dopo.
Un po' provati, trovandoci proprio di fianco ai tavolini di un pub, decidiamo di riposarci e ordinare una birretta. Così entriamo. La cameriera domanda cosa desideriamo e subito dopo ci chiede i documenti. E fin qui va bene: io dimostro al massimo sedici anni, Biss forse anche... qui non vendono alcolici ai minori di ventun'anni, meglio esser sicuri insomma. Così sguainiamo fieri i nostri documenti, la cameriera da loro un occhio e non sembra soddisfata... vuole un passaporto o una patente!
. Eh - ci spiega - io non ho idea di come siano fatte le carte didentità italiane... potrebbero essere false!
Allora!
Va beh... per fortuna proprio lì davanti c'è un altro pubbetto dove il gestore, un po' più gentile (o ciecato) dell'altra ci sserve da bere senza troppe storie. Finalmente riesco ad assaggiare una ALE di cui tutti mi parlano da giorni e giorni quando, arrivata a metà, un'apina ci casca dentro. Dopo aver assistito alla sua lenta agonia (il che mi ha anche parecchio rattristata, povera) rinuncio a malincuore alla mia birra. Tanto stasera mi rifaccio, che Biss me ne deve una!
Io e Biss, alla disperatissima ricerca di un lavoro ci rechiamo in un locale a portare il centoquarantesimo curriculum. Il punto non è cosa ci abbia risposto il cameriere del ristorante a cui lo abbiamo consegnato. L'importante viene dopo.
Un po' provati, trovandoci proprio di fianco ai tavolini di un pub, decidiamo di riposarci e ordinare una birretta. Così entriamo. La cameriera domanda cosa desideriamo e subito dopo ci chiede i documenti. E fin qui va bene: io dimostro al massimo sedici anni, Biss forse anche... qui non vendono alcolici ai minori di ventun'anni, meglio esser sicuri insomma. Così sguainiamo fieri i nostri documenti, la cameriera da loro un occhio e non sembra soddisfata... vuole un passaporto o una patente!
. Eh - ci spiega - io non ho idea di come siano fatte le carte didentità italiane... potrebbero essere false!
Allora!
Va beh... per fortuna proprio lì davanti c'è un altro pubbetto dove il gestore, un po' più gentile (o ciecato) dell'altra ci sserve da bere senza troppe storie. Finalmente riesco ad assaggiare una ALE di cui tutti mi parlano da giorni e giorni quando, arrivata a metà, un'apina ci casca dentro. Dopo aver assistito alla sua lenta agonia (il che mi ha anche parecchio rattristata, povera) rinuncio a malincuore alla mia birra. Tanto stasera mi rifaccio, che Biss me ne deve una!
martedì 26 luglio 2011
Impobabile comitato di benvenuto
penso che se un giorno mi capitasse di andare a convivere con qualcuno che amo alla follia, almeno allinzio l'ansia sommergerebbe tutto l'entusiasmo. L'idea di dover vivere a stretto contatto senza sapere come potrebbe andare mi farebbe odiare per un secondo tutti quegli aspetti di cui son sempre stata innamorata. Almeno per un attimo. Paura forse... credo di si.
So solo che amo Londra, l'ho sempre amata ma stamattina ogni suo angolo mi terrorizzava quasi. Non so com questo mio semi salto nel vuoto potrà andare a finire. Sicuro che on è iniziato nel modo migliore, o quantomeno, trovare un ragno attaccato alla parete non è un buon comitato di benvenuto!
Che poi sul contratto, oltre al divieto assoluto di fumare non c'era scritto che oltre agli inquilini non era permesso introdurre estranei?
Beh adesso è morto, bontà sua...
So solo che amo Londra, l'ho sempre amata ma stamattina ogni suo angolo mi terrorizzava quasi. Non so com questo mio semi salto nel vuoto potrà andare a finire. Sicuro che on è iniziato nel modo migliore, o quantomeno, trovare un ragno attaccato alla parete non è un buon comitato di benvenuto!
Che poi sul contratto, oltre al divieto assoluto di fumare non c'era scritto che oltre agli inquilini non era permesso introdurre estranei?
Beh adesso è morto, bontà sua...
sabato 23 luglio 2011
Finale col botto
Avete presente quelle feste chic in quei club esclusivi, magari con la piscina, col giovane incamiciato che sorseggia il suo prezioso cocktail intrattenendo alcune belle ragazze in tubino e tacco dodici, le tardone che osservano il crocchio di manager al loro fianco, la coppietta che si scambia effusioni sdraiata su un lettino e quel gruppetto di dodici o tredici ragazzi che salta, poga e canta a squarciagola "TELL MI UAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAI IU UON LOOOVE... UAAAAAAI MAI LOOOOOOOOOOOVE"... ecco, quelli siamo noi. Ci guardaimo intorno, scopriamo di essere gli unici a ballare e pensiamo che se solo non ci fosse quel muretto un po' altino, avremmo già gettato in piscina due o tre fighetti. Per sbaglio ovviamente, ci divertiamo ma mica siamo rissosi.
E dopo tanto movimento, la Nisba si preoccupa per noi e va a cercare un po' di ristoro al bancone, armata di sei scontrini. Guarda la barista e in quel momento avviene il miracolo:
"Ciao, scusa MI FAI 24 SBAGLIATI, 35 VODKA LEMON E 26 CUBA?"
Poi, notando qualcosa di sbagliato:
"Ooh scusa, mancano TRE VODKA LEMON!"
Così, felice e soddisfatta torna da noi. Gli scontrini li ha ancora in mano.
C'è forse da stupirsi se un paio d'ore dopo tre di noi si avviano verso l'uscita intonando
"WELCOME TO THE JUNGLE, WE'VE GOT FUN AND GAMES..." mentre la Q si chiede dove si trovi il tasto off per spegnerle e condurle gentilmente a dormire?
Ragazzi che finale col botto. Ogni volta che una festa viene organizzata nei minimi dettagli c'è sempre il rischio che qualcosa vada storto, e se la festeggiata (o l'organizzatrice) sono io, il rischio si alza in maniera esponenziale.
Ma quest'anno il karma festaiolo è dalla mia parte. Dopo le legnate degli anni passati mi sembra anche il caso.
Amici di viaNoto e non, è stato meraviglioso salutarvi ieri sera. Come meravigliose sono state tutte le feste di quest'anno, quindi vi ringrazio un po' per tutte: grazie per il mio compleanno, grazie per esservi laureati tutti in maniera così divertente e grazie per ieri, per la copagnia, le chiacchiere e i gossip, per i balletti scomposti, per avermi tenuta lontana dal bordo della piscina (soffro di vertigini da acqua...) e per non aver chiamato la polizia (o l'ambulanza) mentre cantavo gli Offspring insieme a Electric Suzy e uno sconosciuto, proponendo cori a caso.
Stamattina mi son svegliata alle dieci, fresca come una rosa e con un lucidissimo ricordo di tutto quanto!
Sono ancora giovane, quando torno festeggiamo di nuovo!
Però mi mancherete un sacco...
E dopo tanto movimento, la Nisba si preoccupa per noi e va a cercare un po' di ristoro al bancone, armata di sei scontrini. Guarda la barista e in quel momento avviene il miracolo:
"Ciao, scusa MI FAI 24 SBAGLIATI, 35 VODKA LEMON E 26 CUBA?"
Poi, notando qualcosa di sbagliato:
"Ooh scusa, mancano TRE VODKA LEMON!"
Così, felice e soddisfatta torna da noi. Gli scontrini li ha ancora in mano.
C'è forse da stupirsi se un paio d'ore dopo tre di noi si avviano verso l'uscita intonando
"WELCOME TO THE JUNGLE, WE'VE GOT FUN AND GAMES..." mentre la Q si chiede dove si trovi il tasto off per spegnerle e condurle gentilmente a dormire?
Ragazzi che finale col botto. Ogni volta che una festa viene organizzata nei minimi dettagli c'è sempre il rischio che qualcosa vada storto, e se la festeggiata (o l'organizzatrice) sono io, il rischio si alza in maniera esponenziale.
Ma quest'anno il karma festaiolo è dalla mia parte. Dopo le legnate degli anni passati mi sembra anche il caso.
Amici di viaNoto e non, è stato meraviglioso salutarvi ieri sera. Come meravigliose sono state tutte le feste di quest'anno, quindi vi ringrazio un po' per tutte: grazie per il mio compleanno, grazie per esservi laureati tutti in maniera così divertente e grazie per ieri, per la copagnia, le chiacchiere e i gossip, per i balletti scomposti, per avermi tenuta lontana dal bordo della piscina (soffro di vertigini da acqua...) e per non aver chiamato la polizia (o l'ambulanza) mentre cantavo gli Offspring insieme a Electric Suzy e uno sconosciuto, proponendo cori a caso.
Stamattina mi son svegliata alle dieci, fresca come una rosa e con un lucidissimo ricordo di tutto quanto!
Sono ancora giovane, quando torno festeggiamo di nuovo!
Però mi mancherete un sacco...
lunedì 18 luglio 2011
Siamo tutti dottori...
Oggi la mia vicina di casa si è laureata e ha voluto condividere la sua gioia con tutti noi condomini.
Stamattina scendo e sulla cassetta delle lettere trovo questo cartello (con tanto di foto):
...
Brava Fiatella (perchè da oggi ti chiamerò così), per fortuna che ti laurei in scienze politiche e non in odontoiatria... spero per la commissione che tu abbia discusso almeno a due metri da loro.
E' proprio vero che la laurea la danno un po' a tutti...
Stamattina scendo e sulla cassetta delle lettere trovo questo cartello (con tanto di foto):
"Non sarò capace di lavarmi i denti ma da oggi sono dottora!"
...
Brava Fiatella (perchè da oggi ti chiamerò così), per fortuna che ti laurei in scienze politiche e non in odontoiatria... spero per la commissione che tu abbia discusso almeno a due metri da loro.
E' proprio vero che la laurea la danno un po' a tutti...
domenica 17 luglio 2011
Sembra quasi perfetto...
"M'hai detto t'amo, ti dissi aspetta, stavo per dirti eccomi, tu m'hai detto vattene".
(Jules e Jim, François Truffaut, 1962)
Spesso la vita è talmente simile a un film da spaventarci.
Qualche volta invece le cose vanno in modo diverso e sembrano quasi prendere la direzione giusta
Quasi, perchè io partirò tra una settimana e mi perderò tante belle cose che per stupidità o altro ho rimandato troppo a lungo. Ma in fondo, posso esere spaventata per la fine di qualcosa che non ha mai avuto un vero inizio?
Spesso la vita è talmente simile a un film da spaventarci.
Qualche volta invece le cose vanno in modo diverso e sembrano quasi prendere la direzione giusta
Quasi, perchè io partirò tra una settimana e mi perderò tante belle cose che per stupidità o altro ho rimandato troppo a lungo. Ma in fondo, posso esere spaventata per la fine di qualcosa che non ha mai avuto un vero inizio?
Tutta questa dolcezza non mi s'addice...
mercoledì 13 luglio 2011
Fauna metropolitana
Non vedo abbastanza per poter guidare. Però, anche potendo, credo che non prenderei mai la macchina per uscire a Milano nell'ora di punta (che in questa città significa più o meno OGNI ORA DEL GIORNO).
Sono un'affezzionatissima frequentatrice della metropolitana e credetemi, ogni giorno che passa rimango sempre più stupita davanti agli atteggiamenti delle persone.
Che l'italiano medio non sia esattamente famoso per il suo acume è cosa più che nota, ma a volte tendo a non dare troppo peso alle generalizzazioni e svaglio, perchè il più delle volte si rivelano ben fondate.
La metropolitana poi è abitata da una fauna indistinta che la noncuranza mi porterebbe ad archiviare sotto la svoce di "Teste di C***", ma la mia natura da ortaggio inacidito tende a catalogare questa fauna in sottogruppi cosìì denominati:
- QUELLO CHE VUOLE CRESCERE: solitamente lo si trova nei vagoni più affollati, di fronte ad un posto a sedere vuoto per miracolo. Pur avendo la meravigliosa e rara opportunità di sedersi, questo strano essere preferisce non coglierla, rimanendo in piedi ad occupare spazio e impedendo a chiunque di occupare quel posto vuoto, perchè i suoi piedini sono ben piantati lì davanti, come se facesse la guardia al sedile. E' frequente trovarne più di un esemplare in un solo vagone...
- LO SPANDONE: attenzione, non si tratta di un esemplare di corporatura generosa. Se così fosse, non sarebbe certo colpa sua. Il vero spandone è colui il quale trova i confini del proprio posto torppo stretti, decidendo di invadere i tuoi. Il cappotto gli vola ovunque, la sciarpa ti finisce in faccia, siede a gambe spalancate e legge il giornale con le braccia belle larghe, probabilmente per godere di una buona panoramica. Tu, per conto tuo hai due possibilità: stringerti nel tuo angolino in silenzio oppure incominciare a spingere per far spazio ai gomiti...
- LO SPAESATO: probabilmente è un autoctono ma, mentre il corpo cresceva e invecchiava a Milano, la sua testa viveva tra le nuvole, impedendogli così di apprendere le nozioni basilari. Costruisce il suo nido davanti alle portiere del vagone, oppure ama appollaiarsi al palo, ma sempre il più vicino possibile alle porte. Tuttavia ignora che a Milano esistono fermate cosiddette di scambio, dove la gente di solito sale e scende a fiumi perchè in prossimità di un'altra linea o di una stazione. Mentre tu ti fai largo per scendere, lo vedi arrotolato al palo e intendto a farsi i cavoli suoi. Non ti poni nemmeno il problema di chiedergli "permesso", perchè sai che una tale rilassatezza è dovuta al fatto che presto anche lui scenderà... no? E invece no! Rimane lì fermo mentre gli altri si divertono a prenderlo a gomitate, a volte borbotta tra sè con fare lamentoso, altre volte invece ti guarda stupito e ti chiede se per caso tu debba scendere... nono... volevo solo guardare il vetro da vicino! mah...
- QUELLO AFFETTUOSO: a lui non interessa chi tu sia, da dove tu venga, se il vagone sia pieno o vuoto. Quel che vuole è solo starti vicino. Nonostante abbia tutto lo spazio del mondo, lui ti si attacca. Tu ti sposti, tanto c'è spazio, magari indietreggi, lui sente il vuoto e lo riempie col suo corpo. Tu allora indietreggi ancora un po' ma lui, sentendo la tua mancanza, ti viene immediatamente a cercare. Risultato: sei spanato contro la porta, con il libro spiaccicato in faccia o, in casi peggiori, coi suoi capelli nel naso...
- L'AMLETO DELLA METRO: probabilmente spaesato davanti a tutto lo spazio che offre un vagone quasi vuoto, entra con lentezza, valutando accuratamente dove e come posizionarsi. Tu sei dietro di lui e, nella migliore delle ipotesi rimani in piedi perchè nel frattempo tutti i posti sono stati occupati da gente più lesta... nella peggiore rischi di rimanere incastrato alle porte.
- IL TIMIDO: La metro lo spaventa, devono avergli raccomandato di non addentrarsi troppo in quell'antro oscuro. Così decide di rimanere in superficie, di occupare lo spazio davanti alle porte, senza andare troppo in fondo. Quella dell'antro oscuro è una leggenda che va forte, la devono aver raccontata a molti, infatti son ben pochi gli impavidi che s'addentrano nei pressi dei sedili, dove di solito c'è più spazio. Io che son tra questi lo so bene, come ben conosco gli insulti che i timidi son soliti lanciarci, perchè "spingiamo"...
- IL BOLSCEVICO: questo esemplare sfoggia i suoi istinti primordiali (o la sua ideologia politica) sulle scale mobili, dove troneeggia fiera la scritta "TENERE LA DESTRA", perchè l'altro lato andrebbe lasciato libero per chi magari va un po' di fretta. Ma un vero bolscevico va sempre a sinistra e non sarà uno stupido cartello a far vacillare i suoi valori. Così si piazza sul lato libero, magari a chiacchierare col vicino, bloccando il passaggio ad una folla di milanesi affrettati...
Ecco, questi i meno rari, ma credetemi, vi è un'ampissima gamma di esemplari dalle mille sfumature su cui proporrei un approfondito studio sociologico.
Senza dimenticare la categoria autisti. Anche su di loro ci sarebbe molto da dire. Il mio preferito però è in assoluto l'AUTISTA COL RINCULO, quello che non frena alla fermata ma cento metri più in là perchè si è accorto all'ultimo della tua presenza...
Ma... non mi avevi visto o pensavi che fossi qui a farmi pungere dalle zanzare?
Sono un'affezzionatissima frequentatrice della metropolitana e credetemi, ogni giorno che passa rimango sempre più stupita davanti agli atteggiamenti delle persone.
Che l'italiano medio non sia esattamente famoso per il suo acume è cosa più che nota, ma a volte tendo a non dare troppo peso alle generalizzazioni e svaglio, perchè il più delle volte si rivelano ben fondate.
La metropolitana poi è abitata da una fauna indistinta che la noncuranza mi porterebbe ad archiviare sotto la svoce di "Teste di C***", ma la mia natura da ortaggio inacidito tende a catalogare questa fauna in sottogruppi cosìì denominati:
- QUELLO CHE VUOLE CRESCERE: solitamente lo si trova nei vagoni più affollati, di fronte ad un posto a sedere vuoto per miracolo. Pur avendo la meravigliosa e rara opportunità di sedersi, questo strano essere preferisce non coglierla, rimanendo in piedi ad occupare spazio e impedendo a chiunque di occupare quel posto vuoto, perchè i suoi piedini sono ben piantati lì davanti, come se facesse la guardia al sedile. E' frequente trovarne più di un esemplare in un solo vagone...
- LO SPANDONE: attenzione, non si tratta di un esemplare di corporatura generosa. Se così fosse, non sarebbe certo colpa sua. Il vero spandone è colui il quale trova i confini del proprio posto torppo stretti, decidendo di invadere i tuoi. Il cappotto gli vola ovunque, la sciarpa ti finisce in faccia, siede a gambe spalancate e legge il giornale con le braccia belle larghe, probabilmente per godere di una buona panoramica. Tu, per conto tuo hai due possibilità: stringerti nel tuo angolino in silenzio oppure incominciare a spingere per far spazio ai gomiti...
- LO SPAESATO: probabilmente è un autoctono ma, mentre il corpo cresceva e invecchiava a Milano, la sua testa viveva tra le nuvole, impedendogli così di apprendere le nozioni basilari. Costruisce il suo nido davanti alle portiere del vagone, oppure ama appollaiarsi al palo, ma sempre il più vicino possibile alle porte. Tuttavia ignora che a Milano esistono fermate cosiddette di scambio, dove la gente di solito sale e scende a fiumi perchè in prossimità di un'altra linea o di una stazione. Mentre tu ti fai largo per scendere, lo vedi arrotolato al palo e intendto a farsi i cavoli suoi. Non ti poni nemmeno il problema di chiedergli "permesso", perchè sai che una tale rilassatezza è dovuta al fatto che presto anche lui scenderà... no? E invece no! Rimane lì fermo mentre gli altri si divertono a prenderlo a gomitate, a volte borbotta tra sè con fare lamentoso, altre volte invece ti guarda stupito e ti chiede se per caso tu debba scendere... nono... volevo solo guardare il vetro da vicino! mah...
- QUELLO AFFETTUOSO: a lui non interessa chi tu sia, da dove tu venga, se il vagone sia pieno o vuoto. Quel che vuole è solo starti vicino. Nonostante abbia tutto lo spazio del mondo, lui ti si attacca. Tu ti sposti, tanto c'è spazio, magari indietreggi, lui sente il vuoto e lo riempie col suo corpo. Tu allora indietreggi ancora un po' ma lui, sentendo la tua mancanza, ti viene immediatamente a cercare. Risultato: sei spanato contro la porta, con il libro spiaccicato in faccia o, in casi peggiori, coi suoi capelli nel naso...
- L'AMLETO DELLA METRO: probabilmente spaesato davanti a tutto lo spazio che offre un vagone quasi vuoto, entra con lentezza, valutando accuratamente dove e come posizionarsi. Tu sei dietro di lui e, nella migliore delle ipotesi rimani in piedi perchè nel frattempo tutti i posti sono stati occupati da gente più lesta... nella peggiore rischi di rimanere incastrato alle porte.
- IL TIMIDO: La metro lo spaventa, devono avergli raccomandato di non addentrarsi troppo in quell'antro oscuro. Così decide di rimanere in superficie, di occupare lo spazio davanti alle porte, senza andare troppo in fondo. Quella dell'antro oscuro è una leggenda che va forte, la devono aver raccontata a molti, infatti son ben pochi gli impavidi che s'addentrano nei pressi dei sedili, dove di solito c'è più spazio. Io che son tra questi lo so bene, come ben conosco gli insulti che i timidi son soliti lanciarci, perchè "spingiamo"...
- IL BOLSCEVICO: questo esemplare sfoggia i suoi istinti primordiali (o la sua ideologia politica) sulle scale mobili, dove troneeggia fiera la scritta "TENERE LA DESTRA", perchè l'altro lato andrebbe lasciato libero per chi magari va un po' di fretta. Ma un vero bolscevico va sempre a sinistra e non sarà uno stupido cartello a far vacillare i suoi valori. Così si piazza sul lato libero, magari a chiacchierare col vicino, bloccando il passaggio ad una folla di milanesi affrettati...
Ecco, questi i meno rari, ma credetemi, vi è un'ampissima gamma di esemplari dalle mille sfumature su cui proporrei un approfondito studio sociologico.
Senza dimenticare la categoria autisti. Anche su di loro ci sarebbe molto da dire. Il mio preferito però è in assoluto l'AUTISTA COL RINCULO, quello che non frena alla fermata ma cento metri più in là perchè si è accorto all'ultimo della tua presenza...
Ma... non mi avevi visto o pensavi che fossi qui a farmi pungere dalle zanzare?
sabato 9 luglio 2011
Il viaggio della speranza
Tra due settimane o poco più partirò per Londra.
No bello... interessante. Si, non parto per una settimana ma per 2 mesi. O forse 3.
Erano tanti anni che desideravo farlo e quest'estate ho approfittato della fortuna di non avere esami o impegni di sorta.
In principio l'idea era quella di partire da sola. Poi per una serie di vicissitudini è andata a finire che con me partiranno anche il signor Ed Wood e Sir Biss.
Visto che già sento le vocine di rimprovero, forse è meglio spiegare per bene come i fatti siano precipitati, fino a giungere a questo punto.
A marzo Sir Biss, con la scusa di uscire con la sottoscritta, scava nel suo database di argomenti in comune per raccontarmi di come anche lui quest'estate abbia voglia di fare un'esperienza all'estero. Londra per esempio... Nei mesi successivi io avanzo l'ipotesi di cambiare tappa e andare a Brighton (è una città di mare, gli stundetni vanno in vacanza studio... saranno in cerca di un esercito di camerieri per servire la folla vacanziera) e lui dietr... "Sssssiiiiiii... effettivamente è una buona idea, andrò anch'io lì". Chiariamo un punto: non abbiamo mai deciso di andarci insieme. Forse ci saremmo visti per un ron de voiz aggrassivo a Camden. Stop.
Il 6 maggio 2011 la serpe, da vero gentleman si libera della sottoscritta. Nessuno ovviamente è a conoscienza del fatto, tantomeno Ed che il lunedì successivo ci raccoglie in gruppo e, come se nulla fosse, avanza la proposta:
- Da quel che ho capito, tutti e tre vorremmo andare a Londra quest'estate. Perchè non andarci insieme? Divideremmo un appartamento e spenderemmo anche meno
Gelo.
Rotto prontamente da Sir Biss che esclama:
- Si dai, che bell'idea, io ci sto.
Io, presa alla sprovvista, confermo. In fondo penso non sia un'idea così stupida. Prima cosa perchè essere scortata da due uomini potrebbe rivelarsi un vantaggio, in secondo luogo perchè i momenti di sconforto sarebbero prontamente attutiti da persone che considero più o meno "amiche", in terzo luogo perchè io e Sir Biss non siamo usciti così a lungo da rischiare di compromettere definitivamente il rapporto. In pratica posso anche credere in una bella amicizia. Che poi voglio dire, il fatto che uno si riveli una merda in materia di sentimenti non significa per forza che sia una merda in tutti gli altri ambiti della vita no?
Ad ogni modo mi assicuro che per lui non ci siano problemi di sorta e, una volta ottenuta la risposta i giochi son fatti. Niente più Brighton però, puntiamo su Londra. Si parte dunque.
Non prima di aver trovato casa però. Io cerco, cerco, cerco e mi sento sempre rispondere la stessa cosa: non affittano case per tre mesi, ti devi fermare almeno un anno. O un mese in caso di appartamenti per le vacanze, ma essendo un'inculata sicura decidiamo di bypassare le case vacanze e continuiamo la ricerca.
Dopo de settimane di buio totale, finalmente Sir Biss ci fa intravedere la luce: ha sentito un ragazzo che vive a Londra e affitta case. P.G. si chiama (che non sta per Principe Giovanni anche se potrebbe starci, vista la totale devozione che il mio amico serpentello gli riserva sempre) e ci propone un appartamento.
Ora. NO!!! Stiamo scherzando? D'accordo che Londra non è certo famosa per essere una città economica, però non vi sembra di esagerare? Nemmeno a Milano si spingono a tanto.
- Si ma è una casa grande... e ha anche il camino!
Che d'estate servirà di sicuro al suo scopo. Sir Biss ripone cieca fiducia in P.G. e, immaginando già tutti gli ammennicoli che andranno ad abbellire il suddetto camino, avanza argomentazioni volte a convincerci. Io e Ed non siamo convinti ma, essendo sommersi dagli impegni (vuoi il corto, vuoi gli esami, vuoi io che mi sono un po' persa via) decidiamo di rimandare tutto e cercare con più calma. Ma Biss non è d'accordo. Prima finisce gli esami, poi inizia a tempestarmi di mail con l'unico scopo di mettermi fretta. Il succo è più o meno sempre lo stesso:
- Carotina! (...) questa settimana dovrei sentire P.G., però dobbiamo sbrigarci a decidere se no la casa va a finire che la da a qualcun altro.
E va bene!!! Non l'hai ancora capito che io quella casa NON LA VOGLIO??
Ma non è finita qui.
- Tieniti assolutamente libera la settimana prossima perchè così ci vediamo e decidiamo.
Ok, dovrei studiare ma farò del mio meglio... Ad ogni modo, avendo avuto occasione di parlare con qualche amico che a Londra c'è stato, il consiglio unanuime è stato NON FIDARTI DI INTERNET, PRENOTA QUALCHE GIORNOIN OSTELLO E POI CERCA QUANDO SARAI Lì. TROVERAI CASA IN UNA SETTIMANA. Che poi se sono in tanti a dirmelo, la cosa acquista spessore e credibilità no? Ma Sir Biss non ne vuole spaere. Lui vuole arivare a Londra con la sua caseetta prenotata. La prima cosa che vuol fare è posare il suo culo su un divano. Ok, continuiamo a cercare. Questa settimana dovremmo anche vederci...
Se lui non fosse partito, quindi irraggiungibile da una settimana. Che poi come cosa ci starebbe, ha finito gli esami, sarà pur libero di farsi una vacanzina in pace...
Ma non quando chiedi agli altri di tenersi liberi! Va beh... un'offerta così a bruciapelo... dai...
Ma quantomeno avvisaci! Io e Ed l'abbiamo scoperto per caso, guardando la bacheca di un evento a cui tutti e tre siamo stati invitati.
A questo punto è evidente che la stronzaggine del soggetto si dilaghi ben oltre il lato sentimentale...
E io con lui non voglio partire. Mi spiace solo per Ed che lo considera un amico e forse trascorrere due mesi insieme non gli sembra poi così tremendo... solo che io devo decidere qualcosa e vista la ristrettezza dei tempi, non posso permettermi di aspettare che il signorino torni dalla Crucconia.
Ho mandato un messaggio a entrambi, lunedì possiamo vederci a pranzo per favore? Ancora nessuna risposta e visto che gliel'ho scritto ieri sera, stamattina ho incominciato a cercare qualcosa per conto mio.
E domani prenoto l'ostello. Diamine!
No bello... interessante. Si, non parto per una settimana ma per 2 mesi. O forse 3.
Erano tanti anni che desideravo farlo e quest'estate ho approfittato della fortuna di non avere esami o impegni di sorta.
In principio l'idea era quella di partire da sola. Poi per una serie di vicissitudini è andata a finire che con me partiranno anche il signor Ed Wood e Sir Biss.
Visto che già sento le vocine di rimprovero, forse è meglio spiegare per bene come i fatti siano precipitati, fino a giungere a questo punto.
A marzo Sir Biss, con la scusa di uscire con la sottoscritta, scava nel suo database di argomenti in comune per raccontarmi di come anche lui quest'estate abbia voglia di fare un'esperienza all'estero. Londra per esempio... Nei mesi successivi io avanzo l'ipotesi di cambiare tappa e andare a Brighton (è una città di mare, gli stundetni vanno in vacanza studio... saranno in cerca di un esercito di camerieri per servire la folla vacanziera) e lui dietr... "Sssssiiiiiii... effettivamente è una buona idea, andrò anch'io lì". Chiariamo un punto: non abbiamo mai deciso di andarci insieme. Forse ci saremmo visti per un ron de voiz aggrassivo a Camden. Stop.
Il 6 maggio 2011 la serpe, da vero gentleman si libera della sottoscritta. Nessuno ovviamente è a conoscienza del fatto, tantomeno Ed che il lunedì successivo ci raccoglie in gruppo e, come se nulla fosse, avanza la proposta:
- Da quel che ho capito, tutti e tre vorremmo andare a Londra quest'estate. Perchè non andarci insieme? Divideremmo un appartamento e spenderemmo anche meno
Gelo.
Rotto prontamente da Sir Biss che esclama:
- Si dai, che bell'idea, io ci sto.
Io, presa alla sprovvista, confermo. In fondo penso non sia un'idea così stupida. Prima cosa perchè essere scortata da due uomini potrebbe rivelarsi un vantaggio, in secondo luogo perchè i momenti di sconforto sarebbero prontamente attutiti da persone che considero più o meno "amiche", in terzo luogo perchè io e Sir Biss non siamo usciti così a lungo da rischiare di compromettere definitivamente il rapporto. In pratica posso anche credere in una bella amicizia. Che poi voglio dire, il fatto che uno si riveli una merda in materia di sentimenti non significa per forza che sia una merda in tutti gli altri ambiti della vita no?
Ad ogni modo mi assicuro che per lui non ci siano problemi di sorta e, una volta ottenuta la risposta i giochi son fatti. Niente più Brighton però, puntiamo su Londra. Si parte dunque.
Non prima di aver trovato casa però. Io cerco, cerco, cerco e mi sento sempre rispondere la stessa cosa: non affittano case per tre mesi, ti devi fermare almeno un anno. O un mese in caso di appartamenti per le vacanze, ma essendo un'inculata sicura decidiamo di bypassare le case vacanze e continuiamo la ricerca.
Dopo de settimane di buio totale, finalmente Sir Biss ci fa intravedere la luce: ha sentito un ragazzo che vive a Londra e affitta case. P.G. si chiama (che non sta per Principe Giovanni anche se potrebbe starci, vista la totale devozione che il mio amico serpentello gli riserva sempre) e ci propone un appartamento.
Con due doppie.
In zona 3
A 550 euro al mese.
Ora. NO!!! Stiamo scherzando? D'accordo che Londra non è certo famosa per essere una città economica, però non vi sembra di esagerare? Nemmeno a Milano si spingono a tanto.
- Si ma è una casa grande... e ha anche il camino!
Che d'estate servirà di sicuro al suo scopo. Sir Biss ripone cieca fiducia in P.G. e, immaginando già tutti gli ammennicoli che andranno ad abbellire il suddetto camino, avanza argomentazioni volte a convincerci. Io e Ed non siamo convinti ma, essendo sommersi dagli impegni (vuoi il corto, vuoi gli esami, vuoi io che mi sono un po' persa via) decidiamo di rimandare tutto e cercare con più calma. Ma Biss non è d'accordo. Prima finisce gli esami, poi inizia a tempestarmi di mail con l'unico scopo di mettermi fretta. Il succo è più o meno sempre lo stesso:
- Carotina! (...) questa settimana dovrei sentire P.G., però dobbiamo sbrigarci a decidere se no la casa va a finire che la da a qualcun altro.
E va bene!!! Non l'hai ancora capito che io quella casa NON LA VOGLIO??
Ma non è finita qui.
- Tieniti assolutamente libera la settimana prossima perchè così ci vediamo e decidiamo.
Ok, dovrei studiare ma farò del mio meglio... Ad ogni modo, avendo avuto occasione di parlare con qualche amico che a Londra c'è stato, il consiglio unanuime è stato NON FIDARTI DI INTERNET, PRENOTA QUALCHE GIORNOIN OSTELLO E POI CERCA QUANDO SARAI Lì. TROVERAI CASA IN UNA SETTIMANA. Che poi se sono in tanti a dirmelo, la cosa acquista spessore e credibilità no? Ma Sir Biss non ne vuole spaere. Lui vuole arivare a Londra con la sua caseetta prenotata. La prima cosa che vuol fare è posare il suo culo su un divano. Ok, continuiamo a cercare. Questa settimana dovremmo anche vederci...
Se lui non fosse partito, quindi irraggiungibile da una settimana. Che poi come cosa ci starebbe, ha finito gli esami, sarà pur libero di farsi una vacanzina in pace...
Ma non quando chiedi agli altri di tenersi liberi! Va beh... un'offerta così a bruciapelo... dai...
Ma quantomeno avvisaci! Io e Ed l'abbiamo scoperto per caso, guardando la bacheca di un evento a cui tutti e tre siamo stati invitati.
A questo punto è evidente che la stronzaggine del soggetto si dilaghi ben oltre il lato sentimentale...
E io con lui non voglio partire. Mi spiace solo per Ed che lo considera un amico e forse trascorrere due mesi insieme non gli sembra poi così tremendo... solo che io devo decidere qualcosa e vista la ristrettezza dei tempi, non posso permettermi di aspettare che il signorino torni dalla Crucconia.
Ho mandato un messaggio a entrambi, lunedì possiamo vederci a pranzo per favore? Ancora nessuna risposta e visto che gliel'ho scritto ieri sera, stamattina ho incominciato a cercare qualcosa per conto mio.
E domani prenoto l'ostello. Diamine!
venerdì 8 luglio 2011
Vaccini ad personam ovvero, sogno o son desta?
Non so se me lo sono sognata o che. A me non sembra, data la chiarezza con cui ricordo la scena (ero in sala, al pc e stavo ascoltando distrattamente la televisione, madre in cucina, padre sul balcone).
Se così fosse sarebbe molto grave sognare con tanta lucidità, ma soprattutto sognare CERTE COSE, perfettamente logiche anche nel mondo reale. Non voglio immaginare cosa ne penserebbe Freud a riguardo
Ma giuro che ieri ho sentito il nostro caro B. pronunciare la seguente frase:
Logico no? Soprattutto dato il vittimismo nonchè le manie di potenza di cui il premier è afflitto, potrebbe davvero averlo detto.
In quel caso avanzerei un timido consiglio:
Caro B, anzichè perdere tempo con la norma Salva Fininvest o sfidare i giornalisti per provare che lui non ha mai insultato nessuno, perchè non ti metti a studiare per trovare il vaccino contro il nanismo? Pensaci. Sarebbe sicuramente un vaccino ad personam, questo si. Però sarebbe utile. Alla sottoscritta almeno.
Se così fosse sarebbe molto grave sognare con tanta lucidità, ma soprattutto sognare CERTE COSE, perfettamente logiche anche nel mondo reale. Non voglio immaginare cosa ne penserebbe Freud a riguardo
Ma giuro che ieri ho sentito il nostro caro B. pronunciare la seguente frase:
"Ogni cosa che faccio io è ad personam ormai... se avessi scoperto la penicillina, avrebbero replicato che si tratta di un vaccino ad personam".
Logico no? Soprattutto dato il vittimismo nonchè le manie di potenza di cui il premier è afflitto, potrebbe davvero averlo detto.
In quel caso avanzerei un timido consiglio:
Caro B, anzichè perdere tempo con la norma Salva Fininvest o sfidare i giornalisti per provare che lui non ha mai insultato nessuno, perchè non ti metti a studiare per trovare il vaccino contro il nanismo? Pensaci. Sarebbe sicuramente un vaccino ad personam, questo si. Però sarebbe utile. Alla sottoscritta almeno.
mercoledì 6 luglio 2011
Ressa, fondi, cipolla e poliestere
Visto che qualcuno potrebbe obiettare...
Fate conto che io sia già laureata, lavoratrice piena di soldi e con i week end liberi per bazzicare le vie del centro.
Fate soprattutto conto che io non abbia speso buona parte dei miei sudati risparmi per comprare (nell'arco di un quarto d'ora) tre vestitini in tre differenti banchetti al mercato.
Anche se tutte quelle meravigliose coincidenze si rivelassero vere, con i saldi che impazzano non credo mi troverei immersa di vestiti in un camerino di qualsivoglia negozio. Non adesso almeno.
L'ho fatto eh, tante volte anche. Il problema è che farlo senza rendersene conto (quand'ero al liceo non sapevo nemmeno che iniziassero i saldi... sapevo di essere in vacanza e di avere un po' di soldini da sperperare per aver portato a casa una discreta pagella...) funziona sempre di più che farlo perchè SAI che ci sono i saldi e quindi ti dai allo shopping. Credo sia anche questione di aspettative... Due anni fa invece, quando qho atteso quella data con un po' più di entusiasmo (mi ero appena alureata e per questo i soldini erano anche di più), si è rivelato una delusione. Son tornata a casa senza nulla, mal di piedi e incazzatura a parte.
Il problema è che la prima settimana (o le prime settimane) di saldi porta con sè svariati inconvenienti di sorta:
Una ressa immonda: io quando faccio shopping ho bisogno di spazio. Non riesco a dscegliere cosa comprare con otto mani con i miei stessi intenti, che mi fluttuano in faccia. Poi io cammino svelta e non sopporto di girare per il centro a due all'ora perchè la schiera di ragazzine davanti a me vuole ammirare il paesaggio. Che ti devi ammirà che non c'è niente da guardare?
I fondi di magazzino: ebbene si. Perchè quando entro in un negozio per sbirciare in attesa dei saldi, addocchio sempre chili di roba. Tornando poi al "momento giusto", tutta quella meraviglia è improvvisamente scomparsa. Ne trovi altra simile che però la commessa ci tiene a precisare che "non è in saldo". Il resto invece somiglia terribilmente a tutti quegli stracci che la prima volta avevi bollato come "Schifezza che non metterei nemmeno per andare alla festa di laurea della mia peggior nemica!".
All'inizio i saldi sono... bassi, partiranno dal trenta o quaranta per cento. E' col passare delle settimane che li sparano più alti...
E col passare delle settimane succede anche che la ressa, saziatasi ormai dopo aver comprato mari di... boh avranno gusti diversi dai miei... si è pian piano diradata. Gli abiti vergognosi sono quasi terminati e dal magazzino escono timidi timidi, oggetti di maggior pregio. Che però non potevano mica bruciarsi subito. Ed ecco che magicamente ricompaiono quei meravigliosi abiti addocchiati a fine giugno. Miei! A meno della metà del prezzo! E' vero, l'impresa rimane sempre trovare la taglia. Però quel problema ricorre anche con le schifezze, fidatevi.
Poi vi dirò, ho si speso parte dei miei sudati risparmi per comprare quei vestitini, ma li ho presi al mercato spendendo in tutto qualcosa come 25 euro! Al mercato le cose costano poco tutto l'anno e poi ultimamente ho notato un fatto strano: quelle cose mi durano sempre anni. Molto di più rispetto ai vestiti che compro nei soliti negozi. Sono sempre costretta a buttarli perchè a quanto pare dopo un po' reagisscono ai lavaggi e puzzano. Tipo un maglioncino nero che comprai da Oull and Bear credo... o Zara... Una mattina arrivo a scuola stranamente in ordine, capelli a posto, trucco perfetto e un dubbio terribile:
- Jelly ma... Puzzo?
- Un po' si... forse...
- Sarà il maglione cazz, in pausa mi accompagni a prenderne un altro?
Due ore dopo il caldo ha iniziato a salire e, mentre gironzolavamo per negozi decido di togliermi quel maglioncino mezzo marcio.
- Ma guarda che ora non puzzi... profumi di buono, evidentemente era la maglia.
Adesso sparge la sua puzza in un cestino di piazzale Lodi. E non sono affatto sicura che la spazzatura sia contenta.
I vestiti del mercato invece profumano sempre e se puzzano lo fanno in modo normale, non sanno di insalata alla cipolla e poliestere.
Detto questo mi rimetterò a studiare, aspettando con ansia il 21, giorno in cui finiranno gli esami. E allora mi scatenerò QUI! (forse... se avrò i soldi)
Fate conto che io sia già laureata, lavoratrice piena di soldi e con i week end liberi per bazzicare le vie del centro.
Fate soprattutto conto che io non abbia speso buona parte dei miei sudati risparmi per comprare (nell'arco di un quarto d'ora) tre vestitini in tre differenti banchetti al mercato.
Anche se tutte quelle meravigliose coincidenze si rivelassero vere, con i saldi che impazzano non credo mi troverei immersa di vestiti in un camerino di qualsivoglia negozio. Non adesso almeno.
L'ho fatto eh, tante volte anche. Il problema è che farlo senza rendersene conto (quand'ero al liceo non sapevo nemmeno che iniziassero i saldi... sapevo di essere in vacanza e di avere un po' di soldini da sperperare per aver portato a casa una discreta pagella...) funziona sempre di più che farlo perchè SAI che ci sono i saldi e quindi ti dai allo shopping. Credo sia anche questione di aspettative... Due anni fa invece, quando qho atteso quella data con un po' più di entusiasmo (mi ero appena alureata e per questo i soldini erano anche di più), si è rivelato una delusione. Son tornata a casa senza nulla, mal di piedi e incazzatura a parte.
Il problema è che la prima settimana (o le prime settimane) di saldi porta con sè svariati inconvenienti di sorta:
Una ressa immonda: io quando faccio shopping ho bisogno di spazio. Non riesco a dscegliere cosa comprare con otto mani con i miei stessi intenti, che mi fluttuano in faccia. Poi io cammino svelta e non sopporto di girare per il centro a due all'ora perchè la schiera di ragazzine davanti a me vuole ammirare il paesaggio. Che ti devi ammirà che non c'è niente da guardare?
I fondi di magazzino: ebbene si. Perchè quando entro in un negozio per sbirciare in attesa dei saldi, addocchio sempre chili di roba. Tornando poi al "momento giusto", tutta quella meraviglia è improvvisamente scomparsa. Ne trovi altra simile che però la commessa ci tiene a precisare che "non è in saldo". Il resto invece somiglia terribilmente a tutti quegli stracci che la prima volta avevi bollato come "Schifezza che non metterei nemmeno per andare alla festa di laurea della mia peggior nemica!".
All'inizio i saldi sono... bassi, partiranno dal trenta o quaranta per cento. E' col passare delle settimane che li sparano più alti...
E col passare delle settimane succede anche che la ressa, saziatasi ormai dopo aver comprato mari di... boh avranno gusti diversi dai miei... si è pian piano diradata. Gli abiti vergognosi sono quasi terminati e dal magazzino escono timidi timidi, oggetti di maggior pregio. Che però non potevano mica bruciarsi subito. Ed ecco che magicamente ricompaiono quei meravigliosi abiti addocchiati a fine giugno. Miei! A meno della metà del prezzo! E' vero, l'impresa rimane sempre trovare la taglia. Però quel problema ricorre anche con le schifezze, fidatevi.
Poi vi dirò, ho si speso parte dei miei sudati risparmi per comprare quei vestitini, ma li ho presi al mercato spendendo in tutto qualcosa come 25 euro! Al mercato le cose costano poco tutto l'anno e poi ultimamente ho notato un fatto strano: quelle cose mi durano sempre anni. Molto di più rispetto ai vestiti che compro nei soliti negozi. Sono sempre costretta a buttarli perchè a quanto pare dopo un po' reagisscono ai lavaggi e puzzano. Tipo un maglioncino nero che comprai da Oull and Bear credo... o Zara... Una mattina arrivo a scuola stranamente in ordine, capelli a posto, trucco perfetto e un dubbio terribile:
- Jelly ma... Puzzo?
- Un po' si... forse...
- Sarà il maglione cazz, in pausa mi accompagni a prenderne un altro?
Due ore dopo il caldo ha iniziato a salire e, mentre gironzolavamo per negozi decido di togliermi quel maglioncino mezzo marcio.
- Ma guarda che ora non puzzi... profumi di buono, evidentemente era la maglia.
Adesso sparge la sua puzza in un cestino di piazzale Lodi. E non sono affatto sicura che la spazzatura sia contenta.
I vestiti del mercato invece profumano sempre e se puzzano lo fanno in modo normale, non sanno di insalata alla cipolla e poliestere.
Detto questo mi rimetterò a studiare, aspettando con ansia il 21, giorno in cui finiranno gli esami. E allora mi scatenerò QUI! (forse... se avrò i soldi)
lunedì 4 luglio 2011
La Notte della Rete, di censura e (poche) altre storie
Interrompiamo momentaneamente le trasmissioni per informarvi di un fatto increscioso e, quel che è più grave, che molti di noi ignorano purtroppo!
Tra meno di 48 ore l'AgCom voterà una delibera che darà inizio alla censura sul web. In parole povere la delibera permetterà di oscurare siti stranieri e rimuovere contenuti considerati... non lo so, sbagliati forse... perchè in fondo la censura sarà completamente arbitraria e senza il vaglio del giudice.
Il web oggi è forse l'unico mezzo veramente democratico rimasto. Le notizie girano libere e siamo noi a scegliere se approfondirle o meno. So che insieme ad esse girano anche schifezze e abomini che sarebbe meglio rimanessero lontane da bambini e adolescenti. Lì forse la censura servirebbe ma sono pienamente convinta che in primis qui giochi l'educazione dei genitori e se manca, la censura serve a poco.
Comunque! Il succo di questa manfrina è: cosa potremmo fare noi per evitare tutto questo?
- se sei un blogger scrivi un post, usando il logo che vedi qua sopra e riportando tutti i link, e diffondilo più che puoi tra quelli che conosci;
- vai alla pagina di Agorà Digitale in cui sono raccolti tutti i link, le iniziative e le proposte dei cittadini;
- firma e diffondi la petizione sul sito di Avaaz;
- partecipa e invita tutti i tuoi amici a "La notte della rete": 4 ore no-stop in cui si alterneranno cittadini e associazioni in difesa del web, politici, giornalisti, cantanti, esperti.
- Potete anche non far nulla... io però questa, questa, questa, questa, questa, questa le leggerei...
domenica 3 luglio 2011
Due pesi, due misure
E' sempre un piacere scoprire, tuo malgrado, che il tuo ex - si, proprio quello che diceva di non esser mai stato in vacanza con una ragazza e di non volerci andare perchè lo trova noioso - è appena tornato da una romantica gita fuori porta. Ovviamente accompagnato dalla sua nuova fanciulla...
Eeh, come cambiano le cose nel giro di un anno...
venerdì 1 luglio 2011
Design a portata di click
Io di design non ci capisco nulla.
Tuttavia, portatemi all'Ikea ed avrete una carotina felice!
Tralasciando il cibo (le polepttine però meriterebbero un intero post e, in mancanza di soldini, anche il dolcetto al pistacchio è degno di nota), non appena metto piede in quel luogo magico, perdo completamente il controllo. Inizio a tuffarmi a pesce sui letti per testarne la morbidezza, m'impossesso del telecomando dei televisori (che puntualmente non funzionano) comodamente seduta sui divani e mi fingo impegnata nella preparazione di complicati manicaretti come se quella cucina fosse la mia.
Poi viene il turno delle sedie. Testate le rotelle va provato anche lo schienale, quindi i cuscini, le lenzuola, le lampade, i bicchieri e, last but not least... le bacheche di sughero.
Poi ovviamente i soldi per comprare lenzuola, lampade, cuscini, piumoni, copriletti, posate, bicchieri e polpette mancano sempre. Ma questo succede a me, povera studentessa squattrinata. Perchè in realtà, il bello dell'ikea è proprio la possibilità di arredare la propria casa con oggetti meravigliosi, che alla fine non costano nemmeno tanto!
Pensate e tutti quei meravigliosi gioielli potessero diventare vostri... gratis.
Ecco. Qui non è proprio così ma poco ci manca.
Lo studio di design Eat Arts ha avuto una splendida idea... e costa solo un tweet.
Sul sito potrete trovare i progetti per le lampade Deruh e Medusa, cliccando poco sotto potrete scaricare il progetto e le istruzioni per costruirle. Completamente gratis (beh, tralsciando il costo dei materiali) e semplici da montare. Potrei riuscirci anch'io che, oltre ad essere sempre al verde, son pure una pippa a montare i mobili.
Se avete voglia di dare un'occhata e scaricare il progetto, pigiate QUI! Costa solo un click :)
Tuttavia, portatemi all'Ikea ed avrete una carotina felice!
Tralasciando il cibo (le polepttine però meriterebbero un intero post e, in mancanza di soldini, anche il dolcetto al pistacchio è degno di nota), non appena metto piede in quel luogo magico, perdo completamente il controllo. Inizio a tuffarmi a pesce sui letti per testarne la morbidezza, m'impossesso del telecomando dei televisori (che puntualmente non funzionano) comodamente seduta sui divani e mi fingo impegnata nella preparazione di complicati manicaretti come se quella cucina fosse la mia.
Poi viene il turno delle sedie. Testate le rotelle va provato anche lo schienale, quindi i cuscini, le lenzuola, le lampade, i bicchieri e, last but not least... le bacheche di sughero.
Poi ovviamente i soldi per comprare lenzuola, lampade, cuscini, piumoni, copriletti, posate, bicchieri e polpette mancano sempre. Ma questo succede a me, povera studentessa squattrinata. Perchè in realtà, il bello dell'ikea è proprio la possibilità di arredare la propria casa con oggetti meravigliosi, che alla fine non costano nemmeno tanto!
Pensate e tutti quei meravigliosi gioielli potessero diventare vostri... gratis.
Ecco. Qui non è proprio così ma poco ci manca.
Lo studio di design Eat Arts ha avuto una splendida idea... e costa solo un tweet.
Sul sito potrete trovare i progetti per le lampade Deruh e Medusa, cliccando poco sotto potrete scaricare il progetto e le istruzioni per costruirle. Completamente gratis (beh, tralsciando il costo dei materiali) e semplici da montare. Potrei riuscirci anch'io che, oltre ad essere sempre al verde, son pure una pippa a montare i mobili.
Se avete voglia di dare un'occhata e scaricare il progetto, pigiate QUI! Costa solo un click :)
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