lunedì 26 dicembre 2011

Keep calm, KEEEEEEEEEEEEEP CAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAALM!!!

A casa mia non si può dormire fino a tardi. Nemmeno quando non hai proprio nulla da fare. Ripensandoci però non è nemmeno possibile lasciarsi sconfiggere dai mali di stagione...

Stamattina vengo svegliata alle nove dal caffè di papà. L'intenzione era quella di farmi alzare. I fatti un po' diversi

Mezz'ora dopo

Padre:  - Ma tu fija s'è arzata?
Madre: - No, è ancora lì che fissa il soffitto...

Rigirandomi tra le lenzuola ho la malaugurata idea di salutare il nuovo giorno con un timido Coff Coff...

 - Ma tu fija ha la tosse!!! Lo sa???

Eh... è inverno, fa freddo... di questi tempi le persone normali hanno l'influenza, la febbre, il raffreddore. Probabilmente ne han già collezionati tre o quattro di seguito, e ti preoccupi per due colpetti di tosse?

Rilassatevi un po'! Fortuna che non sono una carota cagionevole...

sabato 24 dicembre 2011

E' Natale pure qui...

Quest'anno, nonostante io abbia iniziato a sentire lo spirito natalizio a... diciamo molto presto, il mio blog non ha espresso tutta la gggioia che sento dentro.

*Flashback*
Scuole ciniche, pausa pranzo:
Amica Wacca tira fuori il dessert e mi porge il cucchiaio affinchè io lo assaggi:
 - Ma... che buono... wow, profuma di... Natale!
 - Smettila, siamo a metà ottobre!

Inoltre, complici tutte le cose carine successe in questi ultimi giorni, mi sono dimenticata di postare almeno una foto dei miei presentini home made: quest'anno, dopo tanto tempo, io e CdS ci siamo date all'artigianato e devo dire che gli amici cinici hanno apprezzato molto! Ma abbiate fiducia che non è mai troppo tardi, una fotina la rimediamo (non ora, per ovvie ragioni).
E' mancata anche la consueta letterina di Natale ma pian piano, quasi tutti i doni chiesti l'anno scorso sono arrivati. Alcuni prima, altri più tardi: il 12 gennaio mi preparavo ad uscire col sosia di Jim Parsons (ebbene si). Due ore dopo ero già a casa reduce da una lunga conversazione riguardante ex fidanzate e convivenza... vaaaa beh, l'anno prossimo la letterina a Babbo gliela mando a giugno!
Detto questo, vi lascio i miei personalissimi auguri!
Bando alle solite canzoncine, il vero inno del Natale ormai è questo!
 

martedì 20 dicembre 2011

Wash me (or not)

Oggi tratterò un problema che non penso mi riguarderà mai (ma speriamo di no, su!)
L'uomo di cui sto per parlarvi credo sia quanto più estraneo da quella fantasia sessuale piena di donnine seminude e insaponate che si strusciano su una macchina sporca in un car wash.

Quando trovi la tua macchina ricoperta di polvere e lerciume, la prima cosa che fai è darle una passata con lo straccio e correre all'autolavaggio. Se l'auto sporca in modo imbarazzante non è tua, al massimo ci scrivi "WASH ME" sul vetro, sperando che il proprietario s'incazzi almeno un po'...
Ma a chi verrebbe in mente di fare un disegnino magari impegnandosi anche un po'?
Guardate qui: quest'opera appartiene a Scott Wade, un artista ispirato dallo sporco! Infatti le sue opere vengono realizzate sui vetri di automobili decisamente luride. 
Internet è avido di notizie a riguardo inoltre, essendo venuta a conoscenza di quest'uomo solo oggi, non ho ricche informazioni da sfoggiare. So che Wade porta avanti quest'arte da dieci anni. Iniziò decorando la sua Mini Cooper, quindi abbellendo la Mazda della moglie Robin. Da allora, quello che era un passatempo, è diventata una vera e propria arte da ammirare nella sua galleria online.Le sue opere non vengono realizzate solo pulendo i vetri. Lui impolvera e spolvera a seconda della necessità, disegnando con l'aiuto di pennelli.
Forse Scott Wade non avrà elaborato uno stile tutto suo da renderlo inconfondibile tra mille altri artisti, di sicuro è originale!
La prossima volta che vedo un'auto lurida ci faccio anch'io un disegnino... non verrà bello come questi, però magari il proprietario non s'incazza!

mercoledì 14 dicembre 2011

Uomo avvisato...

 - Fidati, tornerà.
Mi disse un amico a cui avevo raccontato l'odissea di cui sotto.

E infatti tornò. Non ho dovuto nemmeno aspettare tanto, sabato S s'è rifatto sentire.
A volte mi chiedo se per caso siamo stati fabbricati al contrario. E la risposta purtroppo pare essere sempre un si!
Nonostante avesse concluso l'ultima conversazione con un "E va beh allora la smetto di chiederti di uscire così non ti rompo più", evidentemente scherzava. Perchè prima ci tiene a comunicarmi che mercoledì sarà a Milano (avete per caso parrucche o nasi finti? Sai mai che lo incontri per strada...) poi domanda se vogliamo prenderci un caffè insieme. E come direbbe Maccio

EMMOBBASTAVERAMENTEPERO'!

Per me che ne ho veramente fin sopra i capelli, ma anche per te, così la smetti di torturarti oltre.
Sono stata gentile e cortese, ma dovevo proprio dirglielo.
Non voglio uscire con te e non mi sembra il caso prenderci un caffè insieme.
Aspettava che lo dicessi da mesi, senza inventare scuse. Voleva solo mettermi alla prova perchè aveva capito da un po' come stavano le cose. Poi, facendogli gentilmente notare che questo filmino durava da molto più tempo, mi ha spiegato d'essersi intestardito. Forse ad attrarlo era proprio il fatto d'ignorarlo in quel modo.
Allora!
Le scuse erano semplici gentilezze visto che con lui si fa presto a sbagliare e il confine tra il dialogo e l'offesa è labile... come qualcosa. Passando oltre, era il caso di insultarmi quando ammetti d'essere stato pesante e testardo proprio per il mio comportamento... coerente? Dai!
Si, siamo montati al contrario allora! Spiegatemi come mai ignorare, trattare male o calpestare una persona (e non è questo il caso), con l'intento di cancellare ogni barlume di speranza presente, farà nascere un devotissimo giovane Werther, mentre essere spontanei e vivere di gesti carini porta l'altro a fuggire anni luce lontano da voi?
Non è possibile trovare un punto d'incontro? Ancora non me ne capacito! C'è chi adora farsi male, distruggersi solo per il gusto di... non l'ho capito neanch'io. Però è una tua scelta, abbi il buon gusto di non far sentire in colpa chi è stato chiaro dall'inizio.
Dicono che gli uomini vogliano solo avventure divertenti mentre son le donne ad affezionarsi. Spero che tutta sta manfrina abbia sradicato ben bene questo luogo comune.
La differenza tra le persone (o tra i sessi? non sempre le generalizzazioni valgono) sta altrove: c'è chi è cristallino fin da subito e chi proprio non ce la fa.
S mi ha domandato se preferivo che fosse diretto, chedendomi di andare a letto insieme e stop. SI! Quantomeno mi avrebbe posto una domanda precisa, ottenendo così una risposta precisa. E sincera.
Credo che lo preferiremmo tutti. Una persona mica si offende se le fai una domanda simile, perchè può decidere! Al massimo ti manda a cagare. E temo che in fondo era quello che temeva il fanciullo. Altrimenti mi avrebbe chiesto subito il numero, gli avrei risposto di no e questi bei mesi non li avrebbe persi a flagellarsi. Essere diretti è la cosa migliore. Io lo sono stata, se poi ad alcuni piace farsi male e prender mazzate, affaracci loro! Non tornino indietro rivendicando i loro cocci.
Vivremmo tutti molto meglio.

domenica 11 dicembre 2011

And then you go and spoil it all by saying something stupid like Alùra! Pt 2

* Il post è lungo. In grassetto le parti importanti. Il resto è solo uno sfogo!

E' una piovosa giornata di fine febbraio. Sei andata a letto alle cinque con ingenti quantità d'alcool in corpo. Ti risvegli tre ore dopo, nessun mal di testa, un sorriso da far invidia a Spongebob e l'espressione ebete sul volto.

E' una splendida giornata di fine maggio, una di quelle mattinate azzurre che a Milano si vedono di rado. Alle due eri già a letto ma, nonostante siano già le nove e mezza e si prospetti una divertente mattinata tra amiche, non vedi proprio che bisogno ci sia di alzarti. Grugnendo, ti nfagotti tra le coperte.


Ci misi poco a capire che qualcosa non andava.
Maggio finiva accompagnato dal malumore, il disagio, i magoni immotivati e dai pomeriggi trascorsi al parchetto dietro casa, ad ascoltare i Kooks e ammirare il fiumiciattolo acquitrinoso che in quel momento mi sembrava così romantico. Pensai di risolvere la situazione tagliandomi i capelli, cazzata seconda solo all'idea di uscire con Sir Biss.
Ma il problema era altrove: S mi mancava tanto. Troppo forse. Da non riuscire a percorrene una strada senza pensare quando ci avevamo camminato insieme (e di strade ne avremo percorse quattro...). Il ragazzo non migliorava certo la situazione: continuava a cercarmi con l'unico intento di bisticciare usando come pretesto l'argomento più improbabile. Nulla di diretto insomma. E dopo due settimane di riflessioni, discussioni stresanti con le amiche, metafore poco ortodosse, all'ennesimo tentativo di insulto,  decisi di prenderlo di petto, scusarmi per come mi ero comportata (e non intendo l'aver semplicemente baciato un suo amico, ma per averlo fatto davanti a lui. Essendo libera credo di non dover rendere conto delle mie scelte, figuriamoci a lui!) e spiegargli come mi sentivo. In pillole 


Mi piaci oggi. Domani non so.


"A me va bene, io non voglio alcun impegno". Parole sue. 
E stavolta voglio anche rovinarmi, sebbene un po' timorosa - visti gli esiti disastrosi dell'ultima volta - gli chiedo anche di uscire. Ma alla faccia del peggior pronostico, il tempo con S trascorre veloce, tra chiacchiere e risate, passeggiate mano nella mano, baci e nient'altro perchè all'una ero già a letto, però....

FUCK YEAH!

Mi ero sbagliata, S è stupendo e io fin'ora nient'altro che una stupida!
Quindi, nonostante i problemi di sorta (d'estate lui lavora molto e di lì a poco io avrei avuto gli esami), giugno e luglio furono un idillio. Avevo raggiunto un perfetto equilibrio nell'assenza totale di vincoli con tanta voglia di sentirsi, di vedersi e vivere tutto con la massima spontaneità possibile. Ero felice. Piccolo intoppo alla faccenda: stavo per andarmene a Londra. Ma non vedevo il problema, come poteva finire qualcosa che di fatto non era mai cominciata? Avremmo avuto tempo di recuperare i mesi trascorsi lontano l'uno dall'altra. 
E sono partita. 
Le prime tre settimane sentirci fu abbastanza facile. Mi mancava abbastanza da sperare che venisse a trovarmi. Poi la faccenda si fece più complicata. Cambiando casa iniziarono i problemi: affirttuaria stronza e intrattabile - italiana almeno, cosa che mi permise, se non altro, di vantare un bidet! - nessun lavoro all'orizzonte, risparmi da conservare con parsimonia, connessione internet inesistente e febbre. Sentirci da casa era impossibile ma, vista l'influenza, stessa cosa valeva per lo scrocco aggresssivo all'Apple Store. Dopo tre giorni di silenzi, S iniziò a mandarmi messaggi tipo "Buongiorno!", ":)", "Toc Toc" o ancora "Buona domenica!" quei messaggi per cui la voglia di rispondere è direttamente proporzionale al credito presente sul telefono e inversamente proporzionale al denaro che la vodafone ha deciso di scalarti a caso perchè sei stronza e stai all'estero insomma. La ciliegina sulla torta però arriva su facebook, il giorno in cui la stronzissima padrona di casa decise di attivarci LA MAAAADRE (nome con cui era solita chiamare il router, da qui in avanti LA MAAAADRE). Apro la pagina e trovo un'email:


"Alùraaaa???"

We, alùra che!?!?
Ma vista la presenza di connessione in casa, decisi di mandare a S qualche segno di vita, al quale rispose quasi offeso per un silenzio così lungo, commentando, tra le altre mille cose, così:


"Ti sarà venuto l'herpes a furia di limonare".

Eeeh avoja, in realtà nemmeno uno con il lanternino perchè qui la stronza ha la mente di ben altri pensieri impensierita (tu ad esempio...). Ma dato che trovi intollerante non sentirmi per quattro o cinque giorni filati, senza peraltro che tra noi esista alcun impegno, posso anche decidere d'inaugurare il festival del limone duro. Tanto a trovarmi non ci verrai mai, visto che seitroppoimpegnatoalavoraretuttiigiornisenzapotermaichiuderequelbucodimerdadovesprechiituoiannimigliori! Ciao ciccio!

Tre giorni dopo, LA MAAADRE morì.
E presto arrivò anche il 15 di settembre. Appena poggiai il mio piedino sul suolo natio, S non si diede per vinto e continuò a farsi sentire, reclamando a gran voce la mia compagnia. Immaginate una persona tornata a casa dopo due mesi d'assnenza, sarà una persona indaffarata, magari un po' triste, senza tanta voglia di chiacchierare per ore. Ma S non lo capisce: al secondo declino, mi ribalta in faccia tutta la sua rabbia e frustrazione: perchè lo sconvogle non sentirmi esultare all'idea di vederlo e la mia scarsa propensione alle chiacchierate lo turba nel profondo. Ma credo che la poca voglia di parlare sia concessa a tutti, specialmente quando non hai proprio nulla di nuovo da dire a qualcuno che hai sentito appena il giorno prima. E quello prima ancora... specie se non ci sono impegni di nessun genere. Cerco di spiegarglielo, aggiungendo che, mentre ero via, tutti quei messaggi a raffica, coronati da un francesismo alquanto fuori luogo mi avevano leggermente (?) infastidita.
"Ma non volevo offenderti, mi sembrava un commento simpatico"
Eh certo, io lo dico sempre alle mie amiche. Ogni volta che saluto Lassò, vista la sua rigogliosa attività sessuale, m'interesso sempre alle condizioni della sua candida! Ora che ci penso, io e Jelly non ci sentiamo da un po'... cià che le chiedo com'è messa con la sifilide! 
In quale sistema numerico, una frase del genere sarebbe un commento simpatico?
Va beh, visto il rancore, il capitolo S. sembra ritenersi concluso. Ma siamo solo a settembre, non affrettiamoci a cantar vittoria. 
Perchè, nonostante mi spiacesse aver litigato con una persona a cui tenevo e che in fondo continuava a piacermi, e sebbene io non mi facessi sentire (per evitare di torturarlo o sconvolgerlo più di quanto già non avessi fatto), bastò attendere una settimana scarsa e S avanzò un nuovo invito, che non avrei voluto declinare ma la situazione scolastica disastrosa mi costrinse a farlo. L'invito, così come l'inizo delle lezioni venne posticipato al giorno dopo, e quello dopo ancora, e così via per i cinque giorni successivi.
Poi la scuola iniziò davvero. E l'insistenza di S mi convinse ad allontanarmi in modo definitivo. In amor vince chi fugge è un proverbio su cui ho dei dubbi, ma questo è fin troppo! Specie se il botta e risposta 
Usciamo? 
Non posso 
si protrae fino a dicembre. E all'ennesimo declino, si conclude con S incazzato perchè "se ti rompo puoi anche dirmelo, allora non te lo chiedo più e mi levo dalle balle va!"
Ma scusa, dirtelo gentilmente è inutile perchè non capisci, dirtelo con più decisione ti offende... (e credimi, il peggio lo tengo per me, perchè tutto ciò che penso davvero temo potrebbe causarti conseguenze ben più gravi di una semplice offesa), io cosa devo fare? Dopo un po' non ci arrivi da solo?
Ti sei mai posto il dubbio di aver esagerato? Ti sei mai chiesto perchè sei sempre tu a farti sentire?
Anzi, ti sei mai posto una domanda in vita tua? Perchè a me sembra che tu abbia sempre dato per scontato di piacermi. Sbagliando clamorosamente! D'altra parte che io ti piacevo, non me l'hai mai detto in modo esplicito. Me l'hai fatto capire. E cosa ti impediva di dedurre che per me era il contrario?


Ora, se tutto va bene, sembra che qualcosa, in quella testa ci sia entrato. Fino a nuovo ordine...
Scatta il countdown?

sabato 10 dicembre 2011

Adotta un cassintegrato (ma un disoccupato va bene lo stesso)

Il professor Monti ha apertamente dichiarato di voler rinunciare allo stipendio da presidente del consiglio.
E visto che a Natale siamo tutti più buoni, consiglierei un'iniziativa rivolta a tutti i pezzi grossi, senza distinzione alcuna. Per intenderci, onorevoli, direttori di banche, imprenditori, presidenti e direttori d'aziende che, per mancanza di fondi mandano i lavoratori in cassa integrazione e mobilità. Perchè con la nuova riforma, licenziare un cinquantenne significa fargli vedere la pensione forse tra quindici anni. Sempre che le cose non cambino...
Quindi, miei cari direttori che non avete abbastanza fondi per pagare lo stipendio a un povero galoppino ma ricevete comunque una mesata sufficiente per pagarvi io IOT, seguite tutti l'esempio del premier. Anzi, fate un passettino in più!

In occasione del Santo Natale

Adotta anche tu un cassintegrato (o un disoccupato, va bene lo stesso)
Per il prossimo anno donagli il dieci per cento del tuo stipendio
Lui non rimarrà in mutande, mentre tu potrai goderti il sole sul tuo IOT!

 No eh?

giovedì 8 dicembre 2011

And then you go and spoil it all by saying something stupid like Alùra! Pt 1.

Credo sia giunto il momento di tirare le fila, perchè ieri, se siamo fortunati, si è finalmente conclusa una delle situazioni più lunghe e travagliate in cui mi sia mai trovata. Penso che un paio di riflessioni siano necessarie.
Tutto ebbe inizio in una calda sera d'agosto 2010, mentre cenavo con amici e sconosciuti che sarebbero diventati amici da lì a poco, S. decise che aveva tanta voglia di chiacchierare con me. E io con lui. Così, dopo avermi offerto un bicchiere di vino, aver scambiato due battute, il fanciullo dimostrò anche una lieve vena d'interesse nei miei confronti, ma già che le mie amiche stavano andando verso la spiaggia, gli feci capire che le cose potevano tranquillamente finire lì. Ai tempi ero anche fidanzata con King of Carrot Flowers, sebbene le cose non andassero bene, quello che non sapevo era che l'avrei lasciato in capo a due giorni, ciò di cui invece ero sicura, era che S. non sarebbe stato un candidato sostituto papabile.
Lo rividi verso le cinque del mattino, quando mi salutò con un cordiale

"Buonanotte stronza!"

prima di tornarsene a casa sua, sui colli emiliani.
I giorni passarono, io tornai single e, scartando la rischiosa ipotesi di chiedermi il numero, S. mi trovò su facebook. Bypassando il mio fastidio (è già abbastanza nota la mia avversione per questo atteggiamento, visto che lo trovo una scorciatoia troppo semplice), iniziammo comunque a ssentirci. O meglio, lui si faceva sentire. E se ricevo un saluto cordiale, di certo non rispondo con gli insulti. Col trascorrere dei mesi, la cosa si rivelò più piacevole del previsto, S., nonostante l'inizio scricchiolante, si rivelò una persona piacevole, intelligente, sensibile e interessata ai miei deliri. Artistici o di qualsiasi altro tipo. Insomma, l'avevo giudicato troppo in fretta.
Arriviamo così al giorno del mio compleanno. Io, che di solito certe cose tendo a tacerle, con un elegante ritardo decennale, stavo attraversando quella fase che di solito una persona "normale" sperimenta a quindici anni. enza troppi preamboli, io e S. finimmo aggrovigliati su un divanetto, a ridere e vbaciarci come due adolescenti.
La mattina dopo, senza alcun motivo apparente, mi svegliai alle otto, con un sorriso a trentasei denti e una faccia da ebete di cui non mi sarei liberata così in fretta. Attribuii tutto il merito (o la colpa?) a S., il quale colse al volo l'occasione per invitarmi a cena. E farmi sparire una volta per tutte il sorriso dalla faccia. La serata fu un disastro. Non che fosse colpa sua, semplice mancanza di feeling, alla quale risposi come probabilmente avrebbe fatto una persona normale a cui non viene posta alcuna domanda precisa: non facendomi più sentire.
Nel frattempo, senza pormi il dubbio di commettere qualche errore, iniziai ad uscire con Sir Biss. Sebbene col tempo si sarebbe rivelata la più grande cazzata che potessi fare, al momento non mi sembrava un'idea malvagia. Con S. capitolo chiuso. E già che abita lontano, non credo di dovergli fornire giustificazioni se per caso esco con qualcuno che vive qui a Milano, se ne farà una ragione. Pensavo.
Ma S. non si tira indietro. Come è solito fare, senza che io lo cerchi in alcun modo, è lui a chiedermi come mai io sia sparita. E' giunto il momento di mettere le cose in chiaro, con gentileza e omettendo particolari inutili (per intenderci, senza tirare fuori la faccenda Biss, col quale non avevo alcun impegno e che non reputavo causa del mio allontanamento), spiegando con calma che tra noi è proprio il caso di interrompere le cose.
Ma se non la capisce a fatti, come posso sperare che lo capisca a parole? Il fanciullo, sempre senza bisogno di una mossa da parte mia, dimostra apertamente di non aver assimilato nulla del mio discorso e, trovandoci faccia a faccia ad una festa di laurea, tenta di ridurre la distanza fra la mia e la sua lingua. Con scarsi risultati. Lo abbadono preferendo la compagnia di un altro ragazzo, presentatomi come "l'autista del pullmino", col quale non disdegno affatto l'ipotesi di ridurre le distanze. E che presto viene fuori essere un amico di S. O meglio, amici no, ma erano in macchina insieme.
Mentre la festa termina tra il naviglio e il marciapiede di fronte, apprendo la triste dipartita di tutta la stima che S. provava per me.
Con la certezza di non essermi certo comportata da signora e con uno strano groppo in gola a cui non riesco a dare spiegazione, torno a casa.
Non tiriamo conclusioni affrettate, era solo fine maggio.

domenica 27 novembre 2011

Let's do it old... nomore!

L'altro giorno, incorniciata da un poetico scenario (erano le quattro e mezza, il sole tramontava e noi lavoravamo illuminati solo dalle luci dei mac) mi lancio con impeto ad esporre la mia nuova idea a Compagna di Sventure.

Io: - No sai, io pensavo di rifare tutta questa camminata ma studiare bene la prospettiva... bla bla bla... i piedi vorrei disegnarli proprio come orme perchè i tondini mi confondono ... bla bla bla...
Compagna di Sventure: *occhio da triglia"
Io: - Che poi pensavo, i personaggi della storia che ho scritto, di realizzarli in pachwork... bla bla bla...
CdS: *occhio da trigllia"
Io:  - E lei trovo sarebbe adorabile tutta giallina con un fiorellino tra i capelli... bla bla bla

Di norma, quando CdS guarda qualcuno con l'occhio da triglia, significa che non lo sta ascoltando affatto. Al contrario nella sua testa viaggiano a intermittenza le seguenti parole: SEI UN IDIOTA!
Ma il mio sproloquio continua:

Io: - So che può essere molto impegnativo ma penso che potrebbe rendere bene... bla bla bla...  Che ne pensi?
CdS: *occhio da triglia"
Io: - Stai pensando che sono un'idiota vero? Occheeeei...
CdS: *avvicina due dita alla bocca, le allontana, le avvicina...*
Io: - Ah, quindi tu non hai ascoltato niente, hai spento il cervello e sostituito il SEI UN IDIOTA con SIGARETTAAAAAA...
CdS: *sorride*

Scendiamo le scale e andiamo nel bagno di sotto dove di solito fumiamo, un po' come dei liceali stronzi. La prospettata pausa aveva donato a CdS nuova linfa ed energia quindi, convinta che stavolta mi avrebbe ascoltata, le racconto il sogno di quella notte, chiedendole di analizzarmi, perchè mi aveva inquietata parecchio: sorvolando la mia fissa onirica per i cubi di rubik, quella notte i miei pensieri erano talmente aggrovigliati da portarmi a sognare le mie compagne ciniche (non tutte, solo quelle accoppiate) in dolce attesa. Così, ansiosa di provare le stesse emozioni, avrei confidato il mio desiderio ad una compagna che prontamente mi consigliò di cercarmi prima un uomo...
"Ma  per trovare un uomo sarò sempre in tempo! Ora la mia priorità è questa"

(ecco, mi fa talmente impressione che solo ora mi rendo conto di non riuscire nemmeno a descrivere il sogno come si deve...)

Tornando del mondo reale:
Cds: - E' IL TUO OROLOGIO BIOLOGICO, LO VEDI? SEI VECCHIA! SEI VECCHIA!!!
Ma no, non credo, le spiego. io avrei detto il contrario: la mia priorità è trovare un uomo... e Basta! Infatti non a caso le protagoniste del sogno erano tutte quelle ormai... diciamo "sistemate". Le altre no.
CdS: - Ma chi te lo dice che noi siamo "Sistemate"... magari V. mi lascia...
Io: - Se ti lascia lo picchio! Anzi, lo faccio arrestare per furto e pedofilia...
CdS: - No guarda, se mi lascia lo gambizzo col femore che ho a casa... ma a pensarci bene... io non c'ho voglia... se mi lascia... Ciao. Però che sbattimento pensare di rimettermi in cerca... non ho voglia. Anche se mi tradisse, andrei dalla ragazza in questione a spiegarle che l'unico motivo per cui sono arrabbiata... è che non ho proprio voglia di sistemarmi e andare di nuovo a caccia! Lçovedi? SIAMO VECCHIE!
Io: - Riflettendo, se ripenso a com'ero l'anno scorso, carina, trucata, profumata... quest'anno non mi trucco nemmeno per andare a ballare... siamo vecchie compagna...

Bisogna correre ai ripari, e alla svelta. Riconoscere il problema è il modo migliore per risolverlo, giusto? Quantomeno è un buon inizio...
Quindi


Bad Carrot will be Back
Soon

giovedì 24 novembre 2011

Dammi mille baci e poi cento e ancora altri mille

"Laide lo succhia per due assi"

Ehm no, non l'ho letto sulla porta di un bagno delle scuole ciniche. Questa frase vorrebbe essere il listino prezzi di una prostituata, Laide appunto (assai economica e pare, esperta nel sesso orale), scritta sul muro di un Foro Romano.
Leggendo Dammi mille baci di Eva Cantarella non mi stupisco che alcune cose a scuola, venissero taciute, anche se saperle avrebbe reso molto più divertente e interessante la storia romana.
Finito "L'ambiguo malanno", un libro della stessa autrice che tratta della condizione femminile nel mondo classico, ero un po' delusa: mi era sembrato così noioso, tanto da arrivare a sentirmi un'ignorante, ma subito rincuorata da un'amica ben più intellettuale di me, che l'aveva trovato ugualmente molto ostico. Così, sebbene la copertina mi attirasse da morire, i dubbi non mancavano.
Ma leggendo la seconda pagina sono spariti tutti, rimpiazzati dalle risate scomposte.
Il libro abbraccia una materia davvero complessa ma ne parla con leggerezza, senza superficialità, trattando gli argomenti e approfondendoli con gossip e testimonianze letterarie che di aulico hanno ben poco. Racconta amori dovuti, proibiti e possibili, parla di rapporti famigliari, esalta le mogli esemplari e chiarisce le regole dell'amore omosessuale, fino a toccare il tema dell'aborto, un tempo accettato ma diventato crimine in quanto privava gli uomini del privilegio di decidere sulla vita della prole.
Una meraviglia, davvero. E non vedo l'ora di leggere I supplizi capitali!

martedì 22 novembre 2011

Meet the media what??

Ci terrei a dedicare un caloroso ringraziamento alla Regione Lombardia, alla Camera di Commercio di Milano e a Meet the Media Guru, il programma culturale che dal 2006, permette la diffusione dell'innovazione digitale e l'incontro con i suoi protagonisti a livello internazionale.
Quest'anno, per la sesta edizione del programma, l'ospite atteso era John Lasseter, direttore creativo della Pixar, atteso alle 21 di ieri sera presso il teatro Dal verme di Milano. L'evento avrebbe anticipato la mostra PIXAR, 25 anni di animazione, che aprirà domani e rimarrà al P.A.C. fino al 14 febbraio.



Attendevo con ansia l'arrivo di questa serata da due settimane. Mi dissero che per partecipare all'evento era necessario iscrivermi e ho provveduto quindi, una volta informata che la consegna dei pass sarebbe avvenuta alle ore 20,30, mi presento puntuale davanti al teatro diciamo per le otto, incontro i miei compagni cinici e scopriamo che il professore è assente giustificato: guarderà l'evento in streaming comodamente seduto sul divano.
Fuori però c'è un po' di gente.... un po' troppa gente... chiediamo a qualcuno se siano iscritti anche loro e riceviamo solo risposte affermative ma essendo davvero tanti, formiamo un delizioso effetto Burns (andate al quinto paragrafo) e rimaniamo tutti fuori al freddo. Mi sono iscritta da due settimane... tsk gente dietro di me l'ha fatto due mesi fa!
Alle nove meno cinque, senza che avvenga la consegna del famigerato pass, riusciamo ad entrare ma, essendo il teatro ormai pieno, ci chiedono gentilmente di accomodarci nella saletta delle proiezioni dove potremo seguire l'evento in streaming.
Sul megaschermo compare il viso sorridente di Maria Grazia Mattei che, dopo una breve presentazione, introduce sul palco il presidente Roberto Formigoni per i ringraziamenti di sorta. Della durata di un quarto d'ora.
 - Forse Lasseter è in ritardo?
 - No, probabilmente sarà fuori con gli altri e non riesce ad entrare...
Ma finalmente arriva, introdotto da una breve siglettina che forse in sala hanno anche visto. Noi no. Sullo schermo c'era questo:

"PER QUESTIONI DI DIRITTO D'AUTORE, 
ALCUNI CONTENUTI MULTIMEDIALI
NON POTRANNO ESSERE DIFFUSI"

...
Ed ecco John. Saluta, ringrazia e si presenta. Poi inizia a raccontare la sua storia, dall'infanzia all'università, fino ad arrivare al 1986, anno in cui Steve Jobs acquistò la LucasFilm, da quel momento Pixar. Detto ciò, introduce alcuni dei suoi lavori storici, ovvero i corti Nitemare (1980), Luxo Jr. (1986) e Knick knack (1989) introdotti - per noi reietti - dalle parole

"PER QUESTIONI DI DIRITTO D'AUTORE, 
ALCUNI CONTENUTI MULTIMEDIALI
NON POTRANNO ESSERE DIFFUSI"

...
A quel punto mi sono alzata e ho seguito la folla diretta verso l'uscita.
E adesso direi che due osservazioni ci stanno:
Quale razza di organizzazione non è in grado di informarsi sulla capienza di una sala teatrale, lasciando che le iscrizioni affluiscano a frotte, senza alcuna moderazione? Voglio dire: organizzare un evento non significava munirsi della documentazione necessaria? In caso era sufficiente fare uno squillo in biglietteria e te lo dicevano subito!
Poi mal che andava, una volta raggiunto il numero massimo si inviava una bella mail agli sfortunati ritardatari mettendoli in lista d'attesa. C'è riuscita Esterni l'anno scorso, perchè voi no?
Inoltre, che senso ha diffondere un evento in streaming quando il contenuto fondamentale del suddetto è protetto da diritti d'autore e pergiunta non può essere proiettato? Ascoltiamo Lasseter che parla di aria fritta? No, bello il corto, mi ha toccata così tanto quella schermata nera con le scrittine... eh? Davvero? C'era anche *cosa a caso che non posso scrivere perchè non l'ho visto, il corto*???
Che poi, per noi reietti rinchiusi nella saletta proiezioni era difficile fare un collegamento diverso da quello dello streaming? Facciamo i cartoni animati, sarà mica difficile attaccare due spine...
No, grazie! Rinnovo il caloroso ringraziamento a tutti voi per questa serata... e io che l'altra sera mi sentivo quasi in colpa mentre guardavo un film della Dreamworks... tsk!

mercoledì 9 novembre 2011

Consigli per gli acquisti

Oggi, mentre bazzicavo alla Feltrinelli mi sono imbattuta nella più alta strategia di marketing mai vista in vita mia


Giuro che se non avessi già pagato (e speso tutti i soldi che avevo) lo avrei comprato immediatamente! 
Geni!!!

lunedì 31 ottobre 2011

Io amo il mondo (ma sono una brutta persona)

Sono un po' preoccupata.
Ieri sera, dopo tanto tempo che non davo un'occhiata, sono entrata nel mio account Histats, un sito che anaizza l'audience online e prodiga affascinanti notizie sui lettori dei blog (se volete informazioni più precise e curiose in merito, pigiate qui. Si parla di shynistat ma la minestra è la stessa).
Come vedete, questo sito mostra anche quali parole chiave digitate su google hanno indirizzato il lettore al tuo blog. Ed è proprio qui che sta il fascino della faccenda perchè, analizzando i termini con attenzione, è possibile trarre un vago profilo del proprio audience. Ed è sempre qui che nasce la mia preoccupazione, perchè se nel mondo del marketing, prodotto e target si influenzano a vicenda, posso dedurre che in qualche modo i lettori rispecchino me. No?
Esaminando i termini più usati che conducono al mio blog, 'audience risultante può essere diviso in due gruppi dominanti:

Le casalinghe pseudoartiste
 - citofono vintage (e citofoni vintage, sarà un BISNESS che tira un casino!!!)
 - Illustrazioni vintage la bella addormentata (ho una foto molto carina in cui dormo, sono bella, sono vecchia quindi vintage e sono addormentata, ve la mando, basta chiedere)
 - calzini viola matrimonio (no dai!)
 - aspirapolveri (...)
 - nomine direttori radio (eh?)
 - lampada medusa eat arts (brava! scaricate la lampada medusa eat arts, FATELO TUTTI)


I disadattati sociali
 - dito medio mare (a mio parere invece una vacanza farebbe proprio bene)
 - nanismo (grazie, è incoraggiante che questa ricerca porti proprio al blog di una persona bassa. Non nana grazie, zippata)
 - calcio nel sedere (fallo, non cercare, se vuoi ti spiego come si fa)
 - dito medio cattelan (ma non è interessante, alla fine trattasi di un'opera d'arte. La prossima volta troverò anche la MERDA D'ARTISTA di Manzoni tra le parole chiave...)
 - mattoni nella borsa (non voglio esser complice di qualsicvoglia pestaggio violento. Qui non troverete spunti)
e, duslcis in fundo

DITO MEDIO ANIMATO!!!

Perchè tutti questi diti medi conducono persone incazzate al mio tenero, piccolo blog? E se è vero che l'audience mi rispecchia, dovremmo concludere che forse un po' incazzata lo sono anch'io? No dai, non fino a questo punto. Solo che scrivere cose felici e allegre, a meno che non si tratti di aneddoti divertenti, non è che mi soddisfi così tanto... E' che di questi tempi manca il gossip a rendere tutto più frizzante e pepato.
Quindi, per ristabilire un po' l'equilibrio all'interno dell'audience e del mio ego (non proprio ma un po') ferito, mi limiterò ad interrompere i post con frasette allegre e casuali, senza nessun nesso con quanto raccontato. Tipo
 - io amo il mondo e il mondo mi ama
 - buongiorno mondo, oggi sono felice
 - il cielo è seeeeempre più bluuuuu
 - il sole splende e scalda il mio sorriso



cose così... poi vewdremo che succede...

Once upon a time we had brains

Poi qualcuno inventò la calcolatrice.  E ora chi li sa più fare i calcoli in colonna?
Migliaia di anni fa il nostro naso era simile a quello di una scimmia ma trascorrendo molte ore a pelo d'acqua, sviluppò la sua forma sporgente per impedire all'acqua di entrare nelle narici e ostruire le vie respiratorie.
L'australopiteco si evolveva, l'homo informaticus inventa macchine che lavorino per lui.


Ogni volta che la tecnologia sforna qualcosa di nuovo, tutto ciò che è stato prima viene cancellato dalla nostra memoria, gettato via quando solo ieri riponevamo in esso tutta la nostra fiducia, sentendoci persi qualora quel qualcosa fosse venuto a mancare. Carta e penna, queste sconosciute, ormai le uso solo per prendere appunti. O per disegnare...
Un tempo, per comunicare venivano utilizzati i segnali di fumo, più tardi i nostri messaggi vennero affidati ai piccioni viaggiatori (lasciamo che lavorino per noi), e via così fino al giorno in cui, più o meno verso la metà dell'800, venne inventato il citofono e, come dissi qualche mese addietro, ripenso con nostalgia ai pomeriggi in cui l'amico di turno passava a suonare ricordandomi che era ora di scendere in cortile. Poi va beh, per chi abitava più lontano, il telefono faceva giusto al caso ma, nell'eventualità che qualcuno trascorresse molte ore fuori casa, i cellulari funzionavano ancora meglio! Io ho dovuto attendere fino ai quindici anni per averne uno. Mia cugina mi diede il suo numero che di anni ne aveva undici. Non che la invidiassi: l'ansia dei miei genitori cresceva esponenzialmente giorno dopo giorno: "Dove sei? Cosa fai? Quando torni? Come mai non hai risposto"? "Mamma ero in aula ad ascoltare l'esame della mia amica, hai beccato la mezz'ora sfigata, era il caso di chiamarmi otto volte"??? (giuro che è successo)
Arrivò così il 2008, l'anno in cui venni introdotta nell'azzurro mondo di Facebook. All'inizio avevo tipo 10 amici (e mi sentivo una PR!), lo usavo solo per giocare e qualche volta caricavo una foto. Ci ho messo sei mesi a capire come funzionassero i messaggi collettivi, per colpa della mia incapacità mi son persa pure un paio di cene organizzate dalle compagne universitarie ma dopo un po' ci ho preso la mano. Ora di amici ne ho qualcuno in più ma alla fine quelli che sento son sempre gli stessi.
Sempre della serie "torniamo indietro all'età del ferro e citiamo cose di nessun interesse", una sera quest'estate, la mia coinquilina londinese tirò fuori una discussione interessante, facendo notare come fosse cambiato l'approccio amoroso tra ragazzi: se un tempo conoscevi qualcuno di interessante ed eri abbastanza spigliato, dopo aver chiacchierato per un po', il passo successivo era chiedere il numero di telefono. Oggi la conversazione è seguita solo dai saluti, raramente si pongono domande e, una volta a casa, si apre facebook in cerca del profilo della persona in questione. Nessun imbarazzo, tantomeno il timore di un rifiuto. E anche nel caso in cui la conversazione non fosse avvenuta, è sempre lecito chiedere l'amicizia a qualcuno... chiedere il numero di telefono richiede un po' di coraggio alla fine.
Quel social network è così comodo da rendere inutile iil più tecnologico degli smartphone.
Perchè facebook è gratis, ormai ci siamo tutti, quindi tanto vale comunicare direttamente da lì, si fa prima e costa meno. Tutto vero, basta mantenere un equilibrio, dare il giusto peso alle cose senza perdere il senso della realtà.
Peccato che a volte accada esattamente il contrario. L'altro giorno ad esempio, quando l'uscita di un'"amica" ha confermato queste teorie covate da mesi.
Senza entrare nel dettaglio dei fatti (altrimenti qui si rischia la sublimazione dei lettori), diciamo che costei affermava che io fossi sparita, motivo che le aveva impedito di aggiornarmi sui dettagli della cena previssta per la serata.
SPARITA???

WTF???
Non so voi, ma io ero rimasta all'antico significato della parola, ovvero non rispondere al cellulare per tre o quattro volte di seguito, ignorando eventuali messaggi e, qualora arrivasse una telefonata sul telefono fisso, lasciare i genitori senza alcuna informazione da dare alla persona dall'altro capo del filo. E quando mai. Io ero a casa, nella mia cameretta a guardare un film. Il telefono appoggiato sul comodino non ha dato segni di vita per tutto il pomeriggio. In tutto questo, ho dimenticato di dire che la pagina di facebook era chiusa. Offline, non sparita. OFFLINE. Ma ce l'hai il mio numero, pezzo di idiota??? E allora perchè non mi telefoni, prima di chiamare la polizia e mettere la mia foto sui cartoni del latte?

Dai!

domenica 23 ottobre 2011

La saggezza delle sit com #1

(e non sono ancora sicura che a questo seguiranno #2 o #3... però fa figo dai!)

Sheldon: Stai per caso insinuando che i miei problemi emotivi non sono diversi da quelli di una persona stupida?
Amy Farrah Fowler: A dire il vero alcune ricerche hanno dimostrato che il nom pensare troppo permette ai meno intelligenti di gestire meglio i loro sentimenti.

Lo sospettavo...

sabato 22 ottobre 2011

Trova le differenze

Oggi miei cari vi mostrerò le realzioni suscitate dalla isione dello stesso film, proposto in due contesti differenti.

Trattasi del cortometraggio d'animazione di Michael Dudok de Wit, "Father and daughter", vincitore del premio oscar come miglior film d''animazione nel 2000.

Ora munitevi di fazzolettini e buona visione.
 
 
Università degli Studi di Milano, per gli amici ViaNoto, durante una lezione di storia del cinema d'animazione:
Mentre gli studenti si asciugano le lacrime, una ragazza alza la mano con timidezza. Le viene data la parola:
 - Il film mi ha colpito molto. Io credo che quella barchetta dove la signora va a rannicchiarsi sia emblematica, stia a simboleggiare l'utero che l'accoglie nuovamente, dandole nuova vita, riportandola indietro al momento in cui aveva perso il padre, per ricongiungersi con esso. 
Un'altra mano si alza, la studentessa ci tiene a precisare:
 - Anche la forma della barca ricorda proprio una mandorla, che se non sbaglio, nell'iconografia viene interprtetato come simbolo di rinascita...

Scuola Cinica per gli amici Scuola Cinica, durante una lezione di storia del cinema d'animazione
Il film è partito da un paio di minuti:
 - Oh ma la bici del padre è ancora lì... e non gliel'hanno ancora scavallata?

mercoledì 19 ottobre 2011

Non ci siamo.

Carissimi lettori, amici bloggherecci e non, oggi ho bisogno di voi.

Quando decisi di aprire un blog, pensai di farlo solo per me. Poi di base - si parla del lontano 2007 -  ero scema io perchè ignoravo totalmente cosa fossero il social networking e i commenti (commenti? Oh ma guarda... il mio non lo commenta nessuno...). Col passare del tempo abbandonai l'idea, arrivarono myspace, facebook, twitter, balle varie e iniziai a leggere il blog di un'amica, a commentarlo e ripresi l'idea di aprirne uno, ben consapevole di desiderare qualche lettore e con lo spirito istrionico pronto a uscir fuori (e infatti la parte della scema mi viene benissimo!)

Dopo quattro anni, due profili myspace, uno su facebook e tre blog, mi rendo conto di non essere nemmeno un po' nerd e di non capirne una bega.

In pratica, mi fecero notare (e lo notai anch'io) che il mio piccolo blog, pur comparendo nei blogroll altrui (che carini, mi fa tanto piacere che qualcuno legga le boiate che pubblico!!!) non si aggiorna. Col risultato che qualcuno probabilmente si sarà pure rotto le palle di una che non scrive mai. Ma lungi da me smettere di scrivere boiate! Quindi, aiuto: quale impostazione devo modificare per far si he il mio blog vi compaia aggiornato?



Tra l'altro, prima ho fatto un saltino sulla home, dove una nuvoletta mi suggeriva di "rendere la mia pagina più carina", con tanto di foto nuziale di William e Kate. Ecco no. Il template regale non lo voglio, grazie!


AGGIORNAMENTO LAMPO DELLE VENTIDUE E TRENTASEI: non è vero! Mi aggiorno! Avevo cercato di risolvere il problema pochi giorni fa ma sembrava non esser cambiato nulla. E invece si! Allora è vero che scrivo sempre boiate :D

domenica 16 ottobre 2011

Strategie d'attacco

Guardate questo video e lasciatevi ispirare


proprio come hanno fatto governo e forze dell'ordine per prepararsi al meglio ad affrontare l'arrivo degli indignados a Roma.
Forse una manifestazione pacifica non avrebbe fatto comodo al loro scopo. Perchè i comunisti sono brutti, cattivi, violenti, fuori corsoe sempre impegnati a scrivere cattiverie e diffamare i poveri vecchi cantautori italiani. Bisogna convincere tutti, ma proprio tutti della veridicità di queste parole, quindi intercettare le suddette diffamazioni e lasciare che i Balck Bloc di tutto il mondo si servano dell'internet per organizzare il loro incontro nella capitale.
Giunto il giorno della manifestazione i Black Bloc, puntuali si presentano davanti allo stupore di tutti e s'impegnano con ogni mezzo possibile a spargere violenza, incendiare camionette dei carabinieri e cassonetti, deturpare chiese e monumenti, spaccare vetrine.
Alla faccia della manifestazione pacifica... ora che l'opinione pubblica è in allarme, finalmente entrano in gioco le forze dell'ordine, ma i Black bloc, che sono grandi e grossi, armati di molotov, lacrimogeni e randelli li lasciano stare, magari li arrestano... forse, mentre l'unico idiota gravemente ferito è ovviamente un manifestante qualunque col suo cartellone del cazzo (cit).
Altro che bandiere colorate, musica e allegria. I comunisti sono pericolosi, vi sarete convinti una volta per tutte? Avete visto come hanno ridotto strade e monumenti? E il 70 feriti? Eddai!

Che poi, trasportata dall'onda dell'ispirazione pensavo: sarà mica che anche la sinistra abbia imparato qualcosa dall'emerito?
No perchè probabilmente, nel lontano millenovecentonovantaquattro, mentre il signor B iniziava la sua scalata al potere, un pensiero simile baluginò nella mente del buon Prodi e i suoi: diamogli fiducia, lasciamolo fare. In pochi (?) anni manderà l'italia a puttane e ridurrà i cittadini in condizioni di miseria, rubando loro quei pochi soldi risparmiati. Lasciamo che tra i suoi s'insinuino mafiosi e diavoli tentatori con l'agendina carica carica di numeri di escort. Un giorno gli italiani, stanchi di false promesse e incazzzati come faine, rendendosi conto che, oltre alle escort il premier sta fottendo tutti loro, si rivolteranno e, armati di quel poco che è rimasto, lo manderanno via a calci in culo... E il paese sarà nostro.

Mmmh un pensiero piuttosto articolato... magari fosse vero...

mercoledì 12 ottobre 2011

Con affetto eh!

So che in questo momento ci sarebbero problemi infinitamente più grossi e seri di cui parlare. Però so anche che affrontare argomenti di quel tipo è impegnativo e richiede freschezza mentale, assente al momento. E non solo da queste parti.
Quindi farò un appello: vi prego, quando fate delle scelte che coinvolgono altre persone e soprattutto vendereste anche vostra madre perchè le altre persone vi seguano tirando fuori gli spunti più arguti, per favore, nel momento in cui le cose iniziano ad andare male, evitate di scaricare tutta la merda del caso all'altra persona (la quale avrebbe volentieri continuato a farsi gli affari suoi), prendetevi le vostre responsabilità e non lasciate strascichi. Evitate dunque quell'atteggiamento di superiorità perchè  quelle scelte le avete fatte VOI e nessun altro e se prima eravate totalmente superflui, cose di cui si poteva fare tranquillamente a meno, ora non è cambiato proprio nulla.

mercoledì 5 ottobre 2011

Vacanze coatte

Mentre in italia si discute di vecchi confusi (chi fa chiudere Wikipedia, chi Nonciclopedia, sempre vecchi e confusi sono), di concorsi fotografici fumosi e poco convincenti, di giobvani presunti assassini magicamente assolti dopo quattro anni di carcere, io mi godo le mie vacanze coatte.

No, non sto sorseggiando un mojito sulle sabbie del Papeete. Coatte nel senso di "forzate".

Due giorni fa avrei dovuto tornare a scuola ma purtroppo, visto che le notizie ciniche son più veloci di un neutrino sul gran sasso, sabato pomeriggio siam stati avvertiti che così non sarebbe stato.

Perchè i contratti non ci sono, finchè il bilancio non verrà approvato niente sblocco dei contratti, ma il comune - questa è fantascienza - è ben disposto. La cultura prima di tutto: ben disposti a sbloccare le assunzioni, concedono anche finanziamenti fino a giugno ma si scontrano con la Fondazione, che di stipulare finalmente i contratti non ne ha proprio voglia. E di approvare il billancio preventivo tantomeno.

Così la situazione, da fantascientifica si trasforma in qualcosa d'inconcepibile anche per la mente di Philip Dick: gli studenti protestano perchè vogliono tornare a scuola e tutti uniti e incuranti del caldo, presidiano sotto la sede della Fondazione.

Finalmente una risposta che sembra riportare i fatti alla normalità: "Noi vorremmo far partire i corsi, purtroppo però con questa nuova amministrazione manca il rapporto di fiducia che ci legava alla precedente".

Ah ecco. Potevate inventare una scusa più fantasiosa eh?

Ecco, torniamo anche noi alla normalità, io non sono in grado di spiegare il burocratichese, ma se volete, ecco la situazione sppiegata un po' meglio: qui qui qui e qui.